Lexipedia

11.4135 · Mozione · 2011-12-22

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sospendere la liquidazione dei lanciamine di fortezza prevista nel rapporto sull'esercito, di mantenere questo sistema d'arma e i relativi sbarramenti nella sostanza principale dell'esercito e di garantire il mantenimento del know-how e la capacità di potenziamento. Il Consiglio federale è inoltre incaricato di sottoporre per approvazione al Parlamento in un rapporto complementare annuale le messe fuori servizio previste in futuro di beni d'armamento (p. es. carri armati granatieri) o di installazioni edili di difesa approvate dal Parlamento in un precedente programma d'armamento o in un messaggio sugli immobili. Fino al momento in cui non si disporrà di un simile rapporto complementare, le messe fuori servizio e le liquidazioni previste dovranno essere sospese, affinché non si vengano a creare pregiudizi come nel caso dei lanciamine di fortezza in cui l'intenzione è stata palese.

Begründung

1. Il compito costituzionale e la "raison d'être" dell'esercito continua ad essere quello di difendere il Paese e proteggere la popolazione (art. 58 cpv. 2 della Costituzione federale). In quanto sistema d'arma moderno, semplice, robusto, e non oneroso in termini di personale, con cui è possibile proteggere i settori importanti della Svizzera, i lanciamine di fortezza costituiscono delle colonne portanti contro la minaccia militare nel caso più estremo, al quale l'esercito deve prepararsi. Sono utili anche contro minacce di tipo asimmetrico, quindi non sono affatto un relitto di Esercito 61, come sostenuto dal DDPS. Contrariamente alle esternazioni del consigliere federale Maurer nella sua risposta del 12 dicembre 2011 alla mia interpellanza 11.3932, occorre constatare che i lanciamine di fortezza non si trovano soltanto in zone densamente popolate, ma difendono anche trasversali importanti che presentano una piccola densità demografica.

2. È molto controverso se l'efficienza di combattimento delle opere fortificate a livello di politica di sicurezza e militare è diminuita a tal punto come asserito dal DDPS. Ci sono numerose ragioni, anche tattiche, per mantenere i lanciamine di fortezza soprattutto per il potenziamento considerato importante nel rapporto sull'esercito 2010. Tale potenziamento, contrariamente alle esternazioni del consigliere federale ("al momento c'è ancora circa il 10 per cento dei lanciamine di fortezza"), è attualmente ancora possibile. Secondo le mie informazioni, oltre al 10 per cento circa dei lanciamine di fortezza oggi ancora attivi, è stato liquidato soltanto il 10 per cento. L'80 percento è stato messo fuori servizio ed è quindi riattivabile. Questa riattivazione dovrà continuare ad essere garantita. Per questo motivo, occorre respingere anche la consegna di singoli lanciamine di fortezza a società delle truppe di fortezza private. Per garantire il potenziamento è necessario un piccolo pool di know-how negli ambiti della Base logistica dell'esercito, tuttavia non è assolutamente necessario il prosieguo dell'artiglieria di fortezza in qualità di armi.

3. La "messa fuori servizio" dei lanciamine di fortezza è un cambiamento fondamentale dell'impiego e dell'organizzazione dell'esercito e richiede, conformemente all'articolo 149b capoverso 2 della legge militare, la consultazione delle Commissioni della politica di sicurezza, cosa che sinora non si è verificata e quindi, secondo la presente mozione, occorre porvi rimedio.

4. Il 24 agosto 2011 il Consiglio federale ha proposto di accogliere il postulato della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati 11.3752, "Il futuro dell'artiglieria" (rapporto entro fine 2013). Ne fanno parte anche le opere fortificate, l'artiglieria di fortezza e la loro sopravvivenza. Non si possono prendere decisioni pregiudizievoli prima che sia disponibile la relativa documentazione del DDPS.

5. La mia interpellanza 11.3932 del 29 settembre 2011 è stata trattata dal Consiglio degli Stati il 12 dicembre 2011. Mi sono dichiarato solo in parte d'accordo con il parere del Consiglio federale. Il consigliere federale Ueli Maurer, capo del DDPS, ha raccomandato una mozione allo scopo di chiarire la questione legittima della liquidazione. Cito il consigliere federale Maurer "capisco che ci si ponga a giusta ragione la questione, visto che negli ultimi decenni abbiamo investito centinaia di milioni di franchi in simili fortificazioni e armi di fortezza". Con la presente mozione metto volentieri in pratica questo incoraggiamento e intendo avviare una discussione di fondo sui lanciamine di fortezza.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Unicamente nel settore del materiale l'esercito gestisce oltre 4000 sistemi. Ogni anno, per ragioni d'età o di eccedenza, viene messa fuori servizio un'intera serie di sistemi. Al riguardo vi sono segnatamente diverse possibilità: cambiamento di destinazione, messa fuori esercizio, consegna a organizzazioni di soccorso, consegna a musei e collezionisti qualificati, utilizzo per pezzi di ricambio, vendita o eliminazione. L'imminente riduzione dell'esercito comporta la riduzione del numero dei sistemi, poiché i costi d'esercizio limitano il margine di manovra per l'ulteriore sviluppo nell'ambito del materiale anche nel settore della competenza di difesa. È possibile ridurre i costi d'esercizio unicamente se i sistemi vengono liquidati completamente.

Per tener conto delle perplessità espresse nella mozione concernenti le messe fuori servizio, il DDPS ha verificato le relative procedure. In futuro lo Stato Maggiore dell'esercito gestirà una panoramica dei sistemi che verranno messi fuori servizio. In tal modo, anche i costi per questi processi potranno essere documentati separatamente. I sistemi che al momento della messa fuori servizio non ricevono alcuna sostituzione completa a livello quantitativo o qualitativo, devono essere disattivati e sono considerati come riserva, sempre che servano a mantenere una capacità che rivesta importanza anche in futuro, perlomeno come capacità parziale.

Conformemente a quanto sopra esposto, anche la liquidazione in corso dei carri armati granatieri M-113 63/89 sarà proseguita. Per contro, non si registrerà alcuna liquidazione di sistemi moderni, cosa che non esclude un utilizzo di simili sistemi nell'ottica di depositi di pezzi di ricambio. La messa fuori servizio di impianti per lanciamine di fortezza è quindi stata sospesa. Ciò segnatamente anche considerato che dopo l'approvazione della convenzione sulle munizioni a grappolo la potenza di fuoco dell'artiglieria è stata ridotta drasticamente.

Il Consiglio federale ha illustrato per l'ultima volta nel rapporto sulla politica di sicurezza del 23 giugno 2010 (FF 2010 4511) e nel rapporto sull'esercito del 1° ottobre 2010 (FF 2010 7855) le messe fuori servizio e le liquidazioni previste di sistemi importanti e infrastrutture. Le Commissioni della politica di sicurezza sono state informate allo stato iniziale dei lavori. Anche in futuro il Consiglio federale informerà le Camere federali in questo modo nonché nel quadro del rapporto giusta l'articolo 149b della legge militare (RS 510.10). Il rapporto sarà completato dalla summenzionata panoramica dei sistemi da mettere fuori servizio. Il tema della messa fuori servizio sarà inoltre trattato come un contributo relativo al futuro dell'artiglieria anche nel quadro del messaggio sulla revisione della legge militare. Il Consiglio federale stesso si occupa periodicamente della messa fuori servizio di sistemi nel quadro del progetto in merito alla revisione dell'ordinanza sull'organizzazione dell'esercito (RS 513.11).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.