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19.4206 · Interpellanza · 2019-09-26

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il progetto francese di reattore di ricerca Astrid è stato abbandonato. Era stato sviluppato dopo il reattore nucleare Superphenix, anch'esso fallito. Avrebbe dovuto portare alla costruzione di un prototipo di reattore di quarta generazione ed era stato presentato come sicuro e sostenibile. La Svizzera ha preso parte al progetto Astrid tramite Euratom. Nella risposta all'interpellanza 19.3111 il Consiglio federale dichiara la sua intenzione di sottoporre al Parlamento nel secondo semestre del 2020 un messaggio concernente la partecipazione svizzera a Euratom negli anni 2021-2025, il contributo europeo a ITER per il periodo 2021-2027 nonché la partecipazione svizzera a Orizzonte Europa 2021-2027.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Come va valutato il fallimento del reattore di ricerca Astrid in relazione al progetto di ricerca Euratom, coordinato dall'Istituto Paul Scherrer?

2. Quanti fondi impiega ogni anno la Svizzera per il progetto Euratom? Di questi fondi, quanti sono stati destinati al progetto Astrid e quali progetti rilevanti rimangono nel programma Euratom?

3. Il Consiglio federale è disposto a ridurre i contributi per la ricerca sulla fusione nucleare in seguito al fallimento del reattore francese di ricerca Astrid?

4. In quali circostanze il Consiglio federale sarebbe disposto a disdire la partecipazione a Euratom, rimanendo eventualmente solo nel programma Orizzonte Europa e sostenendo direttamente ITER?

5. Quali svantaggi comporterebbe per la Svizzera la disdetta della partecipazione a Euratom?

Stellungnahme des Bundesrates

Il progetto nazionale francese Astrid, recentemente interrotto dal Commissariato francese per l'energia atomica e le energie alternative (CEA), mirava alla realizzazione di un prototipo di reattore a fissione di quarta generazione. Questo progetto di ricerca francese non è stato lanciato né finanziato nell'ambito del programma di ricerca e formazione Euratom.

La Svizzera non ha dunque partecipato né direttamente né indirettamente ad Astrid, nemmeno attraverso il menzionato progetto ESFR-SMART, coordinato dall'Istituto Paul Scherrer (PSI) e dedicato alla sicurezza dei futuri reattori raffreddati a sodio. Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste:

1. Il PSI conta sul fatto che il progetto di ricerca ESFR-SMART possa essere portato a termine come previsto.

2. La Svizzera contribuisce al budget del programma Euratom (2017: 13 386 787, 2018: 15 306 608, 2019, previsione: 15 622 883 franchi svizzeri) e non direttamente ai progetti selezionati dall'UE. Se si applicasse la percentuale di partecipazione della Svizzera a Euratom al progetto ESFR-SMART, il suo contributo a questo progetto specifico ammonterebbe a 189 400 euro su quattro anni. Dato che il progetto Astrid non rientra nel programma Euratom, non riceve finanziamenti da quest'ultimo.

Tra i progetti di ricerca Euratom importanti per la Svizzera vanno citati EUROfusion nel settore della fusione nucleare, EURAD nel settore dei rifiuti, Medirad per le applicazioni mediche e NOMAD nel settore della sicurezza.

3. Trattandosi solo di un progetto nazionale francese, l'interruzione di Astrid non ha effetti né sul programma Euratom né sulla ricerca nazionale elvetica. Inoltre Astrid era incentrato sullo sviluppo di nuovi reattori a fissione, per cui il suo abbandono non si ripercuote sulla ricerca nel settore della fusione nucleare.

I contributi svizzeri sono determinati secondo una chiave di ripartizione basata sul budget di impegno del programma. La Svizzera partecipa in qualità di osservatrice all'elaborazione del programma di lavoro di Euratom e il Consiglio federale parte dal presupposto che questi sviluppi vengano presi in considerazione.

4. Il Consiglio federale non ha intenzione di disdire anticipatamente la partecipazione al programma Euratom per il periodo 2019/20. La possibilità di dissociare dal 2021 la partecipazione a Euratom dalla partecipazione a Orizzonte Europa e a ITER dipenderà dagli interessi rispettivi della Svizzera e dell'UE nonché dallo svolgimento dei negoziati. L'UE aveva accettato l'associazione della Svizzera a Orizzonte 2020 a condizione che il nostro Paese aderisse in contemporanea al programma Euratom e fornisse un contributo all'impegno europeo per ITER. Tra l'altro il sostegno a ITER non avrebbe molto senso per la Svizzera senza l'associazione al programma Euratom.

5. Considerate le implicazioni politiche appena citate, disdire l'accordo in vigore o non rinnovare la partecipazione svizzera alle ricerche di Euratom dal 2021 rischierebbe di compromettere i negoziati con l'UE sulla futura partecipazione svizzera a Orizzonte Europa.

Un'interruzione di questo genere avrebbe pesanti conseguenze per molti istituti di ricerca svizzeri, in primis il Swiss Plasma Center del PFL e il PSI. E rimetterebbe in discussione il proseguimento della ricerca in Svizzera in ambito nucleare, in particolare nel campo della fusione, dato che quest'ultima oltrepassa le capacità scientifiche, operative e finanziarie di un singolo Paese.

La partecipazione a Euratom contribuisce a formare gli specialisti necessari al funzionamento sicuro e alla disattivazione delle centrali esistenti oltre che alla gestione delle scorie. Essa contribuisce infine a preservare in Svizzera le competenze necessarie per la valutazione di nuovi sviluppi tecnologici nel settore nucleare.

Risposta del Consiglio federale.

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