22.4084 · Interpellanza · 2022-09-29
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Da alcuni anni la Svizzera registra di nuovo un aumento dell'immigrazione. Soltanto tra gennaio e giugno 2022 il saldo migratorio relativo alla popolazione straniera residente permanente è salito a 37 816 persone, ossia 11 000 in più rispetto all'anno precedente, che era già stato un anno record. Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Tra il secondo trimestre 2021 e il secondo trimestre 2022, il numero di frontalieri è aumentato del sei per cento, raggiungendo quota 369 728. Che percentuale di questi lavoratori è attiva in settori con una penuria di personale qualificato? Che percentuale nei settori che registrano un tasso di disoccupazione superiore alla media?
2. Dal 1° gennaio 2021, qual è la percentuale degli immigrati giunti in Svizzera in via permanente per esercitare un'attività lucrativa (immigrazione nel mercato del lavoro)? Qual è la percentuale tenendo conto delle cifre relative al settore dell'asilo?
3. Dal 1° gennaio 2021, qual è la percentuale degli immigrati giunti in Svizzera in via permanente per esercitare un'attività lucrativa (immigrazione nel mercato del lavoro) in un settore che registra un tasso di disoccupazione superiore alla media (p. es. settore alberghiero/ristorazione, settore orologiero, vendita al dettaglio)? Qual è la percentuale nei settori con una penuria di personale qualificato?
4. Che percentuale delle persone installatesi in Svizzera nel 2022 è giunta nel quadro del ricongiungimento familiare (suddivise in cittadini UE/AELS, Paesi terzi e settore dell'asilo)?
5. Tra il 2019 e il 2021 il tasso di disoccupazione degli Svizzeri è passato dall'1,7 al 2,1 per cento. Nel contempo il tasso di disoccupazione degli stranieri è salito dal 4 al 5,2 per cento. Come spiega il Consiglio federale questo aumento sproporzionato per quanto riguarda gli stranieri?
6. Il Consiglio federale ha motivo di pensare che il numero di sans-papiers residenti in Svizzera sia aumentato dallo studio del 2015 sui sans-papiers in Svizzera? È in grado di stimare il numero di clandestini residenti nel nostro Paese dopo che sono passate diverse crisi migratorie?
7. Il Consiglio federale ritiene che l'immigrazione che la Svizzera ha conosciuto dal 2019 corrisponda agli obiettivi in materia di lavoro e sviluppo economico che si era fissato?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Dopo un calo temporaneo delle assunzioni durante la pandemia di COVID-19, la domanda di manodopera da parte delle imprese è sensibilmente aumentata con l'allentamento e la revoca delle misure restrittive. Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel secondo trimestre 2022 tutti i settori economici hanno riscontrato maggiori difficoltà nel reclutare lavoratori qualificati rispetto all'anno precedente lo scoppio della crisi. L'aumento del numero di frontalieri nel secondo trimestre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 concerne tutti i settori, a prescindere dal loro tasso di disoccupazione. È stato superiore alla media nei settori "Servizi di informazione e comunicazione" (+9 %) e "Attività professionali, scientifiche e tecniche" (+8 %), che sono oggetto di una domanda strutturalmente in crescita e presentano un tasso di disoccupazione inferiore alla media. I settori "Attività amministrative e servizi di supporto" (+12%) e "Servizi di alloggio" (+11%), che riscontrano un tasso di disoccupazione superiore alla media, hanno registrato un'evoluzione analoga, a causa dell'effetto di recupero dopo due anni di crescita inferiore alla media.
2. Tra il 1° gennaio 2021 e il 30 settembre 2022, le persone immigrate con attività lucrativa rappresentavano il 54 % dei nuovi arrivi a livello di popolazione residente permanente di nazionalità straniera. A fine settembre 2022, il 32,1 % delle persone ammesse provvisoriamente (permesso F) esercitava un'attività lucrativa.
3. Tra le persone con attività lucrativa immigrate tra il 1° gennaio 2021 e il 30 settembre 2022 annoverate tra la popolazione residente permanente di nazionalità straniera, il 12,5 % lavorava nel settore alberghiero o della ristorazione, il 10 % nel commercio all'ingrosso e al dettaglio, il 6 % nell'edilizia e lo 0,4 % nell'industria orologiera, settori che registrano un tasso di disoccupazione superiore alla media. Il 26,7 % delle persone immigrate ha trovato lavoro nel settore consulenza, pianificazione e informatica, il 7,2 % in quello della sanità e dell'assistenza sociale e il 6,2 % nell'istruzione, settori che presentano un tasso di disoccupazione inferiore alla media. Come mostrano i rapporti dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone concernenti il 2021 e il 2022, l'immigrazione rappresenta un complemento importante al potenziale offerto dalla manodopera specializzata presente in Svizzera, in particolare nei settori caratterizzati da un forte fabbisogno di specialisti quali la sanità o l'informatica.
4. Il 26,9 % delle persone immigrate tra inizio gennaio e fine settembre 2022 nell'ambito della popolazione residente permanente di nazionalità straniera è entrato in Svizzera nel quadro del ricongiungimento familiare. Questa proporzione era pari al 19 % per i cittadini UE/AELS e al 46,6 % per i cittadini di Paesi terzi. Il 6,1 % delle domande d'asilo presentate nel corso di questo periodo avevano come motivo il ricongiungimento familiare.
5. Dato che i lavoratori stranieri erano sovrarappresentati nei settori fortemente toccati dalla crisi di COVID-19, hanno registrato un aumento del tasso di disoccupazione superiore alla media. A partire da marzo 2021 il tasso di disoccupazione depurato degli effetti stagionali è iniziato a diminuire costantemente. Il tasso di disoccupazione dei cittadini stranieri ha registrato un calo di proporzione speculare all'aumento riscontrato nella primavera 2020. A fine settembre 2022 il tasso di disoccupazione depurato degli effetti stagionali è ritornato a un livello inferiore a quello precedente la crisi sia presso gli Svizzeri (1,5 %) che presso gli stranieri (3,7 %), e le differenze tra i gruppi di nazionalità si sono di nuovo attenuate.
6. Nel suo rapporto del 21 dicembre 2020 dedicato a un'ampia analisi della problematica dei sans-papiers (disponibile in tedesco e francese) in adempimento del postulato 18.3381 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale, il Consiglio federale si è fondato su stime contenute nel rapporto del 12 dicembre 2015 sui sans-papiers in Svizzera 2015, stilato dall'istituto B,S,S. su mandato della SEM. Detto rapporto indica come stima più plausibile la cifra di 76 000 sans-papiers nel 2015. Dato che queste persone risiedono illegalmente in Svizzera, non sono disponibili pertinenti statistiche. Non è pertanto possibile determinare l'evoluzione del numero di sans-papiers. Tuttavia, come indicato dal Consiglio federale nel parere relativo alla mozione 18.3005 "Per una legislazione coerente in materia di stranieri privi di documenti ("sans papiers")" della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale, diversi studi dimostrano che comunque, nel confronto europeo, il numero di sans-papiers in Svizzera è basso.
7. Poter attingere alla manodopera di specializzata straniera costituisce un importante vantaggio per le imprese svizzere. Nel corso degli ultimi anni l'immigrazione di lavoratori nel nostro Paese si è adeguata all'evoluzione della domanda: ha rallentato durante la pandemia di COVID-19 per poi aumentare di nuovo con la ripresa congiunturale. Il nuovo incremento dell'immigrazione ha contribuito alla forte crescita dopo il superamento della crisi. Le ripercussioni negative della pandemia, che avevano colpito soprattutto la popolazione attiva straniera, sono state temporanee e sono state nel frattempo in gran parte superate.
Risposta del Consiglio federale.