23.3990 · Interpellanza · 2023-09-13
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Vietare completamente la circolazione ai ciclisti è un provvedimento equo e dettato dalle statistiche sugli incidenti?
2. Secondo lo stesso criterio, non si dovrebbero chiudere a determinati utenti anche altri tratti stradali sul territorio nazionale?
3. Sulla base di quale riferimento normativo l’USTRA ha disposto la chiusura dell’Axenstrasse a biciclette e ciclomotori per dieci anni?
4. Il Consiglio federale condivide l’opinione secondo cui questa chiusura totale è penalizzante per Uri sul piano turistico ed economico?
5. Quali alternative alla soluzione in parola ha esaminato l’USTRA e in che modo sarebbe possibile garantire a lungo termine la circolazione di biciclette e ciclomotori tra Sisikon e Brunnen fino al completamento delle nuove gallerie dell’Axen?
6. Quali sono le motivazioni contrarie a un utilizzo, oggi vietato, del marciapiede da parte dei ciclisti?
Begründung
Quest’estate l’USTRA ha disposto un divieto di circolazione per biciclette e ciclomotori tra Brunnen e Sisikon, prevedendo come soluzione alternativa un servizio di bus navetta gratuito a cadenza oraria tra le 7:39 e le 18:05 con capienza massima di 16 persone più rispettive biciclette. Nonostante alcuni interventi migliorativi al sistema standard, in linea generale per i prossimi dieci anni sarà in vigore un divieto di circolazione per biciclette e ciclomotori, dunque il principale collegamento tra nord e sud della Svizzera per queste tipologie di veicoli resterà chiuso per un intero decennio.
In questo lasso di tempo pertanto, Uri sarà raggiungibile d’estate in bicicletta solamente tramite i passi e lo snodo chiave in questione verso sud sarà chiuso ai velocipedi (da cicloturismo e da corsa) per un lungo periodo; entrambi gli itinerari ciclabili nazionali 3 e 4 infatti saranno inagibili in alcuni punti. L’impossibilità di raggiungere Uri in bici e motorino è penalizzante dal punto di vista turistico ed economico. Nonostante sia noto a tutti che il tratto stradale tra Wolfssprung e Sisikon è pericoloso per tutti gli utenti della strada, viene da chiedersi se non esistano misure alternative a un divieto totale di circolazione di durata decennale. Lungo la strada corre ad esempio un marciapiede che per via della posizione non proprio ottimale è poco utilizzato dai pedoni. Si potrebbe eventualmente valutarne l’apertura ai ciclisti. Il servizio di navetta, fortemente limitato anche in termini di piano orario, è insoddisfacente.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La compresenza di biciclette e veicoli sulla carreggiata nel tratto tra l’area di sosta Wolfsprung e Sisikon è molto rischiosa in termini di incidentalità con possibili conseguenze gravi. Il marciapiede presente è troppo stretto per predisporre una via ciclopedonale a norma a doppio senso di marcia. Considerando l’elevata pericolosità e le carenze rispetto ai requisiti normativi, il divieto di circolazione per biciclette è da considerarsi un provvedimento equo.
2. È responsabilità del rispettivo ente proprietario delle strade adottare le misure necessarie per garantire una circolazione sicura.
3. I riferimenti normativi alla base della decisione del divieto di circolazione per biciclette sono l’articolo 2 capoverso 3bis della legge federale sulla circolazione stradale (LCStr; RS 741.01) e l’articolo 19 capoverso 1 lettera c dell’ordinanza sulla segnaletica stradale (OSStr; RS 741.21). Secondo l’articolo 9 della legge federale sulle vie ciclabili (RS 705), il servizio di navetta è stato istituito per garantire una soluzione alternativa adeguata per il tratto in questione.
4. Il Consiglio federale non condivide questa opinione dal momento che il servizio di navetta gratuito messo a disposizione continua a garantire l’accessibilità del Cantone di Uri con biciclette e ciclomotori.
5. Per motivi di sicurezza e a causa degli insufficienti spazi a disposizione, non ci sono alternative al divieto disposto per le biciclette. Un ampliamento a breve termine della sede stradale non è possibile per via della particolare posizione in un’area protetta inserita nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d’importanza nazionale (IFP) e delle tempistiche dei necessari iter autorizzativi. Altre alternative sono state scartate perché non compatibili con la sicurezza stradale. Una volta definitiva e ufficializzata l’approvazione dei piani per le misure a supporto della nuova Axenstrasse, occorrerà valutare se parti di esse potranno essere anticipate e quindi implementate prima del completamento delle nuove gallerie, considerando che i Cantoni interessati di Svitto e Uri hanno avviato quest’anno la progettazione di suddetti interventi.
6. Sui marciapiedi, riservati ai pedoni, è vietato circolare; quello presente sul tratto in questione è inoltre troppo stretto per predisporre una via ciclopedonale sicura con traffico bidirezionale. In più, le protezioni anticaduta sul versante del lago di Uri non soddisfano i requisiti normativi in termini di altezza e a causa della particolare posizione in un’area protetta inserita nell’IFP non è possibile a breve e medio termine aumentarne le dimensioni.