25.4302 · Interpellanza · 2025-09-26
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Gli scambi scolastici contribuiscono allo sviluppo personale di bambini e giovani, poiché permettono loro di acquisire competenze interculturali e linguistiche in un contesto reale, di conoscere una cultura diversa e di diventare più autonomi e sicuri di sé. Inoltre, consentono di immergersi a fondo nella quotidianità di un’altra regione linguistica e questo favorisce l’apertura e la tolleranza.
Movetia offre diverse opportunità che spaziano dagli scambi individuali a quelli di gruppo durante la scuola dell’obbligo, fino ad arrivare ai programmi di mobilità a livello nazionale o internazionale per il personale docente. Ogni tre anni Movetia rileva e pubblica in una statistica l’andamento delle attività di scambio e mobilità; i dati evidenziano una crescita lenta ma costante. La partecipazione agli scambi varia notevolmente a seconda dei Cantoni, soprattutto per quanto riguarda gli scambi scolastici di più giorni (statistica cantonale 2022/23). Attualmente in tutta la Svizzera la partecipazione si attesta appena al 4 per cento.
Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
Quali fattori ostacolano attualmente l’attuazione degli scambi scolastici?
Quali procedure potrebbero essere snellite?
Quali misure intende adottare per promuovere gli scambi tra le regioni linguistiche nazionali nel livello primario e secondario I e II?
Quale ruolo potrebbero avere i Cantoni nell’incrementare gli scambi?
Ci sono Cantoni che dispongono di un ufficio di coordinamento preposto agli scambi?
Quali programmi di scambio sono già disponibili nell’ambito della formazione professionale? Come si potrebbe potenziare l’offerta di programmi nazionali differenziati per settore professionale?
Prevede di introdurre un sistema di monitoraggio nazionale per registrare tutti gli scambi avvenuti?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ribadisce la visione della Strategia svizzera per gli scambi e la mobilità della Confederazione e dei Cantoni (2017), ossia che tutti i giovani partecipino almeno una volta a un’attività di scambio o mobilità di lunga durata. I progressi compiuti attestano che le condizioni quadro si stanno concretizzando, ma occorre continuare a impegnarsi per aumentare il numero degli scambi e ampliarne la portata.1. I principali ostacoli riguardano il coordinamento e l’organizzazione degli scambi in loco (uffici di coordinamento cantonale, docenti), oltre che la ricerca e la disponibilità delle famiglie ospitanti, in quest’ultimo caso soprattutto a causa delle dimensioni diverse delle regioni linguistiche. Anche i singoli programmi cantonali, con focus diversi in merito a priorità, durata e periodo adeguato per uno scambio, possono complicare il coordinamento.2. La semplificazione e la standardizzazione dell’offerta di promozione sono il fulcro della Strategia della Confederazione e dei Cantoni. Per permettere a insegnanti e istituti di formazione interessati di preparare gli scambi nella maniera più semplice possibile, è necessario potenziare le offerte già pronte e creare piattaforme di abbinamento (matching).3. Nel 2017 la Confederazione e i Cantoni hanno istituito la Fondazione svizzera per la promozione degli scambi e della mobilità incaricata di gestire, tramite la sua agenzia Movetia, i programmi federali di promozione delle attività di scambio. Il budget annuo destinato dall’Ufficio federale della cultura (UFC) agli scambi nazionali ammonta a 6,8 milioni di franchi. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione sostiene inoltre la mobilità internazionale in tutti gli ambiti della formazione con un importo di circa 54 milioni di franchi, che per due terzi interessa gli scambi tra comunità in cui si parlano le lingue nazionali. Dal 2027 gli scambi internazionali potrebbero essere rafforzati grazie all’adesione della Svizzera al programma Erasmus+ auspicata dal Consiglio federale.4. e 5. I Cantoni che dispongono di un ufficio preposto al coordinamento degli scambi sono la minoranza, anche se tutti hanno designato almeno una persona responsabile. Per potenziare ulteriormente gli scambi, i Cantoni possono dotarsi di strutture di coordinamento adeguate e applicare le raccomandazioni di esecuzione della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione adottate nel 2019, specialmente per quanto riguarda le spese scolastiche. L’esperienza dimostra che in particolare l’istituzione di strutture di coordinamento adeguate rappresenta un fattore determinante per aumentare il numero dei partecipanti.6. Dal 2021, su incarico e con il sostegno finanziario dell’UFC, Movetia gestisce un programma di scambi nazionali destinato ai giovani che svolgono una formazione professionale di base. Il numero di partecipanti è in costante aumento, così come l’interesse per la mobilità internazionale nell’ambito della formazione professionale. Ogni anno sono stanziati a questo fine circa 8 milioni di franchi nel quadro della soluzione svizzera per promuovere la mobilità e gli scambi internazionali. Le aziende, le organizzazioni del mondo del lavoro e le scuole svolgono un ruolo determinante nel consolidare la mobilità e nel fungere da moltiplicatori.7. Il legislatore ha creato le basi legali necessarie per l’attività di monitoraggio (art. 25 cpv. 3 della legge sulle lingue; RS 441.1). Attualmente, a causa delle sfide pratiche legate in particolare alla raccolta dei dati cantonali, il monitoraggio comprende solo i dati di Movetia (attività sostenute finanziariamente dall’agenzia), i quali rappresentano una parte importante, seppur non esaustiva, degli scambi. Per un monitoraggio nazionale completo sarebbero necessari tutti i dati dei Cantoni riguardanti gli scambi e la mobilità.