26.3326 · Mozione · 2026-03-19
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare le basi legali per garantire maggiori entrate, eliminare i sussidi (fiscali) dannosi e adeguare sul piano strutturale il freno all’indebitamento, al fine di assicurare una politica finanziaria orientata al futuro e socialmente equa. In tale contesto, deve essere garantito il principio dell’imposizione secondo la capacità economica, sancito dalla Costituzione, e devono essere annullate le agevolazioni fiscali sul capitale dannose per l’economia. In particolare, dovranno essere attuate le seguenti misure.
1. Entrate
Al fine di aumentare le entrate, occorre esaminare misure riguardanti i patrimoni molto elevati, le imposte sul capitale e le imposizioni privilegiate delle imprese:
a. introduzione di un’imposta federale sulla sostanza;
b. introduzione a livello federale di un’imposta sugli utili da sostanza immobiliare;
c. imposizione delle imprese tecnologiche;
d. aumento dell’1 per cento dell’imposta federale diretta per le persone giuridiche.
2. Uscite
Una parte delle agevolazioni fiscali sul capitale, introdotte con la prima riforma dell’imposizione delle imprese, deve essere soppressa e le lacune nell’imposizione delle imprese devono essere colmate:
e. armonizzazione dell’imposizione privilegiata dei dividendi;
f. abolizione della deducibilità nell’ambito dell’imposizione delle imprese;
g. annullamento dell’esenzione fiscale parziale nell’ambito della tassa di bollo (in particolare la tassa d’emissione);
h. reintroduzione a livello federale di un’imposta sul capitale pari allo 0,1 per cento;
i. rinuncia a sussidi dannosi per la biodiversità.
3. Freno all’indebitamento
Al fine di garantire la capacità d’investimento degli enti pubblici e ampliarne il margine di manovra, è proposto quanto segue:
i. orientamento al tasso d’indebitamento anziché al debito netto.
Begründung
Le misure proposte consentono, anche secondo stime prudenti, di conseguire maggiori entrate pari a circa 50 miliardi, dimostrando così l’esistenza di ampi margini di manovra finanziari. L’evoluzione degli ultimi decenni evidenzia infatti come l’onere fiscale sul capitale sia diminuito sensibilmente dagli anni Novanta e gli utili delle imprese si siano moltiplicati.
Ciononostante, il dibattito in materia di politica finanziaria continua a concentrarsi su misure di contenimento e di riduzione delle uscite, aggravando un problema di distribuzione e di equità sociale: l’attuale sistema fiscale genera entrate insufficienti, mentre la ricchezza si concentra sempre più nelle mani di pochi. Infatti, l’1 per cento più ricco detiene circa il 45 per cento del patrimonio complessivo.
Una politica finanziaria orientata al futuro, sostenibile e socialmente equa richiede pertanto anche una modernizzazione del freno all’indebitamento, nonché la rinuncia alle uscite dannose.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l’auspicio di una base delle entrate solida e sostenibile per il finanziamento dei compiti dello Stato. Esso ha però sempre sostenuto di voler correggere l’attuale deficit strutturale con il pacchetto di sgravio 27 principalmente mediante misure sul fronte delle uscite. Allo stesso tempo ha anche proposto maggiori entrate, prestando particolare attenzione affinché le stesse siano compatibili con la politica di promozione della piazza economica. Il Parlamento non ha tuttavia integrato le maggiori entrate proposte nel pacchetto di sgravio 27. Inoltre, diverse misure finalizzate a conseguire maggiori entrate sono già state decise nel recente passato o sono oggetto dell’attuale dibattito politico. Tra queste rientrano in particolare l’introduzione dell’imposizione minima proposta dall’OCSE per i grandi gruppi di imprese internazionali e gli aumenti vincolati dell’IVA. Il Consiglio federale propone di finanziare una parte delle maggiori uscite a favore dell’AVS e dell’esercito tramite un aumento dell’IVA, poiché ritiene che questa soluzione rappresenti l’opzione meno dannosa dal punto di vista dell’economia pubblica. Per la Svizzera l’imposizione minima dell’OCSE rappresenta una sfida significativa nel quadro della politica di promozione della piazza economica. Per l’Esecutivo il rafforzamento della competitività della piazza economica svizzera e la garanzia a lungo termine di entrate fiscali sono altamente prioritari. Diverse misure di politica fiscale proposte nella mozione avrebbero invece un effetto contrario e indebolirebbero l’attrattiva della piazza economica. La politica fiscale della Confederazione è continuamente oggetto di interventi parlamentari e decisioni, come pure di verifiche e analisi sulla base degli sviluppi economici e internazionali. Ad esempio, al momento è in corso di elaborazione il rapporto in adempimento del postulato Walti 23.3752 «Per preservare l’attrattiva e garantire finanze sane, la Svizzera ha bisogno di una strategia fiscale e di ubicazione a lungo termine». Tale rapporto mira ad analizzare e inquadrare diverse questioni di politica fiscale alla luce della necessità di garantire, nel medio e lungo termine, l’attrattiva della piazza economica svizzera e con essa le entrate fiscali. È inoltre previsto un aggiornamento dello studio sulle agevolazioni fiscali esistenti, che sarà effettuato nel quadro dell’adempimento del postulato 25.3531 «Studio per quantificare le agevolazioni fiscali» depositato dalla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale. Va altresì considerato che le misure sottoposte a discussione richiedono in parte una modifica costituzionale. Una modifica simile sarebbe peraltro necessaria nel caso di un riorientamento del freno all’indebitamento verso l’obiettivo della stabilizzazione del tasso d’indebitamento. Il 20 novembre 2024 il Consiglio federale ha riproposto di respingere un simile allentamento, che consentirebbe deficit di finanziamento strutturali di carattere duraturo, in risposta alla mozione 24.4154 «Modernizzare il freno all’indebitamento» depositata dal Gruppo socialista. Il Consiglio nazionale ha accolto la richiesta, respingendo la mozione. Il Consiglio federale intende finanziare le uscite della Confederazione secondo le regole vigenti e non vede quindi alcun motivo a favore della modifica delle basi costituzionali del freno all’indebitamento.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.