Standing: How later courts treated this decision has not been analysed.

10.2010.2

Riconoscimento di sentenza francese di adozione semplice di maggiorenni

Rubrum

Incarto n.

Lugano

1 ottobre 2010/rs

In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

G. A. Bernasconi, presidente,

Giani ed Ermotti

segretaria:

Chietti Soldati, vicecancelliera

sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del 19 aprile 2010 presentata da

IS 1

(patrocinata dall' PA 1 )

relativa alla sentenza del 16 giugno 1998 con cui il Tribunal de Grande Instance

d'Évreux (Francia) ha pronunciato l'adozione, da parte dell'istante, di

TERZ 1,

TERZ 2, e

TERZ 3, ,

figli del marito

__________, ;

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione;

2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Fatti

in fatto: che dal matrimonio tra __________ e __________, cittadini dei Paesi Bassi, sono nati i figli TERZ 1 (il 22 agosto 1962), TERZ 2 (il 20 dicembre 1967) e TERZ 3 (il 15 marzo 1969);

che dopo il decesso della moglie, nel 1973, __________ si è risposato il 12 ottobre 1974 con IS 1, anch'essa cittadina olandese;

che dalla nuova unione sono nati __________ (il 7 agosto 1975) e __________ (il 21 agosto 1979);

che con sentenza del 16 giugno 1998 il Tribunal de Grande

Instance d'Évreux (Francia) ha pronunciato l'adozione semplice di TERZ 1, TERZ 2 e TERZ 3 da parte di IS 1;

che il 19 aprile 2010 IS 1 ha introdotto un'

istanza di delibazione alla Camera civile di appello perché la sentenza di adozione sia riconosciuta e dichiarata esecutiva;

che, così invitata dal presidente della Camera, l'istante ha prodotto l'originale di una dichiarazione del 26 dicembre 2009 in cui gli adottati confermano di aderire alla delibazione della sentenza e una lettera 12 giugno 2010 di __________ nel medesimo senso;

che nelle circostanze descritte si esime il requisito del contraddittorio, sicché nulla osta all'emanazione del giudizio;

e considerando

in diritto: che la Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive, secondo le norme della legge sul diritto internazionale privato (art. 29 LDIP), le sentenze civili emanate all'estero (art. 511 cpv. 1 CPC);

che la relativa istanza è trattata nelle forme della procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 511 cpv. 2 con rinvio agli art. 361 segg. CPC);

che le sentenze straniere in materia di adozione sono riconosciute in Svizzera, a norma dell'art. 78 cpv. 1 LDIP, se sono pronunciate nello Stato di domicilio o di origine dell'adottante o dei coniugi adottanti;

che sul menzionato art. 78 LDIP prevalgono nondimeno i trattati multilaterali o bilaterali ratificati dalla Svizzera in materia di adozione o di riconoscimento ed esecuzione di decisioni giudiziarie (art. 1 cpv. 2 LDIP);

che fra Svizzera e Francia non vigono accordi bilaterali in siffatte materie (cfr. http://www.eda.admin.ch);

che la convenzione dell'Aia sulla competenza delle autorità, la legge applicabile e il riconoscimento delle decisioni straniere in materia di adozione, del 15 novembre 1965 (RS 0.211.221.315) è ormai stata denunciata da tutti gli Stati firmatari (http://hcch.

e-vision.nl);

che la Convenzione europea del 24 aprile 1967 sull'adozione dei minori è stata firmata, ma non ancora ratificata dalla Francia (RS 0.211.221.310);

che la Convenzione dell'Aia per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, del 29 maggio 1993 (RS 0.211.221.311: entrata in vigore per la Svizzera il 1° gennaio 2003 e per la Francia il 1° ottobre 1998), si applica solo alle adozioni di minorenni (RtiD II-2005 pag. 694), ciò che non è il caso in concreto;

che, di conseguenza, nella fattispecie il riconoscimento della sentenza di adozione di maggiorenni è retto esclusivamente dalla legge svizzera;

che a norma dell'art. 25 LDIP una decisione straniera – e per “decisione straniera” va inteso anche un atto di volontaria giurisdizio­ne (art. 31 LDIP) – è riconosciuta in Svizzera se emana dal tribu­nale competente (lett. a), se non può più essere impugnata con un rimedio giuridico ordinario o è definitiva (lett. b) e se non sussiste alcun motivo di rifiuto giusta l'art. 27 (lett. c);

che nella fattispecie la decisione da delibare è stata pronunciata nello Stato di domicilio dell'adottante, a quel tempo residente in Francia a __________ (doc. A, pag. 1), onde la competenza del tribunale francese a norma dell'art. 78 cpv. 1 LDIP;

che il “carattere definitivo” richiesto dall'art. 29 cpv. 1 lett. b LDIP riguarda proprio gli atti di giurisdizione non contenziosa (la decisione di adozione è, in Francia, un atto di volontaria giurisdizione: art. 1167 del Codice di procedura civile in: www.legifranche. gouv.fr), i quali possono anche per loro indole non acquisire forza di giudicato (Dutoit, Droit International privé suisse, Commentaire de la loi fédérale du 18 décembre 1987, 4ª edizione, n. 9 in fine ad art. 25 e n. 4 ad art. 31; v. anche Volken in: Zürcher Kommentar zum IPRG, 2ª edizione, n. 61 ad art. 25 LDIP);

che la sentenza in questione può ritenersi definitiva, il cancelliere capo della Corte di appello di Rouen (dipartimento dell'Eure)

avendo certificato il 4 agosto 2009 che, fino a quel giorno, nella causa in oggetto non era stato presentato appello (doc. B);

che nella fattispecie non si scorgono per altro motivi di rifiuto a norma dell'art. 27 lett. a o b LDIP, non risultando citazioni irregolari né inosservanze del diritto d'essere sentiti o violazioni di principi fondamentali del diritto processuale svizzero;

che per quanto riguarda la madre degli adottandi, deceduta nel 1973, il suo diritto di esprimersi (da verificare anche in sede di delibazione: DTF 120 II 89 a metà) non si sarebbe trasmesso ad eventuali eredi nemmeno nel diritto svizzero (Hegnauer in: Berner Kommentar, 4ª edizione, n. 4 ad art. 265c CC);

che nella fattispecie non si scorgono dunque motivi di rifiuto per violazione dell'ordine pubblico svizzero (art. 27 LDIP), né dal profilo sostanziale (cpv. 1) né da quello formale (cpv. 2);

che, ciò premesso, le adozioni straniere con effetti “essenzial-mente divergenti dal rapporto di filiazione nel senso del diritto svizzero sono riconosciute in Svizzera soltanto con gli effetti conferiti loro nello Stato in cui sono avvenuti” (art. 78 cpv. 2 LDIP);

che nel caso specifico l'adozione è esplicitamente designata come semplice (simple: doc. A, pag. 1), nel senso che – contrariamente a quanto prevede l'adozione piena (adoption plénière: art. 356 del Codice civile in: http://www.legifranche.gouv.fr) – essa crea un secondo rapporto di filiazione fra l'adottante e gli adottati, lasciando sussistere il rapporto di filiazione originario e i diritti che ne derivano (art. 364 del Codice civile francese; Bergmann/ Ferid, Interna­tiona­les Ehe- und Kind­schaftsrecht, rubrica “Frank­reich”, pag. 50 in alto);

che in effetti, come conferma la decisione in rassegna (doc. A, pag. 2), l'adozione semplice non conferisce all'adottato e ai suoi discendenti la qualità di erede legittimario rispetto agli ascendenti dell'adottante (art. 368 cpv. 2 del Codice civile francese);

che, contrariamente a quanto pretende l'istante, simile forma di adozione differisce sostanzialmente dall'adozione piena in Svizzera, dove è stata abrogata dal 1° aprile 1973 (art. 268 cpv. 1 vCC), per quanto ciò non ne impedisca il riconoscimento (I CCA, sentenze inc. 10.1998.36 del 15 giugno 1999; inc. 10.2006.1 del 3 luglio 2006 e inc. 10.2006.11 del 31 ottobre 2006);

che in circostanze siffatte la sentenza francese va riconosciuta nel senso che crea fra gli adottati e l'adottante gli stessi legami di parentela, come gli stessi diritti e doveri che esistono per legge tra un genitore e un figlio, senza tuttavia sopprimere il rapporto di filiazione originale, diritti ereditari compresi;

che a tali condizioni l'adozione estera può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva in Svizzera;

che gli oneri del giudizio odierno vanno a carico dell'istante, non essendovi un convenuto “soccombente” a norma dell'art. 148 cpv. 1 CPC;

che per quanto riguarda i rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale, “le decisioni sul riconoscimento e l'esecuzione di decisioni” possono formare oggetto di ricorso in materia civile al Tribunale federale (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 1 LTF), nel caso specifico senza riguardo all'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, il riconoscimento di un'adozione non avendo valore litigioso;

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

pronuncia: 1. L'istanza è parzialmente accolta, nel senso che la sentenza del 16 giugno 1998 con cui il Tribunal de Grande Instance d'Évreux ha pronunciato l'adozione semplice di TERZ 1, TERZ 2 e TERZ 3 da parte di IS 1 è riconosciuta e dichiarata ese­cutiva con gli effetti a essa conferiti dal relativo diritto nazionale.

2. Gli oneri processuali, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 300.–

b) spese fr. 50.–

fr. 350.–

sono posti a carico dell'istante.

3.

Intimazione all' .

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente La segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Provisions amended since

This decision construes provisions whose act has since been consolidated again. Whether the article itself changed is not recorded.

  • Bundesgesetz über das Bundesgericht, Art. 72, Art. 74, Art. 76, Art. 100, Art. 113, Art. 115, and Art. 116 — read in the version of January 1, 2009; the act was consolidated again on January 1, 2011, April 1, 2011, December 5, 2011, January 1, 2012, April 1, 2012, October 1, 2012, January 1, 2013, February 1, 2013, July 1, 2013, January 1, 2014, July 1, 2014, August 1, 2014, November 1, 2015, January 1, 2016, January 1, 2017, April 1, 2017, June 1, 2017, January 1, 2018, January 1, 2019, January 1, 2021, January 1, 2022, July 1, 2022, January 1, 2024, February 1, 2024, July 1, 2024, January 1, 2025, April 1, 2026, and May 13, 2026.
  • Swiss Civil Procedure Code, Art. 72, Art. 148, Art. 361, and Art. 511 — read in the version of January 1, 2007; the act was consolidated again on January 1, 2011, January 1, 2012, January 1, 2013, May 1, 2013, July 1, 2014, January 1, 2016, January 1, 2017, January 1, 2018, January 1, 2020, July 1, 2020, January 1, 2021, January 1, 2022, July 1, 2022, January 1, 2023, September 1, 2023, January 1, 2025, and July 1, 2026.
  • Federal Act on Private International Law, Art. 1, Art. 25, Art. 27, Art. 29, Art. 31, and Art. 78 — read in the version of January 1, 2010; the act was consolidated again on January 1, 2011, January 1, 2013, May 1, 2013, July 1, 2013, July 1, 2014, January 1, 2017, April 1, 2017, January 1, 2019, April 1, 2020, January 1, 2021, February 1, 2021, January 1, 2022, July 1, 2022, September 1, 2023, January 1, 2025, and January 1, 2026.