Pagamenti postali. Quali sono le alternative alle tasse prelevate alle associazioni di beneficenza?
15.1069 · Interrogazione · 2015-09-23
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Da diversi anni, Postfinance riscuote delle tasse presso i beneficiari di pagamenti effettuati allo sportello. Il servizio finanziario della Posta fattura quindi ai beneficiari di un pagamento inferiore a 1000 franchi un importo compreso tra 90 centesimi e fr. 2.35 e per quelli tra 1001 e 10 000 franchi, la tassa prelevata è di fr. 3.55.
Queste tasse colpiscono anche le associazioni senza scopo di lucro e le fondazioni a scopo sociale e caritativo. Concretamente, ciò significa che per una donazione, ad esempio, di 110 franchi sarà prelevato un importo di fr. 2.35, ossia del 2,1 per cento. Per una donazione di 1200 franchi, la tassa prelevata sarà dello 0,3 per cento.
Nel 2007, in occasione dell'ultimo tentativo di aumentare le tasse in questione, l'autorità di regolazione della Posta ha sottolineato che i versamenti in contanti rientrano nel servizio universale postale. In pratica, sia la Posta che Postfinance, di fatto unico fornitore sul mercato che accetta versamenti in contanti, sono tenute ai sensi della legge sulle poste a non realizzare profitti smisurati. Inoltre, le prestazioni del servizio universale devono essere offerte a prezzi equi.
Resta il fatto che numerose associazioni e fondazioni a scopo sociale accusano un mancato guadagno a causa della riscossione di queste tasse. Questo è ad esempio il caso della Catena della Solidarietà.
Pertanto, pongo le seguenti domande:
1. Qual è l'andamento generale del numero di versamenti in contanti osservato dalla Posta negli ultimi dieci anni?
2. Qual è la quota dei versamenti a beneficio delle associazioni e fondazioni a scopo sociale e caritativo?
3. Quanto apporta annualmente alla Posta la riscossione di una tale tassa presso le associazioni e le istituzioni a scopo sociale e caritativo?
4. Sarebbe ipotizzabile per PostFinance rinunciare a riscuotere le tasse sui pagamenti allo sportello per i conti di cui sono titolari le associazioni e fondazioni a scopo sociale e caritativo, a condizioni ancora da definire? All'occorrenza, perché?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il numero dei pagamenti effettuati allo sportello ha subito una forte diminuzione negli ultimi dieci anni. Nel 2014 la domanda di questo servizio è scesa del 25 per cento rispetto al 2005 (2005: 230 milioni di franchi di pagamenti; 2014: 171 milioni di franchi di pagamenti).
2. Stando alle informazioni fornite dalla Posta, i versamenti a favore di associazioni di beneficenza e senza scopo di lucro non possono essere individuati singolarmente.
3. La tassa sui pagamenti allo sportello copre in parte gli oneri relativi al servizio. Infatti, oltre ai costi per l'infrastruttura, la sicurezza del personale e la gestione del denaro contante, anche il rispetto degli obblighi di diligenza dettati dalla legislazione sul riciclaggio di denaro è un fattore di grande importanza per i costi. In generale questa prestazione rappresenta un'attività commerciale deficitaria per la Posta.
La Posta è l'unico istituto bancario che offre il versamento in contanti a terzi in Svizzera. Le altre banche si limitano, per ragioni economiche, a permettere il versamento in contanti sui loro propri conti bancari.
4. In linea di massima, PostFinance può strutturare liberamente i propri prezzi. Tuttavia l'esenzione delle associazioni di beneficenza e senza scopo di lucro dal pagamento della tassa ridurrebbe ulteriormente il grado di copertura dei costi di questo servizio. Questi ulteriori costi del servizio universale verrebbero probabilmente a ricadere sul monopolio delle lettere e su altre prestazioni del servizio universale, visto che la Posta è tenuta in generale a fornirlo con mezzi finanziari propri.
Risposta del Consiglio federale.