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97.3482 · Postulato · 1997-10-09

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il centro di registrazione per richiedenti l'asilo di Ginevra fa parte della struttura organizzativa dell'Ufficio federale dei rifugiati, la cui base giuridica è sancita dall'articolo 14 della legge sull'asilo. Il Consiglio federale, nella risposta all'interpellanza Maury Pasquier del 4 marzo 1997, ha già precisato che i margini di manovra del personale dei centri di registrazione nell'applicazione dei compiti sono limitati. Il comportamento e l'applicazione delle disposizioni vigenti sono disciplinati da direttive e linee guida, definite ed emanate dalla direzione dell'UFR, rispettivamente dalla Divisione Entrate e centri di registrazione.

Lo sviluppo del postulato si basa su problemi sopravvenuti nell'accoglienza dei richiedenti l'asilo durante i giorni festivi di fine 1996. Nella risposta all'interpellanza Maury Pasquier del 4 marzo 1997, il Consiglio federale si è espresso esaustivamente riguardo alle circostanze che hanno causato i fatti. In quell'occasione, ha ordinato all'UFR di informare, in futuro, per tempo i Cantoni interessati sugli orari di chiusura dei centri di registrazione durante le feste. Per il 1997, l'Ufficio federale competente ha esplicato questo compito all'inizio di novembre.

Per quanto concerne la costruzione di un muro sulla terrazza del centro, come ha precisato il Consiglio federale nella risposta all'interrogazione ordinaria urgente Roth-Bernasconi del 12 giugno 1997, l'UFR è soltanto locatario dei locali. Ha ordinato i lavori non da solo ma d'intesa e su mandato di tutti i partecipanti alla riunione di conciliazione del 10 luglio 1996. Questa costruzione è stata fatta per ragioni di sicurezza e con l'intenzione di trovare una soluzione concorde con gli inquilini degli immobili confinanti, che avevano manifestato il loro malcontento soprattutto per il rumore causato dai richiedenti l'asilo. Il muro è stato distrutto da un atto vandalico, cosí da rendere inagibile la terrazza. In seguito a questo deplorevole avvenimento, l'UFR ha sporto denuncia. Fino a quando l'indagine era in corso, l'UFR non poteva prendere misure in merito. Il 27 agosto 1997 sono stati ripresi i lavori di pulizia e di ripristino della terrazza. L'UFR desidera come finora trovare una soluzione soddisfacente per tutte le parti che tenga anche conto delle esigenze di sicurezza. A tal fine, nella misura del possibile, terrà in considerazione le proposte fatte dagli abitanti del vicinato, che si erano opposti alla costruzione del muro.

Occorre ancora precisare che i problemi sorti sono dovuti al fatto che il vicinato del centro di registrazione è cambiato rispetto all'inizio della messa in esercizio nella primavera 1992, segnatamente la costruzione contigua i cui appartamenti sono stati occupati all'inizio del 1996. Gli ultimi avvenimenti inducono l'UFR a cercare un'alternativa circa il luogo d'ubicazione del centro di registrazione.

Il caso del richiedente rimasto 53 giorni nel centro di registrazione merita un chiarimento. Con il suo modo di agire, l'UFR, in possesso di due documenti rilevanti il debole stato psichico del richiedente, ha voluto preservare la salute dell'interessato evitandogli la detenzione in uno stabilimento chiuso per un periodo analogo, se non addirittura più lungo. L'UFR non ha quindi voluto sostituirsi all'autorità competente per applicare una misura coercitiva, ma permettere al richiedente di dimorare in un ambiente che gli fosse familiare. La persona era libera di muoversi all'interno dei locali e, medicalmente, è stata regolarmente seguita dal personale del Servizio sanitario di frontiera della Croce Rossa Svizzera. Occorre anche sottolineare che durante il suo soggiorno l'interessato non ha mai chiesto di uscire dal centro né ha fatto rimostranze. È quindi fuori posto paragonare il centro di registrazione a un luogo di detenzione.

Il Consiglio federale rileva del resto che questo centro di registrazione è stato visitato da parecchie istanze parlamentari e dal Comitato europeo di lotta contro la tortura, che non hanno evidenziato nessuna disfunzione nella gestione e nell'organizzazione. Non c'è quindi alcuna ragione per ordinare un'indagine e presentare un rapporto sul funzionamento del centro di registrazione di Ginevra.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.