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21.4074 · Interpellanza · 2021-09-22

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Non ritiene che le critiche a tutto tondo sullo smantellamento di alcuni servizi postali e sull'aumento delle relative tariffe sminuiscano l'immagine della Posta quale fornitore di un servizio pubblico?

2. Come intende intervenire nei prossimi anni sullo sviluppo della Posta per assicurare che continui a svolgere il proprio ruolo a livello sociale e locale?

3. È davvero necessario che un'istituzione quale la Posta sia redditizia, se ciò significa ridurre i servizi e aumentare i prezzi?

4. Non è opportuno rafforzare il quadro regolatorio e/o le basi legali per garantire la qualità dei servizi?

5. Alla luce del margine di manovra apparentemente già ridotto della Posta, reputa che il momento sia favorevole per procedere alla privatizzazione di Postfinance?

Begründung

Parallelamente all'annuncio del conseguimento di un utile di 247 milioni, la Posta Svizzera ha comunicato un aumento delle tariffe per il 2022. Oltre al prezzo dei francobolli, rimasto stabile per ben 18 anni, aumenteranno anche le tariffe di una serie di servizi e, in parte, considerevolmente (ad es. il cambiamento d'indirizzo costerà CHF 45 invece di CHF 30).

È lecito muovere forti critiche (anche in Parlamento) non solo per l'aumento dei prezzi di un servizio pubblico che genera utili, ma anche per il deterioramento della qualità dei servizi. La chiusura di uffici postali, lo smantellamento programmato del servizio a domicilio (21.3054), la riduzione delle vuotature serali delle cassette postali e la conseguente riflessione sull'utilità della posta A (21.3773) nonché la soppressione di sportelli sono notizie che hanno suscitato scalpore e sempre la stessa risposta da parte del Consiglio federale: poiché il quadro legale e regolatorio nei casi citati è rispettato, il Governo non intende limitare "il margine di manovra imprenditoriale" della Posta.

È quindi lecito chiedersi se non sia opportuno estendere il quadro regolatorio e legale per far sì che la Posta si riavvicini di nuovo al suo mandato originario, ossia garantire il servizio pubblico.

Stellungnahme des Bundesrates

Domande 1 - 3

Per la Posta si prospettano grandi sfide. Le mutate abitudini della clientela e l'avanzare della digitalizzazione stanno portando a un continuo calo del volume delle lettere e delle attività allo sportello. L'aumento del volume nel mercato dei pacchi richiede grandi investimenti in nuove capacità di trattamento. PostFinance risente del basso livello dei tassi d'interesse. Negli ultimi anni il rendimento della Posta è diminuito rapidamente, mentre sono aumentate le esigenze nell'ambito del servizio universale e i conseguenti costi per la Posta.

Il Consiglio federale guida la Posta fissando gli obiettivi strategici. In questo contesto esige da quest'ultima che gestisca l'impresa non solo in modo socialmente responsabile ed ecologico, ma anche redditizio.

Per garantire anche a medio termine il finanziamento in modo autonomo del servizio universale, la Posta deve disporre di un margine di manovra imprenditoriale ed essere in grado di adeguare i propri servizi alle mutate esigenze, in modo accettabile per la popolazione e l'economia. L'impresa può inoltre fissare autonomamente, rispettando il quadro legale, i prezzi dei suoi prodotti, sia nell'ambito del servizio universale che del monopolio. L'aumento dei prezzi delle lettere comunicato di recente è stato sottoposto per verifica al sorvegliante dei prezzi. In un accordo consensuale con la Posta, valido fino alla fine del 2023, il sorvegliante dei prezzi ha accettato determinati aumenti e concordato delle misure di compensazione con l'impresa, in modo che nel complesso il pacchetto non incida sul risultato d'esercizio.

Finché vengono rispettati gli obiettivi strategici e la legislazione postale, il Consiglio federale non ha motivo di influire su queste decisioni operative della Posta.

Domanda 4

Negli ultimi anni la Posta ha costantemente adempiuto il suo mandato di servizio universale e ha chiaramento e regolarmente più che soddisfatto i requisiti legali (cfr. rapporti annuali di PostCom e UFCOM). Il Consiglio federale non reputa pertanto necessario inasprire i requisiti.

Domanda 5

Alla luce delle grandi sfide che la Posta deve affrontare, con il messaggio del 30 giugno 2021 concernente la modifica della legge sull'organizzazione della Posta (LOP) il Consiglio federale intende autorizzare PostFinance a concedere autonomamente crediti e ipoteche per sfruttare nuovi potenziali di ricavi. Viste le preoccupazioni espresse nel quadro della procedura di consultazione, nel contempo è previsto di abolire l'obbligo legale per la Posta di detenere una quota di maggioranza in PostFinance e di assegnare all'Assemblea federale la competenza finale della privatizzazione di PostFinance. Secondo il Consiglio federale, i requisiti per un'effettiva privatizzazione di PostFinance saranno soddisfatti solo quando la partecipazione sarà sufficientemente interessante per gli investitori privati e verranno chiarite le ripercussioni sul servizio universale dello scorporo di PostFinance dal gruppo Posta. I proventi derivanti dalla privatizzazione devono essere utilizzati in primo luogo per coprire i requisiti di capitale proprio regolatorio.

Senza questo pacchetto di misure PostFinance sarebbe costretta a reagire con un'importante riduzione del proprio bilancio mediante la limitazione dei depositi dei clienti. Ciò comporterebbe una riduzione del valore aziendale, un taglio dei posti di lavoro, un aumento dei prezzi e un forte calo della base di clienti.

Risposta del Consiglio federale.