24.3079 · Interpellanza · 2024-03-05
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il 24 febbraio 2022 la Russia ha invaso l’Ucraina. Questa guerra ha costretto quasi cinque milioni di persone a fuggire dal loro Paese. Per adeguarsi alla situazione, il Consiglio federale ha riconosciuto uno statuto S ai 65 000 cittadini ucraini presenti. I permessi S scadranno a marzo 2025. Questo statuto potrebbe essere rinnovato per altri due anni, ma è orientato al ritorno quanto prima degli interessati nello Stato di origine.
Questo statuto non è più adeguato alla situazione. La guerra è in stallo e potrebbe durare ancora vari anni. Il tasso medio di cittadini ucraini esercitanti un’attività professionale ammonta al 20 per cento. Il Consiglio federale vuole portarlo al 40 per cento. L’integrazione professionale delle persone ucraine, spesso qualificate e diplomate, va incoraggiata. È un’opportunità per il nostro Paese in particolare in un momento in cui vari settori fanno fronte a una penuria di personale nella sanità, nella ristorazione e nell’industria alberghiera o nelle professioni della transizione ecologica. È un’opportunità anche per i cittadini ucraini che potranno ritornare nel loro Paese una volta terminata la guerra.
Vari fattori ostacolano il loro inserimento professionale. I permessi S hanno una durata limitata. Molti datori di lavoro preferiscono assumere un impiegato con uno statuto più stabile rispetto a un permesso «provvisorio». Le difficoltà nel riconoscimento dei diplomi rappresentano un ulteriore ostacolo nel riconoscere le competenze delle persone ucraine.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Per quanto riguarda i permessi di soggiorno, quale statuto e/o modifiche potrebbero facilitare l’impiegabilità dei cittadini ucraini, in particolari dei giovani?
2. Per quanto riguarda le misure d’integrazione, i Cantoni indicano di aver predisposto numerose risorse per promuovere l’impiegabilità delle persone con statuto S. Esistono tuttavia grandi disparità tra un Cantone e l’altro. Come possono essere spiegate queste differenze?
3. Che cosa può fare la Confederazione per semplificare e accelerare il riconoscimento dei diplomi delle persone interessate?
4. La Svizzera intende coordinarsi con l’Unione europea e trovare una soluzione eurocompatible per una transizione verso uno statuto più durevole e adeguato, che faciliti l’integrazione professionale dei cittadini ucraini?
Stellungnahme des Bundesrates
1. L’8 maggio 2024 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di esaminare misure supplementari per promuovere l’integrazione professionale delle persone con statuto di protezione S, in particolare incentivi riguardo al termine di partenza dopo l’abrogazione di questo statuto. Questo esame terrà conto anche dei lavori effettuati nel quadro del mandato (in corso) del gruppo di valutazione diretto dall’ex consigliere nazionale ed ex consigliere di Stato Urs Hoffmann. Il rilascio di permessi di dimora ai beneficiari dello statuto S sottostà alle disposizioni e restrizioni legali in vigore (art. 14 e 74 della legge sull’asilo, LAsi; RS 142.31). Nel 2023 il DFGP ha inoltre deciso che gli apprendisti provenienti dall’Ucraina potevano, nel quadro della protezione loro accordata, restare in Svizzera fino al termine dell’apprendistato. 2. Tutti i Cantoni stanno attuando misure di sostegno per incentivare l’attività lucrativa delle persone con statuto S (nel quadro del programma S). È difficile stabilire un nesso tra l’attuazione di queste misure in un determinato Cantone e il tasso di attività, che dipende dalle condizioni quadro strutturali del mercato del lavoro. Risulta ad esempio che il tasso di attività dei beneficiari dello statuto S è più basso nei Cantoni con un elevato tasso di disoccupazione. Anche il diverso livello di conoscenza delle lingue nazionali di cui dispongono gli interessati potrebbe essere rilevante. Il programma S e le altre misure definite mirano ad aumentare il tasso di attività in tutti i Cantoni e quindi a ridurre la dipendenza degli interessati dall’aiuto sociale. 3. Per aiutare i beneficiari dello statuto S a espletare le formalità legate al riconoscimento dei diplomi, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) e altri servizi di riconoscimento hanno migliorato le informazioni destinate a questo gruppo. Inoltre, da fine 2023 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), in collaborazione con la SEFRI, sostiene diversi progetti pilota volti ad aiutare le persone a far riconoscere i loro diplomi, limitando in tal modo una loro eventuale dequalificazione. Le esperienze finora maturate hanno evidenziato che nelle procedure di riconoscimento dei diplomi esteri è spesso necessario il sostegno di specialisti. Nei settori regolamentati come quello della sanità talvolta è necessario ripetere moduli formativi, una chiara esigenza del mondo del lavoro. 4. L’UE sta attualmente discutendo una nuova proroga della protezione temporanea oltre marzo 2025. Il diritto nazionale di molti Paesi UE prevede restrizioni simili a quelle svizzere (art. 14 LAsi) per passare a un diverso statuto di soggiorno. Pertanto, le discussioni non si concentrano su soluzioni nazionali individuali. Il passaggio da una procedura collettiva a una procedura individuale, che sarebbe una novità, è controverso in seno all’UE anche per ragioni di capacità. La Svizzera si coordinerà con l’UE in merito alla proroga o all’abrogazione dello statuto di protezione S per i rifugiati dell’Ucraina, in particolare per prevenire la migrazione secondaria nello spazio Schengen.