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Clausola di sovranità nel regolamento Dublino. Legame familiare, diritti delle donne e delle persone LGBTIQ

22.3588 · Interpellanza · 2022-06-13

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Da varie settimane, decine di migliaia di permessi S sono rilasciati agli Ucraini in Svizzera, senza creare caos a livello europeo mentre Dublino non è applicato. Anche se il principio di un coordinamento europeo è necessario, il meccanismo Dublino presenta numerosi punti deboli, in particolare quello di sovraccaricare i Paesi frontiera dell'Europa e di creare una burocrazia costosa, spesso d'ostacolo a un'integrazione riuscita che consideri i legami familiari estesi e le competenze esistenti quali la lingua. L'attualità in Europa ci invita a mettere in discussione il regolamento di Dublino nella prospettiva di una politica migratoria europea più umana ma anche più adeguata. Il recente studio del Politecnico di Zurigo (un nuovo approccio dell'integrazione nel mercato del lavoro. Un algoritmo migliora le opportunità d'impiego dei rifugiati) mostra che l'integrazione è più efficace se si considerano i legami familiari e le competenze delle persone.

Il regolamento di Dublino prevede inoltre una clausola di sovranità che permette ai Paesi di prendere in carico domande d'asilo considerando il legame familiare esteso e le persone particolarmente vulnerabili o vittime di discriminazioni. La Polonia ha una delle leggi sull'aborto le più restrittive d'Europa: autorizza l'aborto soltanto in caso di pericolo per la vita o la salute della donna incinta o di gravidanza conseguente a uno stupro. Ma secondo Amnesty International all'atto pratico anche le persone che potrebbero abortire legalmente incontrano grossi ostacoli. Inoltre, le persone LGBTIQ possono essere confrontate a difficoltà legali anche in Ungheria, dove una legge volta a impedire la promozione dell'omosessualità è stata adottata l'anno scorso.

- Il Consiglio federale si adopera a favore di una revisione del regolamento di Dublino che tenga conto dei legami familiari estesi e delle competenze dei richiedenti l'asilo, per una ripartizione più equa delle domande d'asilo in Europa? Sono in corso discussioni a livello europeo?

- Alla luce delle gravi restrizioni dei diritti fondamentali in Polonia e in Ungheria, la clausola di sovranità è attivata anche per impedire rinvii verso questi Paesi per le donne e le persone LGBTIQ ?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Da anni, nei colloqui a livello UE la Svizzera si adopera a favore di una riforma del sistema Dublino. A settembre 2020 la Commissione europea ha presentato una proposta volta a reimpostare il sistema europeo d'asilo. La proposta prevede un'ampia gamma di nuove misure e normative, ad esempio procedure rapide alle frontiere esterne, una maggiore protezione delle frontiere esterne e un meccanismo di solidarietà per sgravare gli Stati particolarmente sollecitati. La riforma proposta prevede anche un'estensione della nozione di famiglia e mira ad attribuire allo Stato membro in cui una persona ha conseguito un diploma la responsabilità per il trattamento della sua domanda d'asilo. La nuova proposta si prefigge anche di tenere meglio conto del bene dei minori, ad esempio accordando loro la priorità in caso di reinsediamenti. Per contro, le capacità professionali e linguistiche dei richiedenti l'asilo non rientrano tra i criteri che permettono di determinare lo Stato competente. Sia il regolamento Dublino attuale sia la proposta di riforma del sistema d'asilo mirano a determinare quanto prima la necessità di protezione dei richiedenti l'asilo. La questione dell'integrazione economica si pone soltanto in un secondo tempo. Non è possibile stimare se, e in caso affermativo quando, le proposte della Commissione europea troveranno un consenso politico.

2. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina accuratamente ogni domanda d'asilo tenendo conto delle circostanze del singolo caso. Uno Stato Dublino è obbligato a entrare in materia se un trasferimento violerebbe disposizioni del diritto internazionale. Uno Stato può parimenti decidere di ricorrere alla clausola di sovranità e di entrare in materia su una domanda per motivi umanitari, principalmente nel caso di persone particolarmente vulnerabili (persone con gravi problemi di salute, minorenni non accompagnati, famiglie monoparentali, famiglie con bambini piccoli o anche persone LGBTQIA+). Tuttavia, anche in queste situazioni occorre valutare caso per caso se l'applicazione della clausola di sovranità è adeguata e se un trasferimento comporterebbe un caso di rigore. La decisione di entrare in materia si fonda perlopiù su una combinazione di vari elementi che, presi singolarmente, non comportano un caso di rigore, ma cumulati raggiungono un livello di gravità che giustifica il ricorso alla clausola di sovranità. A tal fine la SEM si orienta alla giurisprudenza del Tribunale amministrativo federale (TAF).

In base alla giurisprudenza del TAF, le procedure Dublino con l'Ungheria sono eseguite soltanto in pochi casi eccezionali, ad esempio per persone che desiderano espressamente tornare in Ungheria oppure che non vogliono presentare una domanda d'asilo in Svizzera. Dal 2018 la Svizzera non ha più eseguito trasferimenti verso l'Ungheria nel quadro della procedura Dublino. Anche le persone trasferite in Polonia sono poco numerose: dal 2018 appena 47, di cui 12 donne.

Risposta del Consiglio federale.

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