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16.3586 · Mozione · 2016-06-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di attuare le necessarie modifiche a livello di ordinanza e di legge per vietare l'impiego di minuscole particelle di plastica (microplastiche) nei prodotti per l'igiene del corpo.

Begründung

Ogni anno 10 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono nei mari del pianeta. Per questo motivo, nell'estate del 2015, gli Stati del G-7 hanno sottoscritto un piano d'azione contro l'inquinamento marino (https://www.bundesregierung.de/Content/DE/Artike1/2015/08/2015-08-13-g7-aktionspi-meeresschutz.html). Altrettanto problematiche sono le microplastiche impiegate nella produzione di creme e di docciaschiuma. Inoltre, dieci Paesi dell'UE hanno adottato un programma di ricerca sulle microplastiche (https://epss-jpi-oceans.ptj.de/home). I progetti di ricerca sono esaminati anche da Philippe Corvini, professore presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (FHNW).

Pertanto, non si tratta di stabilire se le microplastiche pervengono nelle nostre acque e se le inquinano, bensì di trovare un modo poter proteggere le nostre acque e noi esseri umani da questo grave inquinamento.

Le microplastiche primarie sono formate da microsfere di plastica fabbricate dall'industria per essere ulteriormente trasformate. Un finissimo granulato di plastica si trova nei prodotti esfolianti per il corpo, nei docciaschiuma e nei dentifrici. Poiché gli impianti di depurazione non permettono di filtrarle del tutto, le microplastiche pervengono direttamente nelle nostre acque (fiumi, laghi, mari) attraverso le acque di scarico. A causa dell'idrorepellenza della loro superficie, le microplastiche attirano inquinanti che si depositano in superficie. Le particelle e gli inquinanti vengono assorbiti dagli organismi acquatici. La presenza di microplastiche è stata riscontrata nelle foche, nei pesci, nei molluschi e nei microorganismi, che le assorbono col cibo. Queste particelle non sono un pericolo soltanto per gli animali e l'ambiente, ma concretamente anche per noi esseri umani quando consumiamo pesce contenente inquinanti.

Visto che esistono prodotti biodegradabili ed ecocompatibili (ad es. granuli ricavati dai gusci di noci) in grado di sostituire le microplastiche nei prodotti cosmetici, un loro divieto non comporterebbe alcun problema.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole dell'inquinamento delle acque causato dalle microplastiche. Da uno studio condotto dal Politecnico federale di Losanna su incarico dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), avente per oggetto vari laghi svizzeri e il Rodano, è emerso che le microplastiche di origine industriale, come ad esempio le microsfere di polietilene contenute nei prodotti per la cura del corpo, costituiscono solo una piccola parte del totale di quelle presenti nei laghi svizzeri (http://www.news.admin.ch/NSBSubscriber/message/attachments/37656.pdf). Anche da uno studio pubblicato nel 2015 dall'Agenzia danese per la protezione dell'ambiente (http://www2.mst.dk/Udgiv/publications/2015/10/978-87-93352-80-3.pdf) risulta che in Danimarca i cosmetici sono responsabili di appena lo 0,1 per cento delle emissioni di microplastiche nell'ambiente. Questo anche perché nei moderni impianti di depurazione buona parte di esse viene rimossa dalle acque reflue e trattenuta nei fanghi di depurazione, come hanno mostrato ulteriori indagini compiute in Svizzera e in altri Paesi europei. Secondo tale studio la maggioranza delle emissioni è imputabile alle microplastiche secondarie, quali i residui derivanti dall'usura di pneumatici, scarpe o tessili.

È solo da poco che vengono analizzati gli effetti prodotti dalle microplastiche sugli organismi acquatici, a differenza dei danni arrecati loro dai microinquinanti e dai prodotti fitosanitari, ben noti in quanto da lungo tempo oggetto di indagini. Dagli studi finora pubblicati non si evince che le concentrazioni ambientali presenti nelle acque svizzere producano effetti ecotossici. Tuttavia, la presenza di microplastiche difficilmente biodegradabili nei prodotti per la cura del corpo, che attraverso le acque reflue finiscono nei fiumi e nei laghi, è in contrasto con il divieto di inquinamento sancito dalla legge federale sulla protezione della acque (RS 814.20). La minaccia costituita dalla microplastica presente nei cosmetici per la salute degli esseri umani, viene invece classificata come ridotta. L'ordinanza del DFI sui cosmetici (RS 817.023.31) non contiene, quindi, limitazioni a riguardo.

Secondo il diritto vigente in materia ambientale e di prodotti chimici, la responsabilità della messa in circolazione di sostanze e preparati è dei produttori e degli importatori, i quali sono tenuti a effettuare autocontrolli al fine di valutare se, in caso di utilizzo conforme alle norme, le sostanze contenute nei loro prodotti possano arrecare danni all'ambiente o, indirettamente, alle persone; se del caso sono altresì responsabili dell'adozione di misure volte a tutelare la salute e l'ambiente.

Il Consiglio federale approva la scelta di alcuni produttori di cosmetici di non utilizzare microplastiche (http://www.srf.ch/content/download/3955470/57544718/version/2/file/stellungnahmen_kosmetikhersteller.pdf), tuttavia, sulla base delle conoscenze attuali, ritiene che vietare tali componenti nei prodotti per la cura del corpo sarebbe eccessivo. Ai sensi dell'articolo 41a "Collaborazione con l'economia" della legge federale sulla protezione dell'ambiente (RS 814.01), l'UFAM intavolerà le discussioni con i settori competenti. Qualora queste non portassero a un miglioramento, il governo prenderà in considerazione la possibilità di modificare le disposizioni di legge.

L'Ufficio federale dell'ambiente, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria e l'Ufficio federale della sanità pubblica continueranno a monitorare attentamente la questione. A livello internazionale (ad es. OCSE e UE) vengono effettuati svariati tentativi di ridurre l'inquinamento delle acque provocato da macro e microplastiche.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.