19.4303 · Interpellanza · 2019-09-27
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il consumo di vino nel nostro Paese è diminuito. Parallelamente i contingenti d'importazione di vini esteri non sono stati adeguati. Ciò implica una pressione sempre maggiore sul mercato dei vini svizzeri.
Non sarebbe opportuno creare, mediante basi legali adeguate, un meccanismo che consenta di adeguare i contingenti d'importazione dei vini esteri all'evoluzione del consumo?
Stellungnahme des Bundesrates
Il consumo totale di vini in Svizzera è in calo da più di 25 anni. Dal 2005 la quota di mercato dei vini svizzeri è stabile sul 35-38 per cento. Il Consiglio federale si è pronunciato in merito alla questione sollevata dall'autore dell'interpellanza nei suoi pareri alle mozioni Freysinger 12.3482, "Contingenti d'importazione dei vini", e Hiltpold 12.3726, "Adeguare il contingente d'importazione del vino all'evoluzione del consumo", e, più di recente, nella sua risposta all'interpellanza Borloz 18.3220, "Attribuzione delle quote di contingente per l'importazione di vino".
Il volume del contingente doganale di vino è stato fissato esclusivamente sulla base della media delle importazioni di vini naturali degli anni 1986-1988, conformemente alle norme del cosiddetto Uruguay Round. È frutto della fusione dei contingenti di vino rosso e bianco a partire dal 2001, deciso dall'Assemblea federale il 30 aprile 1997. La produzione, il consumo o le importazioni attuali non sono correlati al calcolo del volume del contingente doganale notificato negli impegni della Svizzera in materia di accesso ai mercati dell'OMC. Dalla fusione dei contingenti di vino bianco e rosso, il 1° gennaio 2001, il contingente di 170 milioni di litri non è mai stato completamente utilizzato. Di conseguenza il settore vitivinicolo svizzero vende i suoi prodotti a condizioni prevedibili e favorevoli al potenziamento del suo orientamento verso il mercato. I consumatori hanno la possibilità di scegliere tra vini svizzeri ed esteri senza che la loro preferenza per quelli svizzeri sia indotta da una limitazione delle importazioni.
L'introduzione di un meccanismo di adeguamento del contingente doganale del vino al consumo attuale implicherebbe la modifica degli impegni internazionali in materia di accesso al mercato della Svizzera in seno all'OMC. Tale meccanismo non potrebbe essere deciso in maniera unilaterale dalla Confederazione. In virtù dell'articolo XXVIII dell'Accordo generale su le tariffe doganali e il commercio (RS 0.632.21), una simile modifica è subordinata a un negoziato e a un accodo con la Parte contraente il cui interesse, in quanto principale fornitore, è riconosciuto.
In questi negoziati si tratta di fissare le compensazioni che devono mantenere le concessioni accordate a un livello non meno favorevole rispetto a quello che esisteva secondo l'accordo in vigore. Tali compensazioni possono riguardare, per esempio, la riduzione dei dazi doganali sui vini, ma anche su altri prodotti agricoli (latte, frutta, verdura, carne, ecc.) o industriali.
Il Consiglio federale è del parere che non rientra nell'interesse economico della Svizzera avviare negoziati con l'OMC per modificare il volume del contingente doganale innescando un meccanismo che consenta di adeguare il contingente di importazione dei vini all'andamento del consumo.
Risposta del Consiglio federale.