15.4262 · Interpellanza · 2015-12-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Secondo diversi studi, in Svizzera mancano gli ingegneri. Un sondaggio pubblicato in maggio 2014 dall'Unione svizzera degli studi consulenti di ingegneria (usic) rivela che in Svizzera il fabbisogno annuo è di circa 4000 ingegneri in più, una carenza che riguarda soprattutto i settori dell'edilizia, della geomatica, dei trasporti e dell'energia.
È un dato di fatto che la Svizzera, a livello internazionale, forma meno ingegneri. Secondo uno studio dell'UNESCO del 2014, in certi casi la Svizzera ne forma un numero di gran lunga inferiore ad altri Paesi industrializzati dell'OCSE.
L'accettazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa" non potrà che esacerbare questo problema. Il ramo dell'ingegneria dovrà sopperire alla carenza di personale qualificato ricorrendo a un numero limitato di specialisti stranieri.
Desidero pertanto sapere dal Consiglio federale:
1. Il Consiglio federale è consapevole dell'attuale e palese carenza di ingegneri in Svizzera?
2. In caso affermativo: come colmare questo deficit? Attraverso maggior immigrazione o maggiore formazione? Che cosa significa tutto ciò a livello di università, PF e scuole universitarie professionali?
3. Che cosa farà il Consiglio federale a breve termine e concretamente per risolvere questa insufficienza?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza della manodopera qualificata e in particolare degli ingegneri per una piattaforma del sapere e dell'innovazione come la Svizzera (v. rapporto del Consiglio federale "Carenza di personale specializzato MINT in Svizzera", settembre 2010).
Il 18 dicembre 2015 il Consiglio federale ha deciso di rafforzare l'iniziativa sul personale qualificato, inaugurata dal DEFR nel 2011, che si prefigge di rispondere maggiormente al fabbisogno di personale qualificato in Svizzera attingendo alle risorse umane già presenti nel Paese. L'iniziativa si articola su quattro assi che riguardano ambiti politici differenti: la riqualificazione e la specializzazione in funzione delle esigenze del mercato del lavoro, il miglioramento della conciliabilità tra lavoro e famiglia, lo svolgimento di un'attività lucrativa fino all'età pensionabile e oltre, nonché la creazione di buone condizioni occupazionali per i lavoratori in età avanzata, e infine l'innovazione per sopperire alla carenza di personale qualificato. Per rafforzare l'iniziativa sul personale qualificato, in collaborazione con gli uffici federali coinvolti, i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro sono in corso chiarimenti in diversi settori, che comprendono in particolare professioni legate all'ingegneria, per capire come formare o riconvertire, anche attraverso la formazione continua, un numero maggiore di professionisti qualificati in Svizzera. I risultati verranno presentati a settembre 2016 nel quadro di un apposito convegno che permetterà di unire le forze per le tappe successive.
In Svizzera gli ingegneri vengono formati nelle scuole universitarie, in particolare nei due politecnici federali e nelle scuole universitarie professionali cantonali. Queste ultime e i loro enti responsabili decidono i cicli di studio che offrono in virtù dell'autonomia che viene riconosciuta loro dalla Costituzione. Anche il principio della libertà di scelta del ciclo di studi è tenuto in debita considerazione. Negli ultimi anni in Svizzera il numero di universitari nelle materie MINT ha conosciuto uno sviluppo positivo. Alla luce della suddetta suddivisione delle competenze, al Consiglio federale preme, insieme ai cantoni, sostenere le scuole universitarie che formano ingegneri attraverso un finanziamento di base adeguato al fabbisogno e mediante i sussidi legati a progetti. Per esempio, il Programma federale per le pari opportunità 2013-2016, attualmente in corso nelle scuole universitarie professionali, sostiene in particolare le donne nei settori MINT. Anche il periodo 2017-2020 sarà incentrato su questo tipo di progetti nazionali, come quelli di swissuniversities che riguardano l'allestimento di un centro di competenza nazionale per promuovere la formazione MINT, le pari opportunità e la promozione delle nuove leve scientifiche. Tra le altre misure volte a incentivare in modo specifico il ricambio generazionale c'è il pacchetto varato dal DEFR per rinforzare l'orientamento pratico delle SUP nel settore MINT, grazie al quale i titolari di una maturità liceale o di un attestato federale di capacità hanno la possibilità di iniziare direttamente gli studi in una scuola universitaria professionale dopo il superamento di un esame di ammissione. Una parte del pacchetto di misure, infine, punta anche a promuovere la maturità professionale. Quanto alla permeabilità tra formazione professionale superiore e scuole universitarie professionali, swissuniversities ha emanato delle "best practice" che riassumono i principi di ammissione. Nel quadro di diversi progetti si sta anche studiando come ottimizzare il riconoscimento degli apprendimenti acquisiti e dei diplomi di rifugiati riconosciuti e di persone ammesse provvisoriamente. Infine, vi sono anche misure ad altri livelli formativi per sensibilizzare e motivare giovani e ragazzi ai settori MINT, ad esempio gli incontri informativi organizzati dai politecnici federali nelle scuole primarie e secondarie e le attività delle accademie specifiche per il settore MINT.
Nel quadro del messaggio ERI 2017-2020 il Consiglio federale presenterà al Parlamento i capisaldi della promozione e le misure per rafforzare il settore MINT.
Risposta del Consiglio federale.