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20.3108 · Interpellanza · 2020-03-12

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Come recentemente riportato dalla Radio SRF, la riscossione del canone radiotelevisivo continua a creare malcontento e la critica nei confronti del servizio alla clientela dell'organo di riscossione Serafe non sembra cessare. Fatture errate o emesse più volte, servizio clientela difficilmente raggiungibile e assoggettati al canone abbandonati a sé stessi: queste sono le critiche principali. Anche Serafe riconosce che sta ancora smaltendo la montagna di richieste via e-mail.

Per ovvi motivi il malcontento non è rivolto solo a Serafe ma anche alle autorità federali: i processi complicati che sono stati scelti per rimborsare l'imposta sul valore aggiunto prelevata ingiustamente sul canone Billag sono difficilmente comprensibili.

Ancora peggiore è la situazione per le imprese. In questo ambito incide non soltanto la doppia imposizione tramite il canone a carico delle imprese ma soprattutto anche la prassi discutibile delle autorità fiscali che tassano consorzi sebbene il legislatore non l'abbia mai previsto. Stando a quanto riportato dall'AFC un anno fa, almeno il 10 per cento delle imprese imponibili si è lamentato presso le autorità competenti: in percentuale a quanto pare sembra che queste lamentele abbiano addirittura superato quelle delle economie domestiche presso Serafe.

Alla luce di quanto esposto il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Quanti reclami erano pendenti presso Serafe nel primo trimestre 2019 e quanti nel primo trimestre 2020?

2. Cosa è stato intrapreso per migliorare la raggiungibilità del servizio clienti di Serafe?

3. In che misura Serafe è riuscita a ridurre il numero delle fatture con indirizzo errato o di quelle emesse in doppio?

4. Come è evoluto il numero delle lamentele rivolte dalle imprese all'Amministrazione federale delle contribuzioni? Quante erano nel primo trimestre 2019 e quante nel primo trimestre 2020?

5. Se un consorzio si lamenta di essere tassato indebitamente, che risposta ottiene da parte dell'AFC?

Stellungnahme des Bundesrates

Domanda 1:

Il 20 marzo 2019, Serafe registrava 47 676 domande. La maggior parte di queste era inerente alla costituzione di un'economia domestica. Per definire un'economia domestica, Serafe si basa sui dati forniti dagli uffici del controllo degli abitanti.

Il 20 marzo 2020, Serafe registrava 33 296 domande pendenti riguardanti la costituzione di un'economia domestica.

Da ottobre 2019, le domande sono trattate insieme ai Comuni nel quadro di una procedura di segnalazione. Nel frattempo, una gran parte di queste è già stata liquidata dai Comuni, i quali hanno potuto fornire a Serafe i dati corretti.

Inoltre, il 20 marzo 2019 erano pendenti circa 30 000 ulteriori domande concernenti temi come il cambiamento del ritmo di riscossione o del metodo di pagamento, reclami sul tipo di economia domestica, sul nome abituale menzionato o sulla scelta del debitore, attestati di carenza di beni dell'organo precedente, ricorsi contro le decisioni che negano l'"Opting-out", rimborsi e altre pendenze. Il 20 marzo 2020 ve ne erano circa 40 000.

Nel 2019, Serafe ha trattato 418 268 domande scritte e ha fornito 849 569 informazioni telefoniche. In base a queste cifre e ai valori fondati sull'esperienza, si presume che vi sarà sempre una base di circa 35 000 richieste pendenti.

Domanda 2:

Serafe ha adottato misure per soddisfare le domande dei clienti. L'effettivo dei collaboratori è stato aumentato e la formazione degli operatori del call center è stata approfondita. Le linee telefoniche sono aperte ininterrottamente dalle ore 8 alle ore 18. Nei giorni di punta in seguito all'invio delle fatture vengono impiegati collaboratori aggiuntivi. Anche il sistema informatico è stato adeguato alle crescenti esigenze.

Domanda 3:

L'esattezza nell'indirizzamento dipende da una corretta trasmissione dei dati da parte dei Comuni. Il problema principale degli errori d'indirizzo nelle fatture è dovuto a dati errati negli identificatori di edifici e abitazioni (identificatore federale dell'edificio e identificatore federale dell'abitazione, EGID/EWID). Questa problematica è stata analizzata scrupolosamente da Serafe per poter dare agli uffici del controllo degli abitanti un riscontro quanto più preciso possibile sulla fonte degli errori.

Serafe deve poter contare sul fatto che ogni mese i Comuni le forniscano i dati corretti e aggiornati, in quanto è autorizzata a lavorare solo con questi dati. La trasmissione dei dati da parte dei Comuni invece dell'autodichiarazione degli assoggettati al pagamento del canone è una delle differenze principali tra il vecchio e il nuovo sistema del canone. È una novità per le cittadine e i cittadini non doversi più annunciare presso l'organo di riscossione, ed è una novità per i Comuni dover fornire a quest'ultimo i dati delle economie domestiche, la cui correttezza influisce sull'esattezza della fatturazione. Dall'introduzione del nuovo sistema, la collaborazione tra i Comuni e Serafe è molto migliorata. Secondo le stime di Serafe, per le fatture sinora spedite, il tasso d'errore è inferiore al 2 per cento. Si può osservare un calo dei reclami al di sotto dell'1,5 per cento, ossia circa 5000 reclami in meno al mese.

Domanda 4:

Nell'anno dell'introduzione (2019), tutte le fatture sono state inviate nel primo trimestre alle circa 132 000 imprese soggette all'obbligo di pagamento del canone. Circa il 10 per cento di queste imprese ha preso contatto con l'AFC perché aveva domande o perché non era d'accordo con la fattura. In totale, 235 imprese assoggettate all'obbligo di pagamento del canone hanno sporto reclamo presso l'AFC per la fattura ricevuta (76 nel primo trimestre). A partire del 2020, la fatturazione avviene in nove tappe. Il 15 febbraio 2020 è stata emessa la prima fattura a circa 14 000 imprese assoggettate all'obbligo di pagare il canone. Fino a metà marzo 2020, presso l'AFC era giunta una contestazione.

Domanda 5:

Per quanto riguarda il canone a carico delle imprese, la qualità d'imprenditore è legata a l'iscrizione nel registro IVA presso l'AFC. Un consorzio rappresenta un soggetto fiscale indipendente (società semplice) ai sensi della legge concernente l'imposta sul valore aggiunto. L'obbligo fiscale di un consorzio sussiste indipendentemente dal fatto che i singoli soci siano iscritti in quanto contribuenti nel registro IVA. Ciò significa che un consorzio iscritto nel registro IVA ed i suoi soci a loro volta iscritti nel registro IVA, rappresentano imprese separate ai sensi dell'articolo 70 capoverso 2 della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) e sono quindi tenuti separatamente al pagamento del canone, a condizione che ciascuno di essi abbia raggiunto una cifra d'affari annua di almeno 500 000 franchi.

Attualmente, a seguito dell'iniziativa parlamentare Wicki (19.413) "LRTV. No alla doppia imposizione dei consorzi", la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT) sta valutando un adeguamento dell'articolo 70 LRTV. Il 15 maggio 2020, la CTT del Consiglio degli Stati ha avviato i dibattiti sull'avamprogetto. L'obiettivo è quello di garantirne una rapida attuazione.

Risposta del Consiglio federale.