Dati, criteri e linee guida nazionali per la cooperazione universitaria e i programmi accademici di scambio con la Repubblica popolare cinese
21.3289 · Interpellanza · 2021-03-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
1. Esistono dati affidabili a livello federale sui progetti di cooperazione con la Cina in materia di ricerca e insegnamento e sulla situazione degli studenti e del personale accademico proveniente dalla Cina?
2. In che modo la Confederazione verifica che l'ammissione degli studenti e le eventuali decisioni in materia di promozione non siano influenzate da tentativi di pressione o da operazioni di intelligence?
3. Il Consiglio federale condivide la valutazione espressa dalle autorità tedesche che la Cina stia ostacolando sempre di più sul piano giuridico e organizzativo i partenariati in materia di ricerca e insegnamento?
4. Esiste un elenco nazionale dei programmi di studio comuni?
5. La Confederazione prevede delle linee guida che garantiscano la tutela dei principi democratici come la protezione dei dati o la libertà di pubblicazione per i progetti e gli accordi di cooperazione in materia di ricerca dei politecnici federali?
6. Esistono strutture competenti per la ricerca in materia di sicurezza e il controllo delle esportazioni che possono escludere l'utilizzo a scopi militari dei risultati della ricerca in ambito civile e il trasferimento di tecnologie scientifiche sensibili?
7. Il Consiglio federale è disposto a inserire il tema della cooperazione accademica con la Repubblica popolare cinese nella sua strategia per la Cina?
Begründung
Nel 2019 la Cina si è classificata agli ultimi posti nella classifica mondiale della libertà accademica nei sistemi universitari. In linea con quanto sostenuto da Beat Hotz-Hart, professore emerito dell'Università di Zurigo ed ex vicedirettore dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia, il Leiden Asia Centre afferma nel suo rapporto di valutazione sulla cooperazione accademica tra Europa e Cina nel 2018 che nel Paese asiatico i comitati di partito hanno assunto la guida delle università, che durante le lezioni è vietato divulgare i valori occidentali e che i docenti vengono reclutati principalmente in base a criteri ideologici e politici. A ciò si aggiungerebbero i tentativi da parte cinese di condizionare il dibattito scientifico internazionale e la politica universitaria degli altri Paesi. Secondo la Conferenza dei rettori tedeschi (HRK) gli studenti e i ricercatori cinesi che vivono all'estero subiscono queste pressioni. Nel 2020 la HRK ha quindi pubblicato alcuni standard e linee guida per la cooperazione accademica con la Cina al fine di sensibilizzare le scuole universitarie e i loro membri su alcuni aspetti fondamentali della collaborazione scientifica con il Paese asiatico e fornire un supporto in tal senso. Sul quotidiano NZZ il professor Hotz-Hart ha sostenuto che, in un documento sulla strategia della Confederazione per la Cina, la Svizzera dovrebbe rivendicare il sostegno alla libertà accademica e alla libertà d'opinione.
Stellungnahme des Bundesrates
1+4+7) La maggior parte degli attori svizzeri del settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) ha avviato dei partenariati con la Cina. In virtù dell'autonomia delle scuole universitarie, la collaborazione con la Cina avviene tramite forme di cooperazione dirette. Swissuniversities non dispone di nessun elenco di cooperazioni internazionali o di cicli di studio comuni. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica, nell'anno accademico 2020/2021 nelle scuole universitarie svizzere erano immatricolati 2952 studenti cinesi (considerati solo gli studenti stranieri). Alla fine del 2019 sempre nelle scuole universitarie svizzere erano impiegati 1113 cinesi (compresi assistenti e dottorandi). Nella sua strategia per la Cina il Consiglio federale tiene conto della cooperazione accademica e stabilisce degli obiettivi per quanto concerne la collaborazione con la Cina nel settore ERI, rispettando tuttavia l'autonomia delle scuole universitarie. Inoltre, nell'ambito dell'approccio "whole-of-Switzerland", che caratterizza la strategia, si dichiara favorevole a un'interazione regolare tra e con gli attori del settore ERI nonché allo scambio di informazioni ed esperienze per individuare ancora meglio sfide e opportunità.
2) L'articolo 5 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, RS 142.20) stabilisce che gli stranieri che intendono entrare in Svizzera non devono costituire un pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblici né per le relazioni internazionali della Svizzera. Prima di rilasciare un'autorizzazione, le autorità competenti per l'ammissione degli stranieri consultano sistematicamente i sistemi d'informazione rilevanti per la sicurezza e lavorano a stretto contatto con le autorità preposte alla sicurezza per impedire eventuali attività di spionaggio.
3) Il Consiglio federale è venuto a sapere dal settore ERI svizzero che le condizioni per la collaborazione internazionale stanno diventando sempre più difficili, non solo con la Cina. Spetta alle scuole universitarie, nei limiti della loro autonomia, decidere se e in che misura desiderano avviare progetti di cooperazione.
5) La protezione dei dati e la libertà di pubblicazione sono due pilastri della libertà accademica e gli istituti del settore dei politecnici federali (PF) esigono che le loro parti contraenti li rispettino. Tra i valori fondamentali dell'integrità scientifica, di cui occorre imperativamente tenere conto, vi sono la tutela della proprietà intellettuale, i principi della pubblicazione dei risultati della ricerca e dell'accesso a tali risultati, nonché l'indicazione delle fonti e degli autori. La Confederazione si consulta regolarmente con il Consiglio dei PF e con gli altri attori del settore ERI per quanto riguarda la collaborazione bilaterale con altri Paesi. Attualmente, il PF di Zurigo sta svolgendo un'analisi approfondita dei rischi relativi alla cooperazione con partner asiatici.
6) Dal 2004 il Servizio delle attività informative della Confederazione gestisce il programma di sensibilizzazione Prophylax, che segnala al settore economico svizzero e al settore ERI eventuali minacce legate alle attività di spionaggio e alla proliferazione. Il modulo Technopol, che è parte integrante di Prophylax, serve a sensibilizzare le scuole universitarie e spiega per quali motivi gli atenei potrebbero essere un obiettivo d'investigazione interessante per i servizi di intelligence stranieri. Inoltre, le scuole universitarie sono soggette alla legislazione svizzera sul controllo delle esportazioni, a meno che le loro attività non riguardino la ricerca scientifica di base.
Risposta del Consiglio federale.