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Von Schweden lernen. Keine öffentlichen Gelder mehr für Illegale

Engler Stefan · P-M · Ständerat · Graubünden · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP.

Präsident (Engler Stefan, Präsident): Der Bundesrat beantragt die Ablehnung der Motion.

Chiesa Marco · Mit-M · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei

Dobbiamo davvero accettare che a chi è stato rifiutato l'asilo e va dunque espulso legalmente dalla Svizzera continui a vivere a spese dei contribuenti? Dobbiamo davvero spiegare ai nostri cittadini che una decisione definitiva dello Stato può essere ignorata senza conseguenze? Dobbiamo davvero credere che continuare a pagare chi rifiuta di partire non crei un incentivo a restare illegalmente nel nostro Paese?

Di questo tratta la mozione. Non parliamo di richiedenti l'asilo in attesa di decisione, parliamo di persone la cui domanda è stata respinta definitivamente con una decisione di allontanamento cresciuta in giudicato. In altre parole si tratta di persone che devono lasciare la Svizzera. Eppure, anche dopo la scadenza del termine di partenza continuiamo a garantire alloggio, assistenza materiale e altre prestazioni.

Il Consiglio federale sostiene che non si possa intervenire perché esiste l'articolo 12 della Costituzione. Ma l'articolo 12 dice una cosa molto precisa: garantisce i mezzi indispensabili alla sopravvivenza ossia cibo, vestiario e cure mediche di base. Non garantisce il diritto di restare indefinitamente in Svizzera dopo una decisione di espulsione definitiva.

Oggi il problema è evidente. In diversi Cantoni il cosiddetto soccorso d'emergenza va ben oltre il minimo stabilito nella Costituzione. E quando una persona sa che anche ignorando l'obbligo di partenza continuerà ad avere un alloggio e un sostegno materiale, l'incentivo a partire si riduce drasticamente. Questo non è un giudizio ideologico, è una realtà osservata in tutta Europa.

Secondo i dati europei, appunto, meno di un terzo delle decisioni di rimpatrio viene effettivamente eseguito. Uno dei motivi principali è proprio la permanenza prolungata dopo il rifiuto dell'asilo. Altri Paesi hanno capito che così il sistema perde credibilità. La Svezia, per esempio, citata in questo intervento parlamentare, ha rafforzato il principio secondo cui dopo la scadenza del termine di partenza le prestazioni cessano. L'obiettivo è chiaro: rafforzare le partenze volontarie e ridurre la permanenza illegale, perché una politica dell'asilo credibile si basa su un principio semplice: protezione per chi ne ha diritto e partenza per chi non ne ha. Se una decisione definitiva di allontanamento può essere ignorata senza conseguenza, quella perde valore. E quando le decisioni dello Stato perdono valore, si indebolisce lo Stato di diritto.

Questa mozione vuole ristabilire un principio elementare: le decisioni dello Stato devono essere applicate, non per mancanza di umanità, ma per serietà del Paese e rispetto verso i cittadini che finanziano il sistema.

Per questi motivi vi invito con convinzione a sostenere la mozione in oggetto.

Sommaruga Carlo · Mit-M · Ständerat · Genf · Sozialdemokratische Fraktion

Trovo molto interessante l'idea del nostro collega di prendere esempio dalla Svezia per quanto riguarda il trattamento delle persone la cui domanda d'asilo è stata respinta. Ma allora non copiamo la Svezia soltanto su un aspetto molto particolare della questione dell'asilo! Se dobbiamo fare una copia di quello che succede in Svezia, facciamolo in modo più generale. Lo possiamo fare anche a livello delle prestazioni sociali. Ricordo che in Svezia c'è un congedo parentale molto generoso che va fino a 480 giorni per bambino. Ricordo che in Svezia c'è anche un'allocazione universale per i bambini. In Svezia c'è poi anche un finanziamento dei luoghi d'accoglienza per i bambini fino a un anno. Poi posso anche parlare del sistema di salute universale che è molto più generoso di quello della Svizzera.

Mi sembra dunque improprio scegliere un unico aspetto perché fa comodo alla propria causa. Se vogliamo copiare un modello bisogna farlo in modo integrale e globale. Dunque, vi invito a rifiutare questa mozione.

Chiesa Marco · Mit-M · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei

Prendo atto che il collega socialista Sommaruga Carlo ha capito poco del mio intervento. Ci è entrato come i cavoli a merenda, ma se c'è una merenda, magari è perché si è risparmiato da qualche parte nel settore dell'asilo. Perciò, invito il collega a sostenere questa mozione. Aggiungo che a mio modo di vedere sarebbe alquanto strano, se il collega, vista la sua posizione di giurista, si proponesse come sostenitore di presenze illegali nel nostro Paese - perché è di questo che stiamo parlando.

Jans Beat · BR-M · Bundesrat · Basel-Stadt

Ich starte mit einer Bemerkung zu Schweden und Dänemark. Gemäss dem Motionär sollten wir von diesen beiden Ländern lernen. Meine Erfahrungen haben gezeigt, dass es im Moment eher umgekehrt ist. Sie, diese beiden Länder, wollen und können von uns lernen. In den letzten Monaten habe ich mit dem dänischen Migrationsminister Kaare Dybvad gesprochen, ich habe mit Schwedens Migrationsminister Johan Forssell gesprochen. Ich habe wirklich gefragt: Was könntet ihr uns anbieten? Wo sind wir weniger streng als ihr? Sie konnten mir nichts sagen, sie haben kein Patentrezept. Hingegen haben beide grosses Interesse an unserem Asylsystem gezeigt, vor allem an den schnelleren Verfahren, die wir haben, und an den höheren Rückkehrquoten, die wir haben.

Nichtsdestotrotz möchte ich sagen, dass wir uns ganz genau anschauen werden, welches die Unterschiede zwischen Dänemark, Schweden und der Schweiz sind. Wir haben deshalb die Annahme des Postulates Z'graggen beantragt und sind jetzt daran, das wirklich minuziös miteinander zu vergleichen. Wir sind dann auch bereit, Elemente, die wir als brauchbar, nützlich und effizient anschauen, zu übernehmen, wenn wir solche finden.

Diese Forderung hier lehnt der Bundesrat jedoch ab. Denn das Asylgesetz regelt bereits heute, dass Personen mit einem rechtskräftigen Wegweisungsentscheid und einer angesetzten Ausreisefrist keine Sozialhilfe erhalten. Diese Personen erhalten auf Gesuch hin nur noch Nothilfe. Der Ansatz für die Nothilfe muss dabei unter dem Ansatz für die reduzierte Sozialhilfe liegen. Das ist so vorgeschrieben. Das heisst also, die Asylsuchenden bekommen hier weniger Sozialhilfe.

Das Recht auf Nothilfe steht in unserer Verfassung und ist nicht verhandelbar. Es umfasst die unerlässlichen Mittel für die Überlebenshilfe in Form von Nahrung, Kleidung, Obdach und medizinischer Grundversorgung. Es geht hier um die Wahrung der minimalsten Mittel für ein menschenwürdiges Dasein. Diese zu streichen, würde auch sehr viele Kinder treffen. Auch das Bundesgericht hat in ständiger Rechtsprechung immer wieder gesagt: Diese Nothilfe darf nicht unterschritten werden. Das Anliegen der Motion bezüglich der Nothilfe ist verfassungswidrig, und der Bundesrat will hier die Verfassung nicht anpassen.

Aus diesen Gründen beantragt der Bundesrat die Ablehnung der Motion.

Abstimmung

Abstimmung - Vote

Für Annahme der Motion ... 12 Stimmen

Dagegen ... 24 Stimmen

(0 Enthaltungen)