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98.3633 · Mozione · 1998-12-17

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La mozione Jutzet persegue in fondo lo stesso scopo della mozione Epiney (98.3601), poiché tutt'e due intendono impedire che il pignoramento di un salario metta il debitore e la sua famiglia in una situazione finanziaria insostenibile. Per ragioni pratiche è quindi giustificata una risposta identica alle due mozioni.

Al momento della revisione della LEF, entrata in vigore il 1° gennaio 1997, si è completamente ridiscussa la problematica del minimo vitale. Già in procedura di consultazione sono state fatte proposte simili a quelle della mozione (il Tribunale federale o il Consiglio federale fissano il minimo vitale sottratto all'esecuzione, importi piú elevati per i figli, presa in considerazione delle tasse correnti, canoni radio, televisione e telefono, adeguamento del minimo vitale della legge sulla esecuzione e il fallimento a quello dei servizi sociali). Nel messaggio dell'8 maggio 1991 il Consiglio federale ha esaminato queste proposte, ma ha tuttavia rinunciato a fissare nel dettaglio gli importi indispensabili al debitore e a dare la competenza al Tribunale federale di elaborare delle direttive applicabili in tutta la Svizzera. Infatti, da un lato, norme applicabili in tutta la Svizzera non tengono conto delle disparità regionali del costo della vita, e dall'altro, un disciplinamento dettagliato del minimo vitale sarebbe presto superato.

Si è pure discusso dei diversi tipi di minimo vitale e delle preoccupazioni dell'autore della mozione durante i lavori parlamentari dedicati alla revisione della LEF. La maggioranza del Parlamento ha approvato il disciplinamento attualmente vigente che dà alle autorità esecutive un ampio potere discrezionale e prevede nel contempo una ponderazione di interessi commisurata alla situazione del debitore e a quella del creditore. La situazione personale del debitore, come pure l'importo dell'affitto, dei costi sanitari, di quelli per l'istruzione dei figli, ad esempio, si possono prendere in considerazione per ogni caso particolare e in misura appropriata.

Non bisogna poi dimenticare che con la revisione della legge sulla esecuzione e il fallimento tutte le prestazioni dell'assistenza sociale non possono essere affatto pignorate (art. 92 cpv. 1 n. 8 LEF). Il debitore che ha diritto alle prestazioni dell'assistenza sociale può constatare che non è soltanto il minimo esistenziale a essere garantito ma anche il minimo dell'assistenza pubblica. Pure su questo punto si è dunque tenuto conto delle preoccupazioni dell'autore della mozione.

La Conferenza degli ufficiali di esecuzione e fallimenti della Svizzera ha incaricato un gruppo di lavoro pluridisciplinare dell'università di Zurigo di esaminare le direttive allo scopo di determinare il minimo vitale non pignorabile. In base ai risultati di questo rapporto si dovrà poi discutere in che misura, specialmente in materia di esecuzione, si potrà prendere in considerazione le tasse correnti nel calcolo del minimo vitale. Il rapporto del gruppo di lavoro dovrebbe essere presentato nel corso del primo semestre del 1999.

È dunque prematuro che il legislatore disciplini nuovamente la questione del pignoramento del salario poco dopo l'entrata in vigore della revisione della LEF. Il disciplinamento attuale lascia ampia libertà d'azione a coloro che operano nella pratica per fissare una quota pignorabile che vada nel senso auspicato dall'autore della mozione. Infatti la prassi ha ben messo in luce i problemi e le autorità competenti stanno elaborando soluzioni in proposito.

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

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