12.3931 · Mozione · 2012-09-28
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto di finanziamento per un programma d'incentivazione della medicina umana finalizzato a garantire, per un periodo di transizione fino al varo del nuovo messaggio ERI 2017-2020, l'incremento graduale di diplomati in medicina umana fino a raggiungere un aumento di almeno 300 unità a partire dall'anno accademico 2018/19. Il progetto, da elaborare in accordo con la Conferenza universitaria svizzera e con i cantoni, dovrà comprendere i sussidi federali di base approvati fino al 2016 e, se necessario e indicato, anche un sussidio federale supplementare per costi infrastrutturali.
Begründung
Secondo la strategia comune di Confederazione e cantoni nel quadro del dialogo sulla politica nazionale della sanità" adottata nell'estate 2012, a partire dall'anno accademico 2018/19 dovrebbero essere formati circa 300 medici in più all'anno. Rispetto a oggi, tale aumento porterebbe il numero di diplomati a circa 1100 medici all'anno, che dovranno in seguito specializzarsi. Secondo altri studi, durante il periodo considerato sarebbe addirittura necessario formare in Svizzera da 1200 a 1300 medici, per riuscire a coprire il fabbisogno futuro soprattutto nella medicina di base e, nel contempo, per ridurre la dipendenza dalle forze lavorative formate all'estero. Il Consiglio federale e i cantoni hanno già riconosciuto i segni dei tempi. Per attuare senza ritardi tale strategia sono necessari, oltre alla disponibilità, durante il ciclo di studi, di un numero sufficiente di posti di praticantato di qualità negli ospedali, anche il finanziamento di posti di formazione supplementari. Inoltre, la Confederazione dovrebbe prevedere un sussidio d'incentivazione come complemento al messaggio ERI appena approvato, affinché i posti di formazione siano aumentati in tutte le facoltà di medicina già a partire dal prossimo anno. A partire dal 2017, questi mezzi supplementari dovranno essere considerati nel messaggio ERI 2017-2020.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ritiene che sono necessari interventi nel settore della formazione e del perfezionamento di medici. Nel suo rapporto in adempimento della mozione Fehr Jacqueline 08.3608, "Una strategia per combattere la mancanza di medici e promuovere la medicina di base", ha constatato che, per stabilizzare sui valori attuali il volume di lavoro dei medici ricorrendo a medici formati in Svizzera, il nostro Paese deve raggiungere un numero di 1200 a 1300 diplomi federali in medicina umana rilasciati annualmente. Un rapporto redatto da un gruppo di lavoro nell'ambito della piattaforma "Futuro della formazione medica" ha mostrato che, da qui al 2019, le cinque facoltà di medicina attualmente esistenti saranno in grado di formare progressivamente circa 300 medici in più. È inoltre stato chiarito che ciò sarà possibile solo stanziando fondi supplementari. Su questo sfondo, il Consiglio federale fa notare che le università cantonali così come gli ospedali universitari e, di conseguenza, la formazione di medici sono di competenza dei cantoni. Dal canto suo, conformemente alla legge sull'aiuto alle università (LAU; RS 414.20), la Confederazione versa i suoi aiuti finanziari sotto forma di sussidi di base.
Sinora, tuttavia, malgrado gli sforzi della Conferenza universitaria svizzera (CUS), della Segreteria di Stato per l'educazione e la ricerca (SER) e dell'Ufficio federale di statistica, le università e gli ospedali universitari non sono stati in grado di indicare i costi effettivi di un posto di studio in medicina. Un gruppo di coordinamento composto da rappresentanti federali e cantonali dei settori formazione e salute (Segretariato generale della CUS, Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità CDS, Ufficio federale della sanità pubblica e SER) sta attualmente lavorando per chiarire questi aspetti.
Poiché il Parlamento ha appena approvato il messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) negli anni 2013-2016, il Consiglio federale non ritiene opportuno presentare per lo stesso periodo un progetto di finanziamento supplementare separato, fondato sulla stessa base legale. Tale richiesta appare irrealistica e inattuabile in un lasso di tempo così breve anche a fronte dei dati disponibili e dei lavori di pianificazione già in corso nei cantoni.
Il Consiglio federale rammenta inoltre che il messaggio ERI 2013-2016 prevede un incremento annuo medio del 3,7 per cento dei sussidi di base. Conformemente alla LAU, attraverso questi sussidi, la Confederazione partecipa anche al finanziamento degli studenti di medicina umana. Se il numero di questi ultimi aumenterà, nel calcolo dei sussidi di base che spettano alle singole università cantonali, scatterà automaticamente, sulla base dei criteri sanciti dalla legge, una ridistribuzione dei fondi disponibili a favore dei gruppi di facoltà interessati. Anche i contributi versati dai cantoni secondo l'Accordo intercantonale sulle università (AIU) saranno adeguati di conseguenza. Il Consiglio federale è quindi dell'opinione che, grazie ai sussidi di base contemplati nel messaggio ERI 2013-2016 e ai contributi AIU supplementari, i cantoni universitari otterranno un sostegno finanziario fondamentale per far fronte al progressivo aumento del numero di posti di studio in medicina umana.
Per i motivi sopra esposti e alla luce delle misure del pacchetto di consolidamento e di verifica dei compiti 2014 decise dal Consiglio federale, l'esecutivo ritiene che un progetto di finanziamento supplementare per il periodo ERI 2013-2016 non sia giustificato e propone pertanto di respingere la mozione. Ciò nonostante, è disposto a inserire il tema del consolidamento e del potenziamento dell'insegnamento e della ricerca della medicina umana tra le priorità del messaggio ERI 2017-2020 e a definire la pianificazione finanziaria congiunta in collaborazione con i cantoni.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.