25.4059 · Interpellanza · 2025-09-22
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
A livello mondiale, la maggior parte dell’estrazione delle terre rare (REM) è attualmente controllata da pochi Paesi. Si tratta di materiali utilizzati per realizzare potenti magneti, schermi a colori, smartphone, auto elettriche, dispositivi medici e molti altri prodotti. Sono inoltre alla base di molte tecnologie all’avanguardia e delle energie rinnovabili. Alla luce di quanto precede, si pongono le seguenti domande.1) Come valuta il Consiglio federale il fatto che alcuni Paesi detengano una sorta di posizione di monopolio in questo settore?2) Sussiste una dipendenza di mercato per determinati Paesi?3) Questa fattispecie potrebbe rappresentare un rischio strategico per la Svizzera?4) Se sì, cosa può fare la Svizzera per ridurre tale rischio?
Stellungnahme des Bundesrates
1, 2. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), attualmente vi è una concentrazione della produzione di terre rare: il 61% viene infatti estratto in Cina, Paese in cui avviene la raffinazione del 92% di tali materiali. Grazie alla scoperta di nuovi giacimenti e all’arrivo di nuovi fornitori situati in altri Paesi, questa concentrazione sta diminuendo. Come descritto nel rapporto del Consiglio federale «Approvisionnement de l’industrie suisse en matières premières minérales pour la transition énergétique» del 13 dicembre 2024 in risposta al postulato 20.3950 Schneider-Schneiter, la Svizzera importa quantità minime di terre rare in forma grezza (100 kg/anno) e relativamente poche sotto forma di prodotti (semi)finiti e componenti (174 t/anno). Al momento non si riscontra una dipendenza diretta della nostra economia in tale ambito Questo aspetto viene rilevato anche nel rapporto del Consiglio federale «Les dépendances commerciales de la Suisse» del 22 maggio 2024 in risposta ai postulati 22.3405 (Gruppo socialista) e 23.3543 (Marti). 3, 4. Se la nostra economia dipendesse da un prodotto indispensabile per il settore, e le terre rare attualmente non lo sono, ci troveremmo di fronte a un rischio strategico; tuttavia, ciò non esclude la possibilità che si creino dipendenze indirette lungo la catena di approvvigionamento, ad esempio nel caso in cui i fornitori di beni intermedi per l’economia svizzera si vengano a trovare in una posizione di dipendenza per quanto concerne le terre rare. Tutelarsi da tali rischi rientra nelle responsabilità delle aziende, che conoscono i propri fornitori e concorrenti. Ciò è avvenuto nella primavera del 2025, quando la Cina ha imposto controlli sulle esportazioni di terre rare; le difficoltà di approvvigionamento temporanee che ne sono derivate, seppur indirettamente per le aziende svizzere che si riforniscono di magneti permanenti contenenti terre rare soprattutto dall’UE, si sono poi risolte nel tempo. Il Consiglio federale continua in ogni caso a sorvegliare la situazione, mentre l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE) si occupa di monitorare l’approvvigionamento di terre rare e di altre materie prime minerali particolarmente importanti. Più in generale, il Consiglio federale si sta adoperando per garantire il buon funzionamento delle catene di approvvigionamento tramite approcci che promuovono l’apertura dei mercati, in particolare l’aggiornamento e lo sviluppo degli accordi di libero scambio. Pertanto, la Svizzera, tramite l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), segue gli sviluppi internazionali e partecipa a progetti volti a rafforzare il recupero dei metalli rari dai rifiuti derivanti da dispositivi elettrici ed elettronici, contribuendo così alla sicurezza dell’approvvigionamento. Anche il Metal Risk Check promosso dall’UFAM è uno strumento utile per aiutare le aziende a gestire i rischi lungo la loro catena di approvvigionamento. Inoltre, il Consiglio federale lavora all’interno di coalizioni ad hoc come il Future of Investment and Trade Partnership, che mira a mettere in atto buone pratiche commerciali per favorire l’apertura dei mercati in caso di gravi disagi concernenti le catene di approvvigionamento di beni essenziali. Infine, il Consiglio federale prevede la conclusione di protocolli d’intesa o accordi settoriali in materia di approvvigionamento di materie prime minerali particolarmente importanti con gli Stati produttori, sull’esempio della dichiarazione firmata dal consigliere federale Guy Parmelin con l’Indonesia il 30 settembre 2025.