13.3288 · Postulato · 2013-04-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare l'opportunità di istituire un'autorità di vigilanza sul commercio di materie prime e di derrate alimentari.
Begründung
Sebbene di per sé povera di materie prime negoziabili, in determinati settori come ad esempio quello del petrolio la Svizzera è addirittura la prima piazza di scambio a livello mondiale. Nel settore delle materie prime il nostro Paese porta dunque una grande responsabilità. Questa responsabilità si riferisce non solo al significato economico del settore, ma riguarda anche la situazione dei diritti umani, la predisposizione alla corruzione e il problema ecologico che caratterizzano il commercio di materie prime.
I flussi finanziari legati a queste attività assumono un'importanza crescente. Tra commercio di materie prime e flussi finanziari illegali esistono purtroppo legami molto stretti. Lo dimostra ad esempio lo studio "Extractive sectors and illicit financial flows", commissionato da diversi Paesi e pubblicato nel 2011. Nel settore delle materie prime, i vuoti economici sono oggi sfruttati a discapito di molti esseri umani e favoriscono la povertà nel mondo. Fughe di capitali, elusione fiscale e flussi finanziari illegali inibiscono lo sviluppo economico e sociale nei Paesi produttori. Si stima che l'entità delle perdite superi in modo scioccante il volume complessivo dell'aiuto ufficiale allo sviluppo.
La Svizzera non può avere interesse a questi fenomeni negativi. A causa della sua posizione di forza, rischia di subire un danno di reputazione. Anche per questa ragione, il Consiglio federale intende affrontare attivamente l'elaborazione e l'attuazione di iniziative e standard internazionali nel settore delle materie prime e nel relativo contesto. Il miglioramento della vigilanza può far parte di questo arsenale. Si può pensare anche a istituire un'autorità di vigilanza sul commercio di materie prime e derrate alimentari.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Un commercio di materie prime ordinato, ben funzionante e responsabile svolge un'importante funzione allocativa e contribuisce a una crescita economica sostenibile a livello globale. La Svizzera è tradizionalmente un'importante piazza commerciale per le materie prime e, soprattutto nel corso dell'ultimo decennio, è diventata una delle maggiori piazze commerciali al mondo in tale settore. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che questo ruolo centrale sollecita la Svizzera in diversi modi. Questa è una delle ragioni per cui è stato elaborato il rapporto di base sulle materie prime, pubblicato dal Consiglio federale il 27 marzo 2013 (vedi http://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&msg-id=48319).
Come indicato nel rapporto, la Svizzera fornisce già oggi attraverso strumenti ad ampio spettro un contributo considerevole alla salvaguardia dell'integrità della piazza economica nonché della piazza commerciale per le materie prime. In numerosi ambiti il nostro Paese dispone di regolamentazioni che riguardano il commercio di materie prime e contribuiscono ad arginare le ripercussioni negative dell'estrazione e del commercio delle materie prime. A titolo d'esempio si possono citare la regolamentazione dei mercati finanziari, la lotta contro il riciclaggio di denaro, la prassi in materia di sanzioni o le misure nella lotta contro l'evasione fiscale e la corruzione. La Svizzera si impegna inoltre ad approntare strumenti per la promozione di una gestione aziendale responsabile nonché, grazie al suo impegno nella cooperazione allo sviluppo, a favorire il rafforzamento delle capacità statali dei Paesi in sviluppo ricchi di risorse naturali.
Nel rapporto di base sulle materie prime vengono formulate 17 raccomandazioni d'intervento approvate dal Consiglio federale sull'ulteriore modo di procedere. La riforma dei mercati dei derivati negoziati fuori borsa aumenterà ad esempio la trasparenza nel commercio di derivati, compreso quello dei derivati sulle materie prime. Allo stesso modo, occorre chiarire l'impatto sul settore svizzero delle materie prime di un'eventuale introduzione di prescrizioni in materia di trasparenza - analogamente a quelle adottate dagli Stati Uniti e dall'UE - e valutare l'opportunità di elaborare un progetto da porre in consultazione. Sulla base del rapporto di diritto comparato richiesto nel postulato 12.3980 viene valutato se, alla luce del contesto internazionale, sia necessario intervenire legiferando sugli obblighi di diligenza in materia di diritti umani e standard ambientali. Un gruppo di lavoro elaborerà, assieme a rappresentanti degli attori interessati, proposte di standard in materia di Corporate Social Responsibility per il commercio di materie prime.
Il Consiglio federale ritiene che la via intrapresa tenga conto dell'integrità e della competitività della Svizzera e che non sia necessario istituire un'autorità di vigilanza specifica per il commercio di materie prime e di derrate alimentari. In linea di massima, la sorveglianza del commercio di merci nel settore delle materie prime non rappresenta un compito dello Stato anche dal punto di vista istituzionale, a meno che sussista un interesse specifico di protezione, come nel caso del controllo degli agenti terapeutici. L'istituzione di una simile autorità di vigilanza - il cui costo sarebbe probabilmente elevato - è inoltre sproporzionata. Non da ultimo si pone anche la domanda fondamentale e delicata dell'esecuzione di questa vigilanza, alla luce del fatto che le attività in questione vengono solitamente svolte al di fuori della Svizzera.
Il Consiglio federale ritiene pertanto che non siano necessari ulteriori chiarimenti concreti per l'istituzione di un'autorità di vigilanza sul commercio di materie prime e di derrate alimentari.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.