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97.3179 · Interpellanza · 1997-03-21

Liquidato

Wortlaut

I giovani e le persone di una certa età sono particolarmente toccati dalla penuria nell'offerta di posti di lavoro, determinata dalle misure di razionalizzazione adottate dalle imprese nonché dai profondi cambiamenti cui è soggetto il sistema di produzione. Chiedo al Consiglio federale chiarimenti sui punti seguenti:

1. L'articolo 110a della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione autorizza, a determinate condizioni, progetti pilota di durata limitata nell'intento di sperimentare nuovi provvedimenti inerenti al mercato del lavoro o di promuovere la flessibilizzazione dell'orario di lavoro per mantenere posti di lavoro o crearne di nuovi.

2. L'inserimento di un giovane in un'impresa pone spesso problemi connessi con una insufficiente esperienza professionale. La legge attuale prevede diverse possibilità per stimolare le imprese ad accogliere i giovani e ad aiutarli nel periodo iniziale con pratiche professionali di preparazione alla loro attività?

3. Non si potrebbe prevedere un aiuto a favore delle imprese che effettuano il pensionamento anticipato di alcuni collaboratori che hanno raggiunto l'età di 62 a 63 anni, a condizione che per ciascuna delle persone prepensionate esse assumano un giovane?

4. Al fine di facilitare il reinserimento dei disoccupati di più di 50 anni, non sarebbe possibile prevedere che la cassa di disoccupazione si impegni a corrispondere i premi dell'AVS e del secondo pilastro, sotto forma di un importo forfetario, all'impresa che offre un impiego a un disoccupato di tale categoria?

5. Il fatto che i cittadini svizzeri trascurino alcune professioni (settore alberghiero, industria, edilizia) può essere considerato come una delle cause dell'attuale disoccupazione? In tal caso, non sarebbe opportuno promuovere l'immagine di tali professioni in collaborazione con le cerchie interessate?

Begründung

L'aumento della disoccupazione, in particolare di lunga durata, comporta non soltanto costi elevati, ma anche penose situazioni di emarginazione e di frustrazione, soprattutto per coloro che vorrebbero davvero poter lavorare. I giovani alla ricerca del primo impiego e i lavoratori di una certa età sono i più colpiti da questa situazione.

Uno dei modi per rimediare a questo stato di cose consiste nello stimolare le imprese ad assumere giovani o lavoratori anziani, impiegando i mezzi della cassa disoccupazione per coprire una parte dei costi supplementari che queste categorie socio-professionali comportano. Tali costi supplementari rappresentano uno sforzo finanziario in ogni caso inferiore alle spese prodotte dal versamento delle indennità di disoccupazione. Inoltre, sarebbe così possibile evitare i nefasti effetti psicologici che, in definitiva, si traducono anch'essi in costi supplementari per la collettività.

Per quanto attiene ai giovani, occorrerebbe in particolare prevedere misure di aiuto alle imprese, affinché esse siano in grado di finanziare i costi della formazione pratica complementare che consente al giovane di passare dal sapere scolastico alle conoscenze richieste da un'attività professionale specifica. La mancanza di esperienza professionale è infatti uno svantaggio che rende spesso reticenti le imprese ad assumere personale giovane.

Per i lavoratori di 50 anni, il cui reinserimento nel mondo del lavoro diviene sempre più difficile man mano che il periodo di disoccupazione si protrae, un problema importante è rappresentato dagli alti premi della previdenza professionale. Anche in questo caso i mezzi della cassa di disoccupazione potrebbero essere utilizzati per finanziare una parte dei premi alle imprese che si impegnano ad assumere persone appartenenti a questa categoria. Tale forma d'aiuto sarebbe comunque vincolata ad alcune condizioni: essa interverrebbe solamente dopo 2 o 3 mesi di lavoro nell'impresa; d'altra parte quest'ultima non potrebbe assumere tali persone licenziandone altre.

In un mercato del lavoro caratterizzato da una contrazione dell'offerta di posti di lavoro, il disinteressamento dei giovani svizzeri per alcune professioni non fa che contribuire ad aumentare il numero dei senzalavoro. Nella maggior parte dei casi, tale disinteressamento è basato sui pregiudizi legati all'immagine di queste professioni nella società. Eppure, settori come quello alberghiero, ospedaliero, edile o metalmeccanico offrono oggi condizioni di lavoro adeguate se non addirittura interessanti. Sarebbe dunque auspicabile che l'UFIAML lanciasse una campagna di sensibilizzazione, in collaborazione con le cerchie economiche interessate, al fine di migliorare l'immagine di queste professioni e di indurre le famiglie e i giovani ad orientarsi maggiormente verso tali settori.

Stellungnahme des Bundesrates

1. I giovani (tra i 15 e i 24 anni) sono particolarmente colpiti dalla disoccupazione. Nel mese di febbraio 1997 circa 35 000 giovani erano disoccupati. Occorre comunque rilevare che i giovani sono, di regola, privi di un posto di lavoro per un periodo più breve rispetto ai disoccupati in generale. Infatti, l'86 percento di essi trovano un posto di lavoro entro un anno. Il Consiglio federale è preoccupato dell'ampiezza assunta dalla disoccupazione giovanile, per cui, nell'ambito della prima fase della revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione, esso ha introdotto diversi strumenti intesi ad arginare questa forma di disoccupazione.

L'articolo 110a LADI (progetti pilota) è entrato in vigore il 1o gennaio 1996. Da allora sono stati presentati pochi progetti secondo tale articolo. Tuttavia, dalla revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) è disponibile tutta una serie di provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, destinati specialmente ai giovani. Si tratta in particolare di aziende di esercitazione, di semestri di motivazione (una forma particolare di programma d'occupazione), di assegni per il periodo d'introduzione, di periodi di pratica professionale e di sedute informative durante la scuola reclute.

Inoltre, già prima dell'entrata in vigore dell'articolo 110a, sono stati organizzati progetti pilota, specialmente per giovani disoccupati:

- Corsi di lingue all'estero per giovani disoccupati, organizzati dagli Eurocentri.

- Scambi interregionali: periodo di pratica professionale al termine della formazione in un'altra regione linguistica della Svizzera, organizzato dalla Fondazione ch.

Entrambi i progetti vengono ancora attualmente offerti quali provvedimenti inerenti al mercato del lavoro.

Vista l'esistenza di questa ampia offerta di strumenti di aiuto ai giovani disoccupati, non sono per il momento previste ulteriori misure speciali in favore di questi ultimi. I primi rapporti sull'efficacia di questi provvedimenti saranno presentati alla fine di quest'anno.

2. La difficoltà principale per i disoccupati di età inferiore ai 25 anni è costituita dalla loro scarsa esperienza professionale. La riveduta legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) prevede in particolare due misure attive per stimolare gli imprenditori ad assumere giovani disoccupati. Fanno parte di tali misure il periodo di pratica professionale (art. 72 cpv. 2 e art. 75 cpv. 1bis LADI) e gli assegni per il periodo d'introduzione (art. 65, 66, 67 LADI).

Il periodo di pratica professionale permette a coloro che hanno terminato il tirocinio e non hanno trovato un posto di lavoro di acquisire un'esperienza professionale effettuando una pratica di sei mesi in un'impresa; tale pratica include anche una parte dedicata alla formazione. Si tratta di un provvedimento molto efficiente: infatti, il 60 percento all'80 percento dei praticanti trovano un posto di lavoro durante tale periodo di pratica o immediatamente dopo.

Il datore di lavoro si assume il 20 percento dei costi salariali, ma al minimo 500 franchi al mese. L'ufficio cantonale può comunque stabilire una percentuale superiore. L'assicurazione contro la disoccupazione prende quindi a carico fino all'80 percento del salario dei praticanti, stimolando così i datori di lavoro ad assumere manodopera giovane e ancora inesperta.

L'altro strumento a disposizione è l'assegno per il periodo d'introduzione. Questa misura permette a una persona disoccupata di essere assunta da un'impresa in cui essa sarà introdotta al lavoro durante un periodo che varia dai 6 ai 12 mesi. Tale misura è rivolta a tutte le persone difficilmente collocabili e quindi anche ai giovani privi di pratica professionale. Esso stimola i datori di lavoro ad assumere un disoccupato anche se quest'ultimo, all'inizio, non soddisfa ancora le esigenze richieste dal posto di lavoro.

Gli assegni per il periodo d'introduzione possono ammontare inizialmente fino al 60 percento del salario e vengono ridotti di un terzo dell'importo iniziale dopo ogni terzo del periodo d'introduzione previsto. Di conseguenza, l'assicurazione contro la disoccupazione si assume mediamente il 40 percento del salario versato durante il periodo d'introduzione al lavoro.

3. Dal 1o gennaio 1997 è in vigore l'ordinanza del 30 ottobre 1996 sul promovimento del prepensionamento. I datori di lavoro che finanziano il prepensionamento di un collaboratore ricevono, a determinate condizioni, una sovvenzione dell'assicurazione contro la disoccupazione se, al posto del collaboratore prepensionato, viene impiegato un disoccupato. In particolare il nuovo impiegato, al momento dell'assunzione, deve essere disoccupato e aver cercato un posto di lavoro senza successo da almeno sei mesi.

4. È incontestabile che i disoccupati di età superiore ai 50 anni entrano nella categoria delle persone difficilmente collocabili. Per questo motivo si è previsto di facilitare anche il reinserimento di tali persone versando loro, per 12 mesi al massimo, assegni per il periodo d'introduzione.

Il promovimento della reintegrazione di disoccupati in età avanzata mediante uno sgravio finanziario temporaneo, ma sostanzioso, del datore di lavoro è pertanto già possibile attualmente. Questa misura è conosciuta e se ne fa uso già oggi. Indirettamente, essa consente altresì di coprire una parte dell'aumento dei contributi LPP.

5. Le cause principali della disoccupazione sono piuttosto di natura congiunturale e strutturale, mentre gli squilibri e le rigidità del mercato del lavoro svolgono il ruolo di fattori amplificanti. Nel settore bancario, per esempio, si osserva di frequente una notevole divergenza tra le competenze offerte e le competenze richieste. Per quanto concerne l'industria alberghiera e della ristorazione, le condizioni di lavoro (retribuzione, orari di lavoro) sono spesso sfavorevoli a una lunga carriera in tale settore.

In collaborazione con l'Associazione svizzera per l'orientamento scolastico e professionale (ASOSP), l'UFIAML sostiene l'attività d'informazione e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica nell'ambito della formazione professionale. Con l'appoggio delle associazioni professionali, l'ASOSP elabora tutta una serie di documenti che illustrano il profilo di ogni professione. L'UFIAML finanzia circa la metà dell'attività informativa dell'ASOSP.

Inoltre l'UFIAML promuove la creazione di posti di tirocinio in generale. Esso si sforza pure di rendere più attraenti i posti di tirocinio nelle professioni dell'industria alberghiera e della ristorazione ("Gastrofutura"), anche se l'obiettivo non dovrebbe consistere nell'incoraggiare certe professioni a detrimento di altre. Il mercato del lavoro e dei posti di tirocinio obbedisce alle leggi generali del libero mercato. Questo problema, e in particolare la questione volta a sapere se convenga aumentare l'attrattiva di determinati rami economici allo scopo di lottare in modo più efficace contro la disoccupazione, concerne quindi anche i partner sociali.

Del resto l'UFIAML, in collaborazione con la Commissione svizzera per la formazione professionale nell'industria alberghiera e nella ristorazione (CSF), organizza cicli di formazione per disoccupati del settore alberghiero e della ristorazione senza diploma professionale nel loro campo di attività. Al termine della loro formazione, questi ottengono un diploma CSF riconosciuto in tutta la Svizzera. Questo provvedimento in materia di formazione si presta senz'altro ad aumentare l'interesse delle categorie di persone in questione per le professioni dell'industria alberghiera e della ristorazione e a mantenerle nell'ambito della professione.

Risposta del Consiglio federale.