Deducibilità fiscale delle vacanze in Svizzera per compensare le perdite causate dal superfranco al settore turistico
15.3253 · Mozione · 2015-03-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Con la seguente mozione si chiede che il Consiglio federale venga incaricato di presentare una proposta di deducibilità fiscale delle spese delle vacanze trascorse in Svizzera.
Begründung
L'abbandono del tasso di cambio fisso con l'euro ha messo in difficoltà vari settori dell'economia svizzera. Tra questi figura anche il turismo.
C'è evidentemente da attendersi una perdita di attrattività, legata al franco forte, della destinazione Svizzera nei confronti dei turisti provenienti dai paesi della zona Euro. Viceversa, i paesi della zona Euro diventeranno più convenienti per il turista elvetico.
Secondo Svizzera turismo, gli effetti del franco forte cominceranno a farsi sentire a partire dalla prossima estate, e l'inverno 2015/2016 sarà la prima stagione in cui si esplicheranno appieno.
I pernottamenti dall'Europa costituiscono il 37 per cento a livello nazionale (i turisti svizzeri coprono il 45 per cento); un calo dei turisti europei colpirà in maniera particolare le destinazioni alpine con bassa quota di mercati lontani ed alta quota di mercati europei. Ciò comporterà di conseguenza un crollo degli investimenti nel rinnovo, mettendo a rischio la qualità dell'offerta e generando un circolo vizioso. Per la prima volta potrebbero essere minacciate anche aziende esemplari.
Incoraggiare il turista svizzero a trascorrere le vacanze in patria porterebbe una benvenuta boccata d'ossigeno al settore, ciò che bilancerebbe, almeno in parte, l'annunciata flessione degli arrivi dall'UE.
Al fine di rendere economicamente più appetibile la Svizzera come meta di vacanza per i turisti elvetici, si chiede al Consiglio federale di presentare una proposta di deducibilità fiscale delle spese per le vacanze trascorse in Svizzera; un modello peraltro adottato anche da altri Paesi, ad esempio la Germania.
Si chiede al Consiglio federale ad inserire nella citata proposta anche l'opzione di estendere lo sgravio alla ristorazione, dando quindi la possibilità di dedurre anche le consumazioni effettuate in Svizzera.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo le intenzioni dell'autore della mozione, le spese per le vacanze trascorse in Svizzera devono poter essere dedotte dalle imposte. Si tratterebbe a questo proposito principalmente di spese per pernottamenti (in albergo o appartamento di vacanza) e ristorazione (in alberghi e ristoranti) sostenute nell'ambito di un soggiorno di vacanza. Dal punto di vista della sistematica fiscale, queste spese di pernottamento e di ristorazione, così come altre spese destinate a coprire il fabbisogno privato quotidiano, fanno parte del costo della vita. Secondo il diritto vigente, le spese destinate a soddisfare il fabbisogno vitale privato costituiscono forme di utilizzazione del reddito che di regola non sono deducibili dal reddito imponibile.
In considerazione dell'attuale forza del franco, accentuatasi ulteriormente in seguito all'abbandono del tasso di cambio minimo con l'euro, e alla crisi del debito europea, il settore svizzero del turismo è indubbiamente confrontato con grandi sfide. Rispetto ad altri costi della vita e ad altri settori economici, il Consiglio federale considera tuttavia problematica dal profilo dell'ordinamento politico l'introduzione della facoltà di dedurre fiscalmente i costi sostenuti nel settore del turismo svizzero e il conseguente privilegio contrario al sistema. Una siffatta misura sarebbe peraltro poco consona all'obiettivo di rafforzamento durevole del settore del turismo. Nel lungo periodo, infatti, una nuova deduzione fiscale non porterebbe a un aumento del numero di pernottamenti in Svizzera e genererebbe invece notevoli effetti di trascinamento. Inoltre, a causa della progressione tariffaria propria al sistema ne sarebbero più fortemente sgravati i contribuenti con redditi elevati, che possono comunque permettersi vacanze in Svizzera. D'altra parte anche altri settori economici sono colpiti dalla crisi attuale, ragione per cui bisognerebbe attendersi richieste di ulteriori possibilità di deduzione fiscale. Ma ogni nuova deduzione comporta un'ulteriore complicazione del sistema fiscale, non da ultimo perché solleva inevitabilmente nuove questioni di delimitazione. Ne risulterebbe così contrastata la semplificazione del diritto fiscale postulata dal Parlamento.
Il Consiglio federale ha inoltre deciso per principio di non ricorrere a misure fiscali per smorzare le ripercussioni negative del franco forte. Con la sua politica del turismo esso punta piuttosto a un rapido e mirato miglioramento delle condizioni quadro per le aziende turistiche e alla promozione dell'attrattività dell'offerta turistica. Nel suo messaggio del 18 febbraio 2015 concernente la promozione della piazza economica negli anni 2016-2019 esso ha presentato al Parlamento tre decreti federali sul finanziamento volti a rafforzare il settore del turismo svizzero. Due di questi decreti riguardano un importo complessivo di 250,5 milioni di franchi; con il terzo il Consiglio federale chiede invece il prolungamento fino al 2019 del mutuo supplementare a favore della Società svizzera di credito alberghiero. Per questo tramite il settore del turismo è già sostenuto in misura sostanziale dalla Confederazione. Il Consiglio federale considera che le misure chieste dall'autore della mozione non siano opportune.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.