26.3499 · Mozione · 2026-03-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato ad adeguare gli strumenti esistenti al fine di ripristinare condizioni di concorrenza più eque, in particolare riesaminando il livello dei contingenti doganali e fissando un dazio minimo di 2 franchi al litro per il vino importato nell'ambito di tali contingenti doganali.
Begründung
In diverse regioni viticole gli operatori del settore definiscono la situazione catastrofica.
Al di là dell’aspetto economico, è l’intero patrimonio culturale e paesaggistico a essere minacciato. I vigneti contribuiscono all’identità di numerose regioni svizzere, in particolare quelli terrazzati, la cui cura è indispensabile per la salvaguardia del territorio.
Senza un intervento tempestivo, la viticoltura svizzera rischia di subire un declino duraturo, con gravi conseguenze economiche, ambientali e culturali.
La situazione del settore vitivinicolo è diventata critica. I produttori svizzeri devono far fronte a una crescente pressione esercitata dalle importazioni di vino estero, che oggi rappresentano il 60 per cento circa del consumo nazionale. Negli ultimi tre anni la Svizzera ha importato in media quasi 130 milioni di litri di vino all’anno. D’altronde il contingente doganale autorizza l’importazione di volumi ancora più consistenti, che possono raggiungere 170 milioni di litri circa.
Tali importazioni beneficiano però di condizioni nettamente più favorevoli rispetto alla produzione nazionale. I vini esteri vengono prodotti in Paesi in cui i costi di produzione sono nettamente inferiori in termini sia di salari sia di norme ambientali e sociali. A ciò si aggiunge un regime doganale particolarmente vantaggioso: nell’ambito del contingente doganale, il dazio all’importazione è attualmente irrisorio e non consente di garantire una concorrenza leale.
D’altro canto, i viticoltori svizzeri devono adempiere esigenze elevate in materia di qualità, ambiente, tracciabilità e condizioni di lavoro. Questi standard, che costituiscono il punto di forza e sono fondamentali per la reputazione della nostra produzione, comportano costi considerevoli che nell’attuale contesto di mercato non possono più essere compensati.
Questa situazione mette a repentaglio non soltanto la redditività delle aziende viticole, ma anche conoscenze ancestrali, la cura dei nostri paesaggi e l’economia di numerose regioni rurali.
Di fronte a questa concorrenza sbilanciata, è doveroso agire.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
In passato il Consiglio federale si è pronunciato a più riprese (mozioni Freysinger 12.3482, Hiltpold 12.3726 e Nicolet 19.4410) in merito a proposte di riduzione del contingente doganale per il vino fissato dall’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Nei suoi pareri ha costantemente ricordato che il contingente doganale concretizza l’impegno della Svizzera a garantire la possibilità di importare 170 milioni di litri di vino alle condizioni vigenti prima dell’entrata in vigore, nel 1995, degli accordi dell’OMC. Il volume del contingente doganale per il vino è stato fissato esclusivamente sulla base delle importazioni di vini naturali effettuate mediamente negli anni 1986-1988, conformemente alle norme scaturite dal cosiddetto Uruguay Round. Ridurre il volume del contingente doganale per il vino o aumentare le aliquote di dazio all’interno del contingente, attualmente di 0,96 fr./l per i vini in bottiglia, di 0,38 fr./l per i vini sfusi bianchi e rossi con un tenore alcolico inferiore al 13 per cento in volume, e rispettivamente di 0,51 fr./l e 0,47 fr./l per i vini sfusi bianchi e rossi con un tenore alcolico superiore al 13 per cento in volume, implicherebbe negoziare la modifica di tali impegni. Ai sensi dell’articolo XXVIII dell’Accordo generale su le tariffe doganali e il commercio (GATT; RS 0.632.21), tali adeguamenti degli impegni sarebbero subordinati a un negoziato con qualsiasi membro dell’OMC il cui interesse, come principale fornitore, sia riconosciuto. Si tratterebbe di giungere a un accordo che mantenga le concessioni accordate a un grado non meno favorevole di quello che risultava dall’accordo prima dei negoziati. Tale accordo potrebbe comportare compensazioni, segnatamente tramite una riduzione dei dazi doganali o un aumento dei contingenti doganali per alcuni prodotti agricoli (latte, frutta, verdura, carne, ecc.). Il Consiglio federale è sempre stato del parere che non fosse nell’interesse dell’agricoltura, né dell’economia in generale, avviare negoziati nel quadro dell’OMC al fine di ridurre il volume del contingente doganale, a causa delle compensazioni che sarebbero verosimilmente richieste. Nella risposta all’interpellanza Feller 25.4140 il Consiglio federale ha tuttavia comunicato che se le cerchie interessate si accordassero su compensazioni di questo tipo esaminerebbe con attenzione una domanda in tal senso.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.