16.3643 · Interpellanza · 2016-09-12
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Nel proprio sito Internet, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) pubblica consigli di viaggio destinati ai viaggiatori svizzeri. Il sito sconsiglia numerose regioni africane dove non si verificano più eventi gravi da anni e dove gli eventuali episodi registrati sono comunque molto meno gravi degli attentati di Parigi.
Il fatto che queste regioni siano sconsigliate crea gravi problemi alle numerose ONG svizzere che vi operano. A Ouahigouya in Burkina Faso, ad esempio, alcune missioni mediche non possono più essere inviate all'ospedale Persis per operare i bambini. Inoltre, è possibile che alle ONG e ai turisti che si recano in queste regioni non sia garantita la copertura assicurativa. La maggior parte delle compagnie assicurative svizzere si basa infatti sulle raccomandazioni del DFAE per definire le "zone di guerra" previste nelle proprie condizioni generali. Di conseguenza, un'eventuale perdita di guadagno derivante da una semplice dissenteria contratta in una di queste regioni può anche non essere indennizzata. A Ouahigouya, però, non è successo nulla, mentre a Parigi gli attentati hanno mietuto numerose vittime. E oggi è decisamente più rischioso recarsi a Parigi che a Ouahigouya o nella regione del Casamance. Quello del Casamance è un altro caso interessante da studiare, poiché vi è una zona rossa con all'interno una zona autorizzata dove si concentrano gli alberghi appartenenti a grandi operatori turistici stranieri.
1. Perché il DFAE non sconsiglia i viaggi a Parigi ma a Ouahigouya sì?
2. Perché, nel caso di Ouahigouya, la zona sconsigliata dal DFAE è più restrittiva rispetto a quella raccomandata dal Ministero degli affari esteri francese?
3. Il DFAE ha una politica generale per la valutazione di queste zone oppure l'Africa viene particolarmente presa di mira?
4. Come vengono aggiornate queste raccomandazioni? Non ci si dimentica troppo spesso di rivedere le raccomandazioni che riguardano alcune regioni (ad es. quelle per il Myanmar, che risalgono al novembre del 2015 e quindi non tengono conto dell'elezione di un nuovo presidente all'inizio del 2016, o quelle per il Vietnam, in cui si mette in guardia dai pericoli legati alle mine del periodo della guerra!)?
5. Come mai le visite alle baraccopoli delle grandi capitali come Johannesburg, Calcutta o Manila non sono sconsigliate nonostante si tratti di zone più pericolose e più vaste di certe altre zone sconsigliate?
6. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che con queste raccomandazioni penalizza soprattutto popolazioni che si trovano già in condizioni estremamente precarie?
Stellungnahme des Bundesrates
I Consigli di viaggio del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si basano sulle fonti informative che reputa degne di fede, segnatamente le sue rappresentanze all'estero. In caso di rischio di terrorismo vengono integrate anche informazioni provenienti dal Servizio delle attività informative della Confederazione. I Consigli di viaggio si concentrano su informazioni riguardanti la sicurezza in ambito politico e criminale allo scopo di aiutare i viaggiatori a prendere le loro decisioni con cognizione di causa e a programmare il viaggio in modo accurato. Il DFAE non può tuttavia decidere per loro né assumere la responsabilità della pianificazione e dello svolgimento del viaggio.
Le imprese e le ONG attive in regioni dove la situazione della sicurezza è tesa dovrebbero adottare le misure necessarie. I datori di lavoro hanno l'obbligo di informare i loro collaboratori sulla situazione e i rischi esistenti nella regione dove prestano servizio e di prendere misure di sicurezza adeguate: assicurazioni confacenti, norme di comportamento, piani di evacuazione, ecc.
Le assicurazioni di viaggio e tutte le altre assicurazioni decidono in modo autonomo e indipendente in quali casi assumere le spese di modifica o di annullamento di una prenotazione nonché le spese legate al viaggio. Il DFAE non ha né la competenza né l'intenzione di fornire istruzioni a queste compagnie.
Risposte alle domande:
1. Ouahigouya: il DFAE sconsiglia di recarsi in questa regione a causa del rischio di sequestro molto alto. Spesso, infatti, i terroristi assalgono in primo luogo gli stranieri (vedi Terrorismo e sequestri: https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/rappresentanze-e-consigli-di-viaggio/consigli-viaggio/terrorismo-e-sequestri.html).
Bande armate e terroristi islamici, che vivono di contrabbando e sequestri a scopo di estorsione e imperversano in gran parte nel Sahara e nel Sahel, stanno estendendo la loro rete verso il Burkina Faso, come dimostrano vari attacchi contro posti di polizia nelle province di frontiera con il Mali e due sequestri: il 15 gennaio 2016, una coppia australiana è stata rapita a Baraboule (provincia di Soum). Il 4 aprile 2015 a Tambao (provincia di Oudalan) è stato sequestrato un cittadino rumeno. I terroristi sono ben organizzati, operano senza tener conto delle frontiere e intrattengono contatti con gruppi criminali locali. I viaggi a destinazione di queste province, fra le quali Yatenga dove si trova Ouahigouya (vedi Consigli di viaggio - Burkina Faso https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/rappresentanze-e-consigli-di-viaggio/burkina-faso/consigli-viaggio-burkina-faso.html), sono sconsigliati a causa dell'elevato rischio di sequestro nelle province di frontiera con il Mali.
Per contro, a Parigi non esiste alcun pericolo di sequestro da parte di gruppi terroristici. Il DFAE richiama l'attenzione dei viaggiatori sul rischio di attentati in Francia, ma non sconsiglia di recarsi in questo Paese (https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/rappresentanze-e-consigli-di-viaggio/francia/consigli-viaggio-francia.htmlhttps://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/rappresentanze-e-consigli-di-viaggio/consigli-viaggio/terrorismo-e-sequestri.html).
2. Il DFAE è a conoscenza dei consigli di viaggio emanati dai Paesi vicini che, per sconsigliare una destinazione, applicano criteri differenti. Per quanto concerne la Svizzera tali criteri sono riportati in dettaglio nei Consigli di viaggio in breve (vedi www.dfae.admin.ch/viaggi).
3. Il servizio Consigli di viaggio, che fa capo al Centro di gestione delle crisi a Berna, è incaricato di coordinare, redigere e pubblicare tutti i consigli di viaggio in modo da assicurarne la coerenza. Il contenuto delle raccomandazioni formulate è oggetto di contatti regolari con le ambasciate competenti all'estero e la Direzione politica a Berna allo scopo di disporre di una visione d'insieme oggettiva e aggiornata della situazione nei differenti Paesi.
4. I Consigli di viaggio sono riportati in Internet sempre nella versione aggiornata, sono verificati correntemente e adeguati in caso di cambiamento della situazione. Il contenuto dei Consigli di viaggio può quindi variare molto rapidamente in qualsiasi momento o mantenere la sua validità per parecchi mesi.
Myanmar: la situazione della sicurezza non è cambiata dopo l'elezione del nuovo presidente.
Vietnam: nel Paese sono purtroppo ancora disseminate numerose mine e bombe rimaste inesplose dopo la guerra. L'organizzazione Landmine & Cluster Munition Monitor, ad esempio, osserva che il Vietnam è uno dei Paesi al mondo più contaminato da residuati bellici esplosivi (www.the-monitor.org).
5. Ogni Paese viene sottoposto a una valutazione specifica. I Consigli di viaggio per il Sudafrica, l'India e le Filippine rendono, tra l'altro, attenti sull'elevato tasso di criminalità di questi Paesi.
6. Il DFAE può pubblicare informazioni e raccomandazioni, segnatamente i Consigli di viaggio, come sancito dalla legge federale del 26 settembre 2014 concernente persone e le istituzioni svizzere all'estero. I Consigli di viaggio del DFAE vanno intesi come consigli di sicurezza che mettono in guardia contro rischi e potenziali difficoltà e raccomandano determinate misure cautelari.
I Consigli di viaggio mirano esclusivamente a garantire la sicurezza dei cittadini svizzeri all'estero. Non possono tener conto dei bisogni dei differenti settori economici né di quelli della popolazione locale. Solo così, infatti, possono restare imparziali e credibili.
Risposta del Consiglio federale.