25.4048 · Postulato · 2025-09-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto su come la Svizzera possa sfruttare la mobilità internazionale per attirare, trattenere o riportare al suo interno lavoratori e ricercatori qualificati.
Nel rapporto vanno trattati in particolare i seguenti punti:
gli sviluppi internazionali che favoriscono attualmente una maggiore mobilità di persone talentuose e altamente qualificate;
i vantaggi che il nostro Paese può offrire rispetto all’estero;
gli strumenti organizzativi o istituzionali (p. es. un «Talent Desk Switzerland» centralizzato) adatti ad aiutare queste persone ad arrivare e stabilirsi in Svizzera;
le strategie e i modelli già sviluppati da altri Paesi (p. es. Singapore, Canada, Estonia, Germania, Paesi Bassi) e il confronto con la situazione elvetica.
Begründung
Da decenni la Svizzera investe in formazione, ricerca e innovazione di alta qualità ed è tra i Paesi leader nella competizione globale per attrarre nuovi talenti. Gli sviluppi internazionali attuali creano condizioni estremamente favorevoli: in seguito a cambiamenti di natura politica e normativa in importanti poli scientifici ed economici – come norme più severe sull’immigrazione, politiche in materia di ricerca più restrittive o una minore attrattiva della piazza economica – diversi lavoratori qualificati, ricercatori, imprenditori e laureati sono infatti alla ricerca di alternative che offrono stabilità, finanziamenti affidabili e buone condizioni di vita. Questo fenomeno è particolarmente evidente negli Stati Uniti, ma anche in altri Paesi.La Svizzera soddisfa questi criteri e può adottare misure mirate per risultare più attrattiva. Altri Paesi hanno già compiuto grandi passi in avanti con programmi ad hoc per attrarre talenti, procedure semplificate per ottenere il visto o centri di assistenza: dobbiamo cogliere l’attimo. A differenza di programmi speciali o di reclutamento coordinato di personale, che il Consiglio federale ha già respinto, l’idea non è di privilegiare alcuni Paesi d’origine, ma di creare una strategia per la promozione dei talenti equa e compatibile a livello internazionale.Un «Talent Desk Switzerland» – concepito come punto di contatto centrale per ricercatori, manodopera specializzata e imprenditori – potrebbe rivelarsi uno strumento per rimuovere gli ostacoli, accelerare le procedure e mettere in luce i vantaggi che la Svizzera può offrire. Nel rapporto del Consiglio federale vanno esaminati opzioni e modelli che promuovono l’afflusso e il mantenimento dei migliori talenti, tenendo conto delle buone pratiche internazionali.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale riconosce l’importanza di attrarre e trattenere persone talentuose e altamente qualificate per garantire la competitività della Svizzera nei settori dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione (ERI), in particolare nel contesto internazionale attuale.
Nella presa di posizione del 21 maggio 2025 in merito alla mozione 25.3254 Hurni, che nel frattempo è stata respinta, il Consiglio federale ha ricordato i principi fondamentali della politica svizzera nel settore ERI e si è pronunciato a sfavore di qualsiasi tentativo coordinato di sottrarre ricercatori a determinati Paesi. Tale posizione resta attuale e si applica anche alle riflessioni relative al presente postulato.
Il sistema ERI svizzero spicca già per la sua eccellenza e per l’ottima reputazione internazionale. Il Consiglio federale ritiene che gli strumenti di promozione del settore ERI già in essere siano adatti ed efficaci per attrarre e trattenere nuovi talenti. Le scuole universitarie svizzere godono di un’ampia autonomia nella definizione delle proprie strategie di reclutamento dei migliori talenti svizzeri ed esteri, il che promuove la mobilità internazionale. Secondo l’Ufficio federale di statistica (UST) in Svizzera il 56 per cento dei dottorandi e la metà dei docenti è di nazionalità estera. La percentuale di post-dottorandi non svizzeri è ancora più alta. L’attrattiva della Svizzera risulta particolarmente evidente nel settore dei Politecnici federali: la percentuale di docenti stranieri al PF di Zurigo è del 65 per cento, mentre al PF di Losanna del 70 per cento. Il settore ERI svizzero, sostenuto da attori economici e istituzionali di grande rilievo, dispone quindi di un contesto aperto, competitivo e stabile. La struttura decentrata consente di attuare misure mirate, in grado di rispondere sia alle esigenze del mercato sia alle specificità regionali, secondo un approccio su misura, collaudato ed equo nonché conforme agli standard internazionali. Inoltre, anche le condizioni generali politiche, economiche e sociali della Svizzera rafforzano la sua attrattività.
Il Fondo nazionale svizzero (FNS) e Innosuisse rivestono un ruolo centrale nella promozione della cooperazione transfrontaliera in materia di ricerca e innovazione. Innosuisse offre numerosi strumenti di sostegno, e dal 1° luglio 2025 assume per un anno la presidenza della rete Eureka. La Confederazione promuove la mobilità di persone talentuose e l’internazionalizzazione del settore ERI attraverso vari programmi, e in particolare tramite l’impegno volto a una piena associazione della Svizzera ai programmi dell’Unione europea Orizzonte Europa ed Erasmus+. La relativa firma dell’Accordo di programma con l’UE (EUPA) è avvenuta all’inizio di novembre, sancendo l’associazione provvisoria a Orizzonte Europa con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2025. Infine, il ruolo della Svizzera come Paese sede del CERN contribuisce ad attrarre personale altamente qualificato estero.
Per sgravare le imprese, nel 2023 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha introdotto agevolazioni amministrative a livello di direttive, con lo scopo di snellire le procedure di ammissione al mercato del lavoro per lavoratori qualificati provenienti da Stati non membri dell’UE/AELS nei settori caratterizzati da una maggiore carenza di manodopera specializzata. A partire da aprile 2025, inoltre, le domande di ammissione al mercato del lavoro per cittadini stranieri in possesso di un titolo di studio rilasciato da una scuola universitaria o da una scuola universitaria professionale svizzera non sono più soggette alla duplice procedura di approvazione Cantoni–Confederazione. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) sta elaborando un progetto di semplificazione delle condizioni di ammissione per i cittadini di Paesi terzi con un titolo di studio conseguito in una scuola universitaria o una scuola universitaria professionale svizzera, nonché nella formazione professionale superiore (oggetto 20.067). La consultazione relativa alla modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, RS 142.20) si è conclusa il 2 giugno 2025.
Per questi motivi e alla luce dell’attuale situazione delle finanze della Confederazione, il Consiglio federale non ritiene opportuno né valutare l’istituzione di un «Talent Desk Switzerland» né analizzare in modo approfondito tali questioni in un rapporto. Continuerà tuttavia a seguire gli sviluppi internazionali e, se necessario, adeguerà gli strumenti esistenti al fine di garantire che il nostro Paese continui a risultare attrattivo per le persone altamente qualificate.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.