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98.3437 · Mozione · 1998-10-06

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il principio della parità dei sessi è fissato nell'articolo 7 capoverso 3 del disegno per una nuova Costituzione federale; il capoverso 3 riprende testualmente l'articolo 4 capoverso 2 dell'attuale Costituzione federale (Cost.). Tale disposto conferisce al legislatore il mandato di assicurare l'uguaglianza fra i sessi, segnatamente nell'ambito della famiglia, dell'istruzione e del lavoro. Conclusa la sessione autunnale permane ancora una divergenza tra il Consiglio degli Stati e il Consiglio nazionale: il primo ha ripreso testualmente l'articolo 4 capoverso 2 Cost., mentre il secondo vi ha aggiunto "di diritto e di fatto". Dottrina e giurisprudenza riconoscono già oggi che il mandato legislativo sancito nell'articolo 4 capoverso 2 comprende tanto l'uguaglianza di diritto quanto quella di fatto. L'aggiunta proposta dal Consiglio nazionale puntualizza quindi soltanto il tenore dell'articolo suddetto e non tocca affatto la portata del mandato legislativo.

Il mandato legislativo contenuto nell'articolo 7 capoverso 3 del disegno per una nuova Costituzione federale vale per l'insieme delle attività statali. E`sufficiente che sia menzionato nell'ambito dei diritti fondamentali, alle stregua degli altri principi costituzionali. Ripetere il tenore del mandato caricherebbe il testo costituzionale senza in tal modo rendere più chiaro o vincolante il mandato. Piuttosto che ripetere i mandati costituzionali, si dovrebbe applicare e concretare il principio della parità al momento dell'emanazione delle leggi.

Del resto, è difficile immaginarsi il contenuto di un pacchetto di riforma "parità tra uomo e donna". L'idea all'origine della riforma della Costituzione consente di raccogliere proposte di modifiche nel quadro di un pacchetto di riforma che mirano a innovare un intero settore, vale a dire un vero e proprio complesso normativo. Le innovazioni proposte nella mozione non adempiano tali condizioni. Il mandato di provvedere all'uguaglianza di fatto e di eliminare le disparità è già contenuto nell'articolo 7 capoverso 3 del disegno per una nuova Costituzione federale. La proposta per un'equa rappresentanza di entrambi i sessi è l'oggetto di un'iniziativa popolare, attualmente in trattazione nel Parlamento. Il popolo avrà l'occasione di esprimersi in merito. Gli altri punti della mozione concernono l'obbligo della Confederazione di garantire a quanti si dedicano a tempo pieno all'educazione dei figli un salario di base che assicuri condizioni minime d'esistenza per la famiglia nonché l'obbligo dei Cantoni di mettere a disposizione un insegnamento gratuito e sufficiente negli asili infantili e di provvedere a un'offerta rispondente alle esigenze in materia di assistenza prescolastica all'esterno delle famiglie. Queste proposte non sono atti a giustificare un pacchetto di riforma nel senso summenzionato, ma sarebbero tutt'al più attuabili mediante una revisione parziale. La problematica del salario di base che assicuri condizioni minime d'esistenza non riguarda, del resto, esclusivamente le persone che accudiscono i propri figli. Anche per quanto riguarda le altre richieste, ossia l'insegnamento gratuito negli asili infantili e un'offerta sufficiente di strutture assistenziali al di fuori delle famiglie per fanciulli in età prescolastica, non si tratta solamente di questioni concernenti la parità tra uomo e donna, ma interessano altri aspetti, segnatamente di tipo educativo.

Quanto detto sopra non significa che il Consiglio federale non si adoperi per l'uguaglianza tra i sessi. La realizzazione della parità tra uomo e donna è una tematica che dovrebbe impegnare costantemente Confederazione e Cantoni. Il Consiglio federale licenzierà tra breve - nell'ambito dei lavori successivi alla quarta conferenza mondiale sulla donna delle Nazioni Unite, tenutasi a Beijing (1995) - un piano d'azione per la Svizzera. Detto piano d'azione contiene un catalogo completo sulle misure da adottare a breve, media e lunga scadenza onde promuovere l'effettiva uguaglianza tra uomo e donna nel nostro Paese. Mentre alcune misure possono essere attuata immediatamente, altre necessitano di revisioni di legge. Il piano d'azione si rivolge soprattutto a Confederazione e Cantoni e comprende tutti i settori della piattaforma d'azione internazionale di Beijing (povertà, istruzione, sanità, violenza, conflitti armati, economia, posizioni di potere e di decisione, meccanismi istituzionali del promovimento femminile, diritti umani, media, ambiente, fanciulle, finanze e strutture).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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