09.3575 · Mozione · 2009-06-10
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La crisi economica è intensa, profonda e durevole. Per superarla è necessario, nel suo decorso, stanziare un credito quadro. Con questo fondo per la crisi devono essere finanziati progetti per formazione, ricerca e innovazione sostenibili, in particolare per il rilascio di buoni di formazione e perfezionamento a lavoratori e interessati nonché per progetti di ricerca relativi al rinnovamento ecologico dell'economia e all'attuale crisi nelle sue molteplici sfaccettature. Il freno all'indebitamento e la regola complementare devono essere sospesi.
Begründung
L'attuale crisi è il risultato di una cieca politica di liberalizzazione e deregolamentazione durata decenni; è la conseguenza di una visione unilaterale dell'economia, di una globalizzazione sprovvista di misure d'accompagnamento sociali ed ecologiche vincolanti. Sarebbe sbagliato voler passare al più presto all'ordine del giorno precedente la crisi.
Per contro, la Svizzera deve saper cogliere la crisi come un'opportunità ed elaborare nuove soluzioni per il futuro, all'insegna di un Green New Deal. Le valutazioni generali non bastano. Ci vogliono programmi scientifici approfonditi con accertamenti e studi sui motivi e le vie d'uscita dall'attuale crisi. I crediti necessari per tali programmi di ricerca devono essere stanziati nel quadro del terzo programma congiunturale.
Nell'ottica di un riorientamento economico sono inoltre consigliabili il potenziamento e l'ampliamento dell'offensiva di formazione, che comprenda, oltre agli investimenti in ambito terziario, anche la formazione professionale e la formazione continua. Le qualifiche dei lavoratori sono il loro capitale per il futuro. Le offerte di formazione e perfezionamento devono essere potenziate e finanziate da Confederazione, cantoni e datori di lavoro per mezzo dei buoni di formazione. Anche questi crediti devono essere finanziati mediante un fondo per la crisi ancora da costituire. La Costituzione impone ai poteri pubblici di perseguire una politica economica e finanziaria compatibile con la congiuntura. Ora, per attuare una politica anticiclica, quel che ci vuole sono gli investimenti. In applicazione delle disposizioni costituzionali e legali, per i suddetti crediti il freno all'indebitamento e la regola complementare sono da sospendere.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Anche il Consiglio federale è dell'avviso che la crisi sia un'occasione per promuovere nuove tecnologie, soprattutto in campo energetico.
Le prime due fasi delle misure di stabilizzazione congiunturale intervengono prevalentemente mediante anticipi di spese. Per i progetti in campo ambientale ed energetico sono previsti circa 320 milioni di franchi. Anche il parziale vincolo sulla destinazione degli introiti della tassa sul CO2 procurerà fondi cospicui per interventi in questi settori.
Inoltre, la Confederazione investe ulteriori 21,5 milioni di franchi per progetti dell'Agenzia per la promozione dell'innovazione (CTI), in particolare nell'ambito delle tecnologie pulite e dei materiali intelligenti.
Per la terza fase delle misure di stabilizzazione congiunturale il Consiglio federale ha disposto e presentato al Parlamento il 10 agosto 2009 ulteriori provvedimenti, per complessivi 400 milioni di franchi, volti ad attenuare gli effetti della recessione e favorire la crescita: è indispensabile, infatti, prepararsi in maniera ottimale alla ripresa. Per questo motivo la terza fase, per contrastare le conseguenze della disoccupazione, contempla anche il sostegno alla formazione continua e un'iniziativa per la formazione e la formazione continua nel campo energetico. Inoltre, le aziende che operano in campo energetico e ambientale beneficeranno di un forte sostegno all'esportazione di prodotti e servizi.
Con queste misure di stabilizzazione si esaurisce per il 2010 il margine di manovra disponibile sul piano delle spese nei limiti del freno all'indebitamento. Quest'ultimo è una disposizione costituzionale e può pertanto essere abrogato o sospeso solo mediante una revisione della Costituzione, seguendo le procedure apposite. Il Consiglio federale rammenta che il Parlamento ha approvato la regola complementare al freno all'indebitamento nel marzo 2009, vale a dire in un momento in cui già era a conoscenza della crisi finanziaria. Il Consiglio federale si oppone pertanto a un rinvio dell'entrata in vigore della regola complementare, fissata per il 2010.
Per quanto concerne il credito quadro richiesto nella mozione, la sua necessità non può giustificarsi con l'intensità, la profondità e la durata della crisi economica. Infatti, l'orizzonte di programmi e ricerche durevoli supera di gran lunga quello dei programmi congiunturali. Inoltre, l'urgenza del momento consiste nel riprendere il controllo sugli sviluppi dei mercati finanziari. Le decisioni di politica economica sull'impostazione a lungo termine dell'economia devono essere prese seguendo le procedure ordinarie.
Se la mozione dovesse essere accolta dalla Camera prioritaria, il Consiglio federale si riserva di chiedere alla commissione della seconda Camera di trasformarla in un mandato di esame.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.