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19.4163 · Mozione · 2019-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento misure integrative a "Via sicura" atte a garantire l'applicazione del codice stradale, in particolare da parte dei ciclisti, in modo da migliorare la sicurezza sulle strade: si può trattare di modifiche legislative, adeguamenti di ordinanze oppure provvedimenti frutto di scambi e collaborazione con Cantoni e Comuni. Analogamente a quanto già avviene per i conducenti di automobili, va valutata l'opportunità di applicare misure repressive (confisca del veicolo, verifica dell'idoneità alla guida, divieto di guidare) anche nei confronti di ciclisti che violano ripetutamente o gravemente le norme della circolazione.

Begründung

Stanno aumentando, specie nelle città, i problemi legati ai ciclisti che con il loro comportamento scorretto e sconsiderato mettono in pericolo altri utenti della strada, in particolare i pedoni. Per i ciclisti è quasi diventata la norma non rispettare semafori, sensi unici o divieti di circolazione, guidare di notte senza luce e transitare sulle strisce pedonali. Anche sui marciapiedi o in zone pedonali generano ripetutamente situazioni pericolose.

La presenza di e-bike, che circolano spesso a velocità superiore a quella consentita senza il timore di conseguenze, ha ulteriormente aggravato la situazione. La modesta entità delle multe, ma anche la prevalente assenza di controlli e sanzioni hanno un effetto tutt'altro che dissuasivo. La sicurezza può essere garantita solo se le norme della circolazione vengono imposte sistematicamente a tutti: chi non le rispetta, dovrà fare i conti con le conseguenze.

È compito della Confederazione che le emana garantire l'applicazione delle disposizioni in materia: per risolvere gli evidenti problemi deve cercare il dialogo e, nel rispetto della sovranità delle polizie cantonali, elaborare insieme a Cantoni e città provvedimenti adatti ad aumentare la sicurezza stradale.

Occorre verificare l'opportunità di estendere agli utenti non motorizzati l'applicazione delle misure contenute in "Via sicura", in particolare l'obbligo di una targa identificativa (che consentirà di individuare i contravventori), l'accertamento dell'idoneità e il divieto di guida, l'aumento degli importi delle multe (equiparandole a quelle comminate agli utenti motorizzati) ed eventualmente anche la confisca del mezzo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Come spiegato dal Consiglio federale nel suo parere relativo alla mozione Lehmann 14.3851, "Pene più severe per i pirati delle due ruote. Più nessun morto per incidenti tra biciclette o tra biciclette e pedoni", la normativa vigente prevede sufficienti sanzioni a carico dei ciclisti che violano le norme della circolazione. Attualmente è già possibile disporre un accertamento dell'idoneità alla guida e, qualora i requisiti non siano soddisfatti, l'autorità competente può vietare all'interessato di circolare in bicicletta (art. 19 cpv. 2 della legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale; LCStr; RS 741.01). Lo stesso divieto può essere imposto per almeno un mese al ciclista che abbia messo in pericolo la circolazione in modo grave o ripetuto o che sia salito in sella in stato di ebbrezza (art. 19 cpv. 3 LCStr).

Il Consiglio federale non ritiene necessario introdurre pene più severe, ma piuttosto migliorare l'applicazione delle norme esistenti, compito che spetta agli organi di controllo cantonali e al quale la Confederazione contribuisce, tra l'altro, fornendo i dati relativi agli incidenti, sulla base dei quali è possibile fissare priorità locali in termini di controlli.

Il Collegio, nell'ambito di una futura revisione di ordinanza, esaminerà singole modifiche volte a contrastare la tendenza al rialzo degli incidenti che vedono coinvolte le e-bike, come per esempio l'obbligo di accendere le luci di giorno e del tachimetro.

La problematica esposta dall'autore della mozione è anche una conseguenza della crescente importanza acquisita dalla mobilità ciclistica. Molte vie ciclabili presentano carenze oppure caratteristiche non uniformi. Ricorrendo a una separazione dei flussi di traffico, ad esempio mediante corsie ciclabili debitamente contrassegnate o ciclopiste strutturalmente separate, è possibile aumentare la sicurezza e ridurre i conflitti di utilizzo per tutta l'utenza. Il Consiglio federale terrà conto di questi aspetti nelle disposizioni d'esecuzione relative al decreto federale sulle vie ciclabili, sebbene pianificazione, realizzazione e manutenzione restino di competenza di Cantoni e Comuni, mentre la Confederazione partecipa al solo finanziamento nel quadro del programma Traffico d'agglomerato.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.