24.3506 · Interpellanza · 2024-05-27
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Negli ultimi anni la dinamica propria della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) si è ulteriormente rafforzata, come mostra in maniera chiara la recente sentenza del 9 aprile 2024.1. All’epoca dell’adesione della Svizzera alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), il Consiglio federale sostenne che era inimmaginabile che la Svizzera, con i suoi elevati standard, fosse condannata per violazione dei diritti umani («Una condanna della Svizzera è fuori discussione»).a. Quante volte la Svizzera è stata condannata dalla sua adesione nel 1974?b. Come mai il Consiglio federale ha potuto sbagliarsi a tal punto?2. Il Consiglio federale prende chiaramente le distanze dalla costante estensione della giurisprudenza della Corte EDU, in particolare dall’imposizione di obblighi agli Stati? In caso affermativo, in che modo? In caso negativo, perché no?3. Nel 2013 il Consiglio federale ha sostenuto che il Tribunale federale ha sempre attuato i principi risultanti dalla giurisprudenza di Strasburgo.a. Il Consiglio federale esporrà chiaramente per iscritto alla Corte EDU che il rigetto della legge sul CO2 nel 2021 da parte del Popolo svizzero è l’espressione della sovranità nazionale e della democrazia diretta svizzera? In caso affermativo, quando e in quale quadro lo farà? In caso negativo, perché no?b. Condivide l’opinione secondo cui una condanna da parte della Corte EDU di una decisione popolare presa nel quadro della democrazia diretta potrebbe violare in particolare l’articolo 2 paragrafo 4 della Carta delle Nazioni Unite?4. Per quanto riguarda azioni illegali (come i blocchi delle autostrade), nella risposta all’interpellanza 22.3464 il Consiglio federale ha sottolineato che le libertà di espressione e di di riunione sono garantite dagli articoli 10 e 11 CEDU. Nel contempo ha affermato che in Svizzera i reati (p. es. la coazione) non sono tutelati dal diritto costituzionale. È già successo che nella sua giurisprudenza la Corte EDU abbia accordato maggiore importanza alla protezione di atti contrari al diritto svizzero (p. es. una violazione di domicilio) che al rispetto della legislazione nazionale svizzera? Se sì, in quali casi?5. Nel 2013 il Consiglio federale ha dichiarato che sul piano internazionale la denuncia della CEDU nuocerebbe gravemente alla credibilità politica della Svizzera. Ma non pensa che la Corte EDU stessa abbia perso buona parte della sua credibilità in seguito alla presuntuosa sentenza emanata contro la Svizzera nell’aprile 2024? In caso negativo, perché no?6. Quali saranno i prossimi passi concreti del Consiglio federale in relazione alla sentenza del 9 aprile 2024?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Fino a fine 2023, 8721 ricorsi contro la Svizzera sono stati interposti presso la Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU); 187 casi erano pendenti e in 141 casi la Corte EDU ha constatato una violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Nei restanti 8393 casi la Corte EDU ha dichiarato il ricorso irricevibile, l’ha cancellato dal ruolo o ha constatato che non vi era alcuna violazione della CEDU.
2. Ratificando la CEDU, la Svizzera ha anche riconosciuto la competenza della Corte EDU quale tribunale indipendente. La Svizzera si è in particolare adoperata affinché il Protocollo n. 15 sancisse il principio di sussidiarietà nel preambolo della CEDU.
3 e 6. Nella seduta del 28 agosto 2024 il Consiglio federale ha trattato la sentenza della Corte EDU nella causa Verein KlimaSeniorinnen Schweiz e altri contro la Svizzera. Appoggia l’adesione della Svizzera al Consiglio d’Europa e il sistema della CEDU, critica tuttavia l’interpretazione estensiva della CEDU da parte della Corte EDU nella sentenza in questione. La giurisprudenza non deve estendere il campo d’applicazione della CEDU. In questo contesto ha tenuto conto delle dichiarazioni adottate dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati (cfr. 24.053 Dichiarazione del Consiglio degli Stati. Sentenza della Corte EDU «Associazione anziane per il clima Svizzera c. Svizzera» e 24.054 Dichiarazione del Consiglio nazionale. Sentenza della Corte EDU «Associazione anziane per il clima Svizzera c. Svizzera»). In base all’articolo 46 paragrafo 2 CEDU, la Svizzera deve fare rapporto al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa entro il 9 ottobre 2024.
4. Pur senza in generale considerare la tutela di attività contrarie al diritto svizzero più importante dell’applicazione della legislazione nazionale, la Corte ha constatato trasgressioni della CEDU in singoli casi in cui i ricorrenti avevano violato una norma della legislazione svizzera. Nella causa Perinçek contro la Svizzera si trattava ad esempio dell’applicazione e interpretazione dell’articolo 261bis CP da parte dei tribunali svizzeri; nella sentenza del 15 ottobre 2015 la Corte EDU ha considerato la condanna del ricorrente per negazione di un genocidio come violazione della libertà di espressione (art. 10 CEDU). Nella sentenza Association Rhino contro la Svizzera dell’11 ottobre 2011, ha constatato che lo scioglimento di un’associazione a causa di fine illecito o immorale costituiva un’ingerenza sproporzionata nella sua libertà di associazione (art. 11 CEDU); il fatto che l’articolo 78 CC preveda unicamente lo scioglimento e non misure meno severe ha costituito un elemento determinante.
5. Il Consiglio federale conferma la sua valutazione del 2013.