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17.3626 · Mozione · 2017-07-03

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'ordinanza sulle poste e in particolare il relativo articolo 43, al fine di consentire agli Svizzeri all'estero di avere accesso ai servizi di Postfinance, compresa l'offerta di carte di credito, a condizioni analoghe a quelle garantite in Svizzera.

Begründung

Dal 2008 gli Svizzeri all'estero incontrano difficoltà a mantenere relazioni bancarie con la Svizzera a condizioni ragionevoli. Tuttavia mantenere un conto bancario in Svizzera costituisce a volte una necessità. Infatti alcuni assicuratori malattia o alcuni istituti di previdenza lo richiedono. D'altro canto non è raro che Svizzeri all'estero abbiano un'abitazione in patria e abbiano bisogno di un conto per poter pagare le spese correnti legate all'abitazione. Essi sono quindi costretti in determinate situazioni ad avere un conto in Svizzera. Ma l'attuale legislazione non permette loro di aprire o di mantenere con certezza una relazione bancaria con la Patria. Lo stesso vale per l'uso delle carte di credito. Alcune banche autorizzano sempre il loro utilizzo da parte degli espatriati. Appare quindi difficilmente comprensibile che Postfinance abbia disdetto tutte le carte di credito degli Svizzeri all'estero.

Questa prassi va contro l'evoluzione della mobilità internazionale. I cittadini svizzeri sono sempre più mobili e succede sempre più spesso che per motivi professionali alcuni lascino la Svizzera per trascorrere qualche anno all'estero, mantenendo comunque i contatti con la Patria durante quel periodo. In questi casi è indispensabile poter mantenere una relazione bancaria.

D'altro canto, i recenti meccanismi antiriciclaggio e la prossima entrata in vigore dello scambio automatico di informazioni con diversi Paesi diminuisce sensibilmente il rischio di frode.

Il Consiglio degli Svizzeri all'estero, organizzazione che difende gli interessi di 775 000 Svizzeri all'estero ed è riconosciuta dalla Confederazione, ha adottato diverse risoluzioni in proposito, tra cui una del 25 marzo 2017 che chiede di modificare le basi legali di Postfinance affinché gli Svizzeri all'estero abbiano le stesse possibilità di accesso alle prestazioni di Postfinance delle persone domiciliate in Svizzera. Postfinance, di cui è azionista La Posta svizzera che a sua volta appartiene alla Confederazione, ha una responsabilità particolare nei confronti dei cittadini svizzeri.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'offerta transfrontaliera di servizi finanziari per gli Svizzeri residenti all'estero comporta obblighi e rischi giuridici per le banche (cfr. rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Graber Konrad 14.3752). Negli ultimi anni, nel campo dei servizi finanziari transfrontalieri, sono aumentati i rischi giuridici e quelli legati alla reputazione, non da ultimo a causa di un'applicazione più conseguente delle disposizioni regolamentari generali. Per le banche, la sfida consiste nel proporre un'offerta di prestazioni conforme in tutti i mercati in cui sono attive, un'esigenza molto onerosa che si ripercuote sui clienti attraverso un sistema di tariffazione corrispondente.

Essendo fornitrice del servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti e indirettamente di proprietà della Confederazione in quanto società del gruppo della Posta svizzera SA, Postfinance è talvolta oggetto di aspettative particolari che non sono giustificabili in base al suo mandato. Al di fuori del suo mandato legale, Postfinance non può infatti essere vincolata a esigenze più elevate delle altre banche svizzere.

Secondo il Consiglio federale una regolamentazione che costringerebbe le banche a incorrere in rischi più elevati di quanto siano disposte ad assumersi rappresenterebbe una forte ingerenza nella loro libertà economica (cfr. anche la mozione Büchel Roland 15.4029, respinta dal Consiglio nazionale il 4 maggio 2017). Dal punto di vista della parità concorrenziale, non sarebbe giustificabile imporre un tale obbligo legale solo a Postfinance.

Attualmente vi sono diverse offerte di servizi di pagamento destinate agli Svizzeri all'estero, soprattutto nei Paesi in cui queste persone risiedono. Laddove non è disponibile alcuna offerta corrispondente, significa che regolamentazioni nazionali specifiche la vietano. Il Consiglio federale è favorevole a queste offerte volontarie purché possano essere proposte con un onere di lavoro ragionevole e non comportino alcun rischio né giuridico né legato alla reputazione. Per quanto riguarda Postfinance il Consiglio federale ha inserito questo aspetto negli obiettivi strategici della Posta per gli anni 2017-2020.

Infine va considerato che le carte di credito non rientrano nell'offerta di base che ogni persona residente in Svizzera può pretendere in virtù del mandato di servizio universale di Postfinance. Il rilascio delle carte di credito dipende soprattutto dalla situazione finanziaria del richiedente e dalla sua situazione professionale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.