Sicurezza contro le cadute

Sicurezza contro le cadute Dispositivi e sistemi di protezione individuale contro le cadute

1 Principi

L’imbracatura anticaduta attenua le forze che si trasmet­ La lettura o l’inoltro del presente opuscolo non tono al corpo della persona che la indossa, in modo tale sostituisce in alcun modo uno dei seguenti punti: che questa non subisca lesioni gravi. formazione approfondita, ricorso a uno o una specialista della sicurezza sul lavoro, preparazione Nei lavori eseguiti con un DPI anticaduta, la persona si del lavoro, comprensione del manuale d’uso posiziona o si assicura con tale dispositivo senza spo­ ­specifico del prodotto, redazione di un’apposita starsi lungo la fune o il cordino. Per eseguire lavori con i istruzione di lavoro prima di impiegare una delle DPI anticaduta è necessaria un’apposita formazione. tecniche descritte. I dispositivi anticaduta sono impiegati anche nelle procedure di lavoro e di salvataggio con funi, qui di seguito elencate: 1.1 Misure di protezione collettiva prioritarie • lavori in sospensione a corde portanti (APF) rispetto ai dispositivi di protezione individuale • tecnica di arrampicata con funi (TAF) • salvataggio dall’alto o dal basso Per tutti i lavori che comportano un pericolo di caduta dall’alto è necessario adottare opportune misure di Per queste procedure è necessario seguire formazioni sicurezza. specifiche.

Quando durante lavori di costruzione, montaggio, riparazione e manutenzione vengono superate le altezze di caduta previste dalla legge, generalmente sono necessari parapetti, ringhiere di protezione, ponteggi di sicurezza o 1

reti anticaduta.

Quando l’utilizzo di tali dispositivi di protezione non sia tecnicamente possibile o il loro montaggio risulti troppo pericoloso, le persone a rischio di caduta possono essere protette con una «fune di sicurezza». A tale scopo occorre avere in dotazione dispositivi di protezione individuale anticaduta (DPI anticaduta) appropriati e usarli correttamente. 3

Per proteggere una persona dalle cadute dall’alto con un DPI occorrono (fig. 1): 1. dispositivo di ancoraggio mobile (cfr. cap. 5) 2. connettore / moschettone (EN 362) 3. c ordino con assorbitore di energia, fune di sicurezza con dispositivo anticaduta, dispositivo anticaduta di tipo retrattile ecc. 4. imbracatura anticaduta idonea per il fissaggio della 1 Dispositivo anticaduta con sistema di arresto caduta: 1 dispositivo di persona ancoraggio mobile, 2 connettore, 3 cordino con assorbitore di energia, 4 imbracatura anticaduta

Tutti questi elementi devono assorbire le energie che si sviluppano in caso di caduta (forza di arresto).

1.2 Assorbimento dell’energia di caduta

La persona agganciata alla fune deve essere protetta in modo che, in caso di caduta, l’energia venga dissipata prevalentemente dall’assorbitore incorporato e la forza di 20

arresto sia contenuta entro limiti sopportabili dal corpo

Forza media di arresto (kN) ( ≤ 6 kN). Se la forza di arresto supera i 6 kN, la persona senza assorbitore di energia può riportare gravi lesioni interne. 15

Il corpo umano può assorbire una parte dell’energia di caduta in modo naturale, evitando quindi lesioni se si 10

cade da altezze ridotte. Tuttavia, in caso di cadute non ammortizzate da altezze superiori a 0,5 m, bisogna già prevedere lesioni gravi. 5

con assorbitore di energia Inoltre, il carico che il corpo umano è in grado di sopportare dipende in modo sostanziale dal tipo di imbracatura 0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 anticaduta impiegata. Solo un’imbracatura anticaduta Altezza di caduta (m) conforme alla norma SN EN 361 e un assorbitore di energia appropriato consentono di ridurre al minimo il rischio 2 Andamento delle forze di arresto con e senza assorbimento di energia di lesioni gravi.

La figura 2 illustra come, in assenza di componenti in grado di assorbire l’energia, già da un’altezza di caduta di 0,5 m si possa sviluppare una forza di arresto superiore a 8 kN.

2 Sistemi anticaduta e di

salvataggio

2.1 Sistemi di protezione individuale I sistemi di trattenuta e di posizionamento sul posto di anticaduta lavoro sono da preferire, se possibile, ai sistemi di ­arresto caduta. Ciò riduce il rischio di lesioni in modo I sistemi anticaduta e di salvataggio sono denominati determinante, poiché le energie trasmesse al corpo sistemi di protezione individuale anticaduta. Sono costi­ sono notevolmente inferiori. tuiti da un’imbracatura (supporto per il corpo) e da almeno un sistema di fissaggio (ad es. dispositivo di ancoraggio, dispositivo anticaduta, cordino) ancorato in modo sicuro. 2.2 Sistemi con dispositivi di protezione individuale anticaduta I sistemi di protezione individuale anticaduta vengono impiegati come dispositivi di protezione individuale anti­ Sistema di trattenuta caduta (DPI anticaduta) per eseguire lavori con funi o Come si intuisce dal nome, questo sistema trattiene la come sistema di salvataggio. persona, ossia le impedisce di raggiungere la zona a rischio di caduta. Il grafico che segue fornisce una panoramica: I sistemi di trattenuta sono costituiti da: Sistemi di protezione individuale anticaduta (secondo SN EN 363) • dispositivo di ancoraggio • cordino Sistema • imbracatura anticaduta (event. con cintura integrata) Sistema DPI anticaduta di accesso di salvataggio mediante funi La caduta viene impedita utilizzando un cordino la cui Sistema lunghezza massima impostata è inferiore alla distanza Sistema Sistema di posizionamento di trattenuta tra il dispositivo di ancoraggio e l’apertura nel vuoto. di arresto caduta sul lavoro

Si consiglia l’impiego di dispositivi di ancoraggio orizzon­ Cordino e assorbitore di energia tali posizionati parallelamente all’apertura nel vuoto, Dispositivo anticaduta di tipo retrattile ­poiché impediscono di raggiungere l’apertura nel vuoto Dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente mantenendo invariata la lunghezza della fune ed evitando una linea di ancoraggio rigida così di dover regolare costantemente la lunghezza del Dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente una linea di ancoraggio flessibile cordino.

3 Sistemi di protezione anticaduta

La norma SN EN 363 (Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute – Sistemi individuali per la protezione contro le cadute) definisce in modo molto generico i sistemi di protezione individuale anticaduta come insiemi di componenti destinati a proteggere le persone da scivolamenti o cadute, ad arrestarne in sicurezza la caduta o a garantire loro un salvataggio sicuro.

Il sistema di fissaggio può essere costituito da uno o più componenti, ad esempio cordini, connettori, dispositivi anticaduta, dispositivi di ancoraggio. 4 Esempio di sistema di trattenuta

Sistema di posizionamento sul lavoro Sistema di arresto caduta Un sistema di posizionamento sul posto di lavoro con­ Un sistema di arresto caduta frena la caduta mediante sente alla persona di appoggiarsi al sistema o di restarne un apposito DPI anticaduta. sospesa, in modo da evitare una caduta. Un sistema di arresto caduta: È costituito da: • non impedisce la caduta libera;

  • dispositivo di ancoraggio • consente alla persona di raggiungere zone o posizioni

  • cordino (con o senza dispositivo di regolazione della a rischio di caduta e, in caso di caduta libera, la persona lunghezza) viene trattenuta;

  • imbracatura anticaduta con cintura e/o cintura con • riduce la distanza di caduta; cosciali integrata • riduce la forza di arresto a un massimo di 6 kN;

  • dopo aver arrestato la caduta, mantiene la persona in Nei sistemi di posizionamento sul posto di lavoro deve posizione sospesa in attesa dei soccorsi. essere utilizzata generalmente un’imbracatura anticaduta con cintura o una cintura con cosciali integrata per Un’imbracatura anticaduta conforme alla norma SN EN 361 un accesso sicuro alla postazione di lavoro, per motivi costituisce un supporto adeguato per il corpo. ergonomici e per i casi di salvataggio. I componenti appropriati per garantire una funzione di Se la rottura del cordino nel sistema di posizionamento arresto sono: comporta inevitabilmente una caduta, è necessario • assorbitore di energia secondo SN EN 355, combinabile adottare una misura di protezione anticaduta ridondante con un cordino secondo SN EN 354 (ad es. misura di protezione collettiva, sistema di arresto • dispositivo anticaduta di tipo retrattile secondo caduta). SN EN 360

  • dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente una linea di ancoraggio rigida secondo SN EN 353-1 o flessibile secondo SN EN 353-2

Nell’utilizzare i sistemi, è fondamentale combinare esclusivamente i componenti previsti nel manuale d’uso. La mancata osservanza può causare distanze di arresto maggiori, forze di arresto più elevate o addirittura la ­rottura dell’attrezzatura.

5 Esempio di sistema di posizionamento sul lavoro con sistema di

­arresto caduta come dispositivo ridondante di sicurezza

Maggiori informazioni su questo argomento sono ­disponibili su www.suva.ch/corde e nella scheda tematica «Lavori in sospensione a corde portanti», www.suva.ch/33016.i.

6 Esempio di sistema di arresto caduta

7 Lavori in sospensione a corde portanti (APF) con sistema di lavoro e di

sicurezza

2.3 Sistemi per lavori con funi Tecnica di arrampicata con funi (TAF)

La «tecnica di arrampicata con funi» (TAF) è anche chia­ Lavori in sospensione a corde portanti mata tecnica di arrampicata su albero assistita da corda Sono così definite le attività che prevedono l’impiego di ed è una procedura utilizzata nella selvicoltura e nell’aruna linea di lavoro sottoposta a un carico. La persona si boricoltura. Le procedure corrispondenti sono consolimuove con o lungo la fune in tensione, senza un appog­ date e descritte a livello internazionale. gio stabile. Maggiori informazioni su questo argomento sono dispo­ I lavori in sospensione a corde portanti vengono deno­ nibili nella scheda tematica «Lavorare in sicurezza sugli minati anche «accesso e posizionamento mediante funi alberi», www.suva.ch/33071.i. (APF)» o, in inglese, «rope access».

In assenza di un sistema ridondante di sicurezza, la rottura del sistema di posizionamento provocherebbe inevitabilmente una caduta.

Il sistema è composto da:

  • dispositivi di ancoraggio

  • imbracatura anticaduta combinata, cintura e cintura con cosciali (supporto per il corpo)

  • linea di lavoro (sistema di lavoro)

  • fune di sicurezza (sistema di sicurezza)

8 Impiego di tecnica di arrampicata con funi (TAF)

2.4 Sistema di salvataggio

Si tratta di un sistema di protezione anticaduta destinato a impedire una caduta libera e con il quale la persona coinvolta può salvare se stessa o altri. È costituito da:

  • dispositivo di ancoraggio

  • cintura / cinghia di salvataggio (supporto per il corpo)

  • dispositivo di discesa o dispositivo di sollevamento per salvataggio

9 Sistema di salvataggio: 1 dispositivo di ancoraggio del tipo Davit

2 argano di salvataggio 3 cordino 4 cintura

3 Salvataggio

3.1 Situazione di salvataggio Tra i primi sintomi figurano nausea, ansia, disturbi della percezione visiva (ad es. lampi di luce, offuscamento Una situazione di salvataggio in cui una persona è sospe­ della vista), vertigini, sudorazione, pallore. Può subentrare sa a un dispositivo di protezione anticaduta comporta rapidamente una perdita di coscienza e nel peggiore dei potenzialmente un pericolo di vita. È indispensabile casi la sindrome da sospensione può causare un arresto intervenire tempestivamente con mezzi adeguatamente cardiaco e la morte. preparati, tenendo conto della lesione o per prevenire un’eventuale sindrome da sospensione. I rischi maggiori dopo il salvataggio sono:

  • aritmia cardiaca

  • ipotermia

3.2 Sindrome da sospensione • danni ai reni

La sindrome da sospensione (in inglese: suspension syndrome) in passato era nota anche come «trauma da Sindrome da sospensione sospensione». Descrive un blocco circolatorio provocato La persona sospesa nell’imbracatura deve poter dal rimanere sospesi e inerti in posizione verticale all’in­ essere portata in una posizione sicura entro terno di un’imbracatura o di una cintura con cosciali. 10–20 minuti con i mezzi disponibili sul posto, Per prevenire rischi gravi per la salute, entro 10–20 minuti altrimenti potrebbe andare incontro a una sindrome occorre riportare la persona sospesa nel vuoto in una da sospensione con blocco circolatorio e carenza posizione che le permetta di distendere il busto. di ossigeno negli organi.

  • Prima di utilizzare un dispositivo di protezione individuale anticaduta, pensare a come soccorrere la persona e a quali mezzi utilizzare.

  • Tutte le persone coinvolte devono conoscere la situazione di salvataggio e saper applicare la tecnica corretta.

  • Il materiale necessario deve essere disponibile sul luogo di intervento.

10 Persona sospesa nel vuoto

3.3 Prevenzione 3.4 Procedura di salvataggio senza

accompagnamento In caso di salvataggio, la propria protezione ha sempre la priorità. Solo la persona soccorsa viene spostata verso l’alto o verso il basso mediante un sistema di salvataggio

  • Non eseguire da soli il lavoro con funi. Un rapido (ad es. dispositivo di sollevamento e discesa), mentre la (auto)salvataggio in posizione sicura è della massima persona che soccorre esegue il salvataggio da una posiimportanza. zione sicura. In caso di distanze di discesa importanti, tenendo conto delle condizioni ambientali (struttura, vento

  • Attivare la pompa muscolare (muovere le gambe o ecc.), utilizzare eventualmente una corda di guida per premerle contro la struttura). Mentre si è sospesi, evitare l’oscillazione della persona soccorsa. assumere la posizione più orizzontale possibile, even­ L’impiego di procedure di salvataggio senza accompatualmente con il supporto di fettucce ausiliarie. gnamento richiede l’istruzione minima delle persone coinvolte.

  • Regolare il sistema di cintura in maniera ottimale.

Dopo il salvataggio, il trattamento prevede ad esempio di posizionare la persona supina o stabile sul fianco in caso di perdita di coscienza. Lo schema BLS-AED rappresenta la procedura standard.

11 Procedura di salvataggio senza accompagnamento

3.5 Procedura di salvataggio con 3.6 Evacuazione e autosalvataggio

accompagnamento Nel caso si verifichi un’improvvisa situazione di pericolo La persona che soccorre raggiunge ad esempio la per­ (ad es. un incendio), il personale deve abbandonare sona sospesa mediante un dispositivo di discesa e si immediatamente e in autonomia il posto di lavoro o la via muove verso il basso insieme a lei. Per la procedura di di comunicazione situati in quota. salvataggio con accompagnamento, detta anche salvataggio con funi, è necessaria una formazione specifica da aggiornare periodicamente.

La formazione e le esercitazioni relative a tecniche di salvataggio con funi richiedono la supervisione di formatrici e formatori con conoscenze approfondite (ad es. ­lavoratrice o lavoratore in quota di livello 3, formatrice o formatore di salvataggio in quota EUSR). Per le esercitazioni si devono adottare le speciali misure di sicurezzaproprie del sistema di lavoro / salvataggio (ad es. sistema di sicurezza supplementare).

13 Sistema preconfezionato per l’autosalvataggio con dispositivo di

discesa

12 Procedura di salvataggio con accompagnamento

4 Dispositivi di protezione

individuale

4.1 Requisiti generali

Chi fabbrica dispositivi di protezione individuale definisce le condizioni di utilizzo previste per il prodotto nel manuale d’uso, spesso sulla base di una o più norme di prodotto. Per gli utenti le disposizioni contenute nel manuale d’uso sono vincolanti.

È consentito selezionare, fornire e utilizzare solo dispositivi di protezione individuale (DPI) che soddisfano i requisiti per l’immissione sul mercato secondo l’Ordinanza sui DPI (RS 930.115) e il Regolamento europeo (UE/2016/425). 14 Etichettatura di un’imbracatura anticaduta

I dispositivi di protezione individuale anticaduta (DPI anticaduta) sono classificati nella categoria DPI III. La procedura di valutazione della conformità comprende pertanto un esame del tipo e la garanzia del controllo di fabbricazione tramite un organismo di notificazione.

I fabbricanti dichiarano la conformità ai requisiti del Regolamento europeo sui DPI 2016/425 mediante un’apposita dichiarazione di conformità (UE) e la marcatura (CE) apposta sul DPI anticaduta. La marcatura è formata dalla sigla «CE» seguita da un numero di identificazione a quattro cifre dell’organismo di notificazione. Per l’immissione in commercio in Svizzera, l’apposizione del marchio CE è facoltativa. 15 Etichettatura di un dispositivo anticaduta di tipo guidato con relativa fune

I fabbricanti sono tenuti a garantire che la dichiarazione di conformità UE del rispettivo prodotto sia disponibile. Chi acquista DPI al di fuori della Svizzera diventa auto­ Questa deve essere allegata al prodotto oppure essere maticamente responsabile della loro immissione in comdisponibile online. mercio e pertanto anche della conformità di tali prodotti ai requisiti di legge. Quando si acquistano DPI, si raccomanda vivamente di verificare che il nome del prodotto e del fabbricante I prodotti devono essere conformi ai requisiti di legge. riportati sul prodotto (etichetta del tipo) e nel manua- Le norme costituiscono un ausilio tecnico volto a le d’uso coincidano con quelli indicati nella dichia- facilitare tale procedura. razione di conformità. Le altre indicazioni quali numero e anno della norma EN applicata, indirizzo di fabbricazione e numero di identificazione CE devono essere riportate in modo plausibile.

L’opuscolo «Dichiarazione di conformità UE per DPI anti­ Le imbracature anticaduta combinate sono previste caduta» contiene spiegazioni pratiche sulla dichiarazione anche per il posizionamento. Comprendono una cintura di conformità, www.suva.ch/CE12-2.i. (SN EN 358) con elementi di fissaggio laterali (laterale) e/o cintura con cosciali incorporata (SN EN 813) con Le condizioni poste dalla Direttiva DPI 89/686/CEE erano punto di fissaggio in basso (ventrale) e supporti attorno applicabili in via transitoria fino al 21 aprile 2019. Gli atte­ a ogni gamba disposti in modo da mantenere una persostati di esame del tipo con riferimento a questa direttiva na cosciente in posizione seduta. Gli elementi di fissagnon sono più validi. I prodotti non conformi all’Ordinanza gio laterali e il punto di fissaggio nella zona addominale UE/2016/425 non possono più essere venduti né essere non sono idonei per l’arresto. messi a disposizione di terzi. L’ulteriore utilizzo è ammesso unicamente all’interno della propria azienda. Lo stesso vale per le funzioni della cintura con cosciali. Di conseguenza, le cinture con cosciali impiegate nei sistemi di arresto caduta e nei lavori in sospensione a corde por­ 4.2 Dispositivi di protezione individuale tanti devono essere utilizzate solo in combinazione con anticaduta (DPI anticaduta) un’imbracatura anticaduta integrata e dotata di anello di attacco sternale / dorsale. Imbracature anticaduta (SN EN 361) Le imbracature anticaduta sono progettate in modo da trattenere una persona in caso di caduta. Sono dotate di un anello di attacco sulla schiena (dorsale) e/o sul torace (sternale) posto sopra il baricentro del corpo. Gli anelli di attacco sono contrassegnati con la lettera «A» maiuscola. È possibile che un anello di attacco sia formato da due asole, che però possono essere usate soltanto insieme e sono appositamente contrassegnate con «A/2».

Alcune imbracature anticaduta con anello di risalita posto al centro della cintura addominale devono essere utilizzate esclusivamente con un dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente una linea di ancoraggio rigida conformemente al manuale d’uso del dispositivo (sistema anticaduta SN EN 353-1 / SN EN 353-2).

Attenzione: fissando altre tipologie di sistemi di arresto caduta all’anello di risalita posto sulla zona addominale 16 Imbracatura anticaduta secondo SN EN 361 con anello di attacco separato sul torace (A/2) e anelli per moschettone (rosso) (ad es. dispositivi anticaduta di tipo retrattile o cordini con assorbitore di energia), si corre un grave rischio di lesioni alla colonna vertebrale nella fase di arresto.

Secondo lo stato della tecnica, quando si lavora con DPI di posizionamento, si deve utilizzare esclusivamente una combinazione di imbracatura anticaduta, cintura e cintura con cosciali anziché semplici cinture / cinture con 1 Quando si lavora sugli alberi utilizzando la tecnica di arrampicata con funi (TAF), l’impiego di cinture con cosciali e cintura di posizionamento cosciali sprovviste di anello di attacco sternale / dorsale, integrata senza anello sternale / dorsale è conforme alle regole riconocosì da evitare il rischio di lesioni alla colonna vertebrale.1 sciute.

19 Imbracatura anticaduta combinata (SN EN 361) con cinghia toracica

leggera, cintura (SN EN 358) e cintura con cosciali integrata (SN EN 813), elementi e anelli di fissaggio centrali e laterali

17 Imbracatura anticaduta combinata (SN EN 361) con cintura integrata

ed elementi di fissaggio laterali per il posizionamento (SN EN 358)

Connettori (SN EN 362) Connettori come i moschettoni di sicurezza sono destinati al montaggio rimovibile di singoli componenti tra l’imbracatura e il dispositivo o la soluzione di ancoraggio. Possono essere collegati unilateralmente in modo non rimovibile con cordini.

Se i collegamenti devono essere aperti più volte al giorno, sono preferibili moschettoni di sicurezza con bloccaggio automatico (multiplo) rispetto a connettori con bloccaggio manuale (a vite).

18 Imbracatura anticaduta combinata (SN EN 361) con cintura

(SN EN 358) e cintura con cosciali integrata (SN EN 813)

20 Moschettoni e altri connettori (SN EN 362)

Assorbitori di energia (SN EN 355) Per spostarsi in zone a rischio di caduta, è opportuno Gli assorbitori di energia fanno in modo che la forza di ­utilizzare cordini a Y a due bracci con assorbitore di arresto che si sviluppa in un sistema di arresto caduta energia integrato. L’assorbitore di energia deve essere non superi il valore specifico del prodotto (max. 6,0 kN). collegato direttamente all’anello di attacco dell’imbraca­ Possono essere integrati nel cordino o incorporati tra tura anticaduta tramite il cordino. ­l’anello di attacco e il dispositivo di ancoraggio. I cordini con assorbitori di energia integrati non devono superare la lunghezza massima del sistema definita nel manuale d’uso.

22 Vari tipi di cordini (SN EN 354) con e senza assorbitore di energia

integrato

Cordini di posizionamento sul lavoro o di trattenuta 21 Vari tipi di assorbitori di energia, separati e fissi in combinazione con (SN EN 358) cordini Questi cordini, denominati anche «funi di posizionamento», sono parte integrante dei sistemi di posizionamento Cordini (SN EN 354) e di trattenuta. Servono a collegare una cintura con I cordini possono essere costituiti da funi e nastri in un dispositivo di ancoraggio o ad avvolgere parte di una fibra chimica oppure da funi metalliche o catene. Sono struttura per consentire un’azione di trattenuta o di dotati di idonei terminali, come moschettoni o anelli. I posizionamento. cordini sono disponibili nella versione con lunghezza regolabile e non regolabile.

Per evitare il rischio di allentamento della fune e ridurre la distanza di caduta, sono preferibili cordini dotati di dispositivo di regolazione della lunghezza.

Esistono in commercio cordini con assorbitore di energia integrato pronti per l’utilizzo, non modificabili mediante l’aggiunta di ulteriori componenti rispetto al manuale d’uso. Ciò vale anche per i cordini con caratteristiche di assorbimento dell’energia.

I cordini per il posizionamento sul lavoro o trattenuta secondo SN EN 358 non sono idonei per l’arresto, cioè non sono utilizzabili in un sistema di arresto caduta. ­Possono essere dotati di dispositivo di regolazione della lunghezza.

24 Dispositivi anticaduta di tipo retrattile (SN EN 360)

Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio rigida (SN EN 353-1) I dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio rigida vengono utilizzati per proteg­ 23 Cordini per il posizionamento sul lavoro (SN EN 358): a scopo di prote­ gere le persone durante la salita su scale fisse a pioli. zione ­contro le cadute, sul posto di lavoro si utilizza in aggiunta un sistema La linea di ancoraggio rigida è costituita da un sistema di arresto caduta. con binario o fune metallica a installazione fissa.

Dispositivi anticaduta di tipo retrattile (SN EN 360) Per utilizzare questi dispositivi è necessario attenersi ai I dispositivi anticaduta di tipo retrattile hanno la funzione seguenti punti: di proteggere le persone sul posto di lavoro o nell’ac­ • Utilizzare il dispositivo anticaduta di tipo guidato con cesso verticale. In caso di caduta, bloccano automati­ un’imbracatura anticaduta o una combinazione di camente il dispositivo, frenando e limitando la forza di imbracatura-cintura. arresto. Se il dispositivo viene utilizzato conformemente • Collegare il dispositivo anticaduta all’imbracatura antialle disposizioni del manuale d’uso e direttamente sopra caduta conformemente al manuale d’uso. la testa, protegge la persona arrestandone la caduta • I punti di accesso / uscita di una zona a rischio di da una distanza di circa 0,5-1,0 m. caduta devono essere dotati di un arresto terminale funzionante. I dispositivi anticaduta di tipo retrattile non devono esse­ • Le scale fisse a pioli non possono essere attrezzate re utilizzati nelle situazioni a rischio di sprofondamento contemporaneamente con un dispositivo anticaduta di in materiali sfusi o materiali simili, poiché non esercitano tipo guidato e una protezione dorsale. alcuna funzione protettiva in questi casi. Alcuni disposi­ • Quando si eseguono lavori a partire da una scala fissa tivi soddisfano ulteriori requisiti, ad esempio riguardo a pioli si deve utilizzare, oltre al dispositivo anticaduta, alla sollecitazione da bordi, per l’impiego su piattaforme un cordino di posizionamento. di lavoro elevabili o per il salvataggio. Le condizioni specifiche di ogni dispositivo contenute nel manuale d’uso Le scale fisse a pioli con dispositivo anticaduta di tipo forniscono informazioni sulle situazioni di lavoro per le guidato sono preferibili a quelle con protezione dorsale, quali tale dispositivo è idoneo. se le persone coinvolte devono comunque lavorare con DPI anticaduta, ad esempio su un tetto piano senza misure di protezione collettiva contro le cadute dall’alto.

26 Dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente una linea di

ancoraggio flessibile costituita da una fune metallica (SN EN 353-2)

25 Dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente una linea di

ancoraggio rigida con binario (SN EN 353-1)

Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio flessibile (SN EN 353-2) I dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio flessibile, costituiti da una fune tes­ 27 Dispositivo anticaduta di tipo guidato (SN EN 353-2) comprendente una linea di ancoraggio flessibile costituita da una corda con guaina sile o metallica, servono ad assicurare una persona alla (SN EN 1891) fune di sicurezza in fase di salita o discesa. In caso di caduta con relativa accelerazione, il dispositivo si blocca automaticamente sulla fune di sicurezza. Corde con guaina a basso coefficiente di allungamento (SN EN 1891) Il dispositivo anticaduta è collegato in modo fisso alla Le corde con guaina a basso coefficiente di allungamento linea di ancoraggio oppure può essere montato o rimos­ («corde semistatiche») sono considerate dispositivi di so nel punto desiderato della linea di ancoraggio flessi­ protezione individuale anticaduta. Sono utilizzate nei bile. L’assorbimento dell’energia avviene attraverso la sistemi con DPI anticaduta, nei sistemi di salvataggio e funzione di blocco o di attrito tra dispositivo anticaduta nei sistemi di lavori con funi. e linea di ancoraggio, attraverso un assorbitore di ener­ In genere l’anima costituisce l’elemento portante centrale. gia nel cordino o mediante estensione della linea di Occorre distinguere tra corde di forma A e B. Le corde di ancoraggio. forma B devono soddisfare minori requisiti di prestazione e richiedono particolare attenzione durante il loro utilizzo. Come collegamenti intermedi tra imbracatura e disposi­ Le corde con guaina presentano notevoli vantaggi in tivo anticaduta sono utilizzabili esclusivamente i cordini ­termini di praticità e robustezza rispetto alle corde ritorte, e i connettori previsti nel manuale d’uso. ancora usate in parte nei sistemi con DPI anticaduta.

4.3 Dispositivi di protezione individuale

anticaduta per lavori con funi

Dispositivo di regolazione per fune di sicurezza (SN EN 12841 tipo A) I dispositivi di regolazione della fune di tipo A sono denominati anche dispositivi anticaduta. Vengono installati sulla fune di sicurezza che segue gli spostamenti della persona. La posizione sulla corda di sicurezza può essere facilmente regolata. In caso di carico statico o dinamico, si bloccano automaticamente sulla fune di sicurezza.

29 Dispositivo di regolazione della fune per linea di lavoro di tipo B

(SN EN 12841-B)

Dispositivo di discesa per la linea di lavoro (SN EN 12841 tipo C) I dispositivi di discesa per la linea di lavoro, noti anche come discensori, sono dispositivi di regolazione della fune ad azionamento manuale in funzione dell’attrito. Consentono alla persona di eseguire una discesa e una sosta controllata in qualsiasi punto della corda di lavoro, senza dover trattenersi con le mani.

28 Dispositivo di regolazione della fune di sicurezza di tipo A

(SN EN 12841-A)

Dispositivo di risalita per la linea di lavoro (SN EN 12841 tipo B) I dispositivi di risalita per la linea di lavoro sono denominati anche bloccanti per risalita. Si tratta di dispositivi di regolazione della fune ad azionamento manuale. Una volta installati sulla corda di lavoro, si bloccano in una direzione sotto carico, mentre scorrono liberamente nella direzione opposta.

30 Dispositivo di discesa per la linea di lavoro di tipo C (SN EN 12841-C)

4.4 Dispositivi di protezione individuale Cinghie di salvataggio (SN EN 1498)

anticaduta per il salvataggio Le cinghie di salvataggio sono adatte quando non è possibile o non è opportuno indossare un’imbracatura di sal­ Imbracature di salvataggio (SN EN 1497) vataggio prima dell’inizio dell’attività (ad esempio, acces­ Le imbracature di salvataggio sono costituite prevalente­ so attraverso aperture strette). Devono essere impiegate mente da fettucce che avvolgono il corpo della persona solo in casi eccezionali, ma possono comunque salvare soccorsa in modo da mantenerla in posizione verticale la vita. Le cinghie di salvataggio comprendono almeno un durante l’intervento. Dovrebbero essere indossate prima punto di fissaggio (anelli o passanti) per l’aggancio di un di iniziare l’attività. Le imbracature di salvataggio non mezzo di supporto. sono adatte a essere impiegate come supporto per il corpo nei s­ istemi anticaduta. In commercio sono disponibili Vengono suddivise in tre classi: combinazioni di imbracature anticaduta e di salvataggio. • Nelle cinghie di salvataggio di classe A le fettucce sono posizionate sulla schiena e sotto le braccia, in Per contro, le imbracature anticaduta conformi alla norma modo da sostenere la persona soccorsa durante l’in­ SN EN 361 possono sempre essere usate anche come tervento. Al momento di farle indossare occorre assiimbracature di salvataggio. curarsi che la persona soccorsa non possa cadere o scivolare accidentalmente. Non sono adatte al salva­ Le imbracature di salvataggio comprendono almeno un taggio di persone che abbiano perso coscienza. punto di fissaggio (anelli o cinghie) per l’aggancio di un cordino o di un mezzo di supporto. Per gli interventi • Se si utilizzano cinghie di salvataggio di classe B, di salvataggio in corrispondenza di aperture strette la persona soccorsa è in posizione seduta durante sono preferibili punti di fissaggio posizionati su entram­ ­l’intervento. Una fettuccia corre sopra la schiena e due be le spalle (anelli di salvataggio). Le imbracature di fettucce passano tra le gambe, così da mantenere il ­salvataggio possono essere combinate con imbracature corpo in sicurezza. anticaduta o indumenti di protezione. La persona soccorsa deve essere adeguatamente tenuta dal telo di salvataggio, senza che possa scivolare o ribaltarsi durante la salita o la discesa nel caso in cui perda improvvisamente i sensi.

• Se si utilizzano cinghie di salvataggio di classe C, la persona soccorsa viene tenuta con la testa rivolta verso il basso durante l’intervento. La fettuccia avvolge le caviglie e si restringe automaticamente sotto carico. È necessario assicurarsi che la persona non scivoli fuori dalle cinghie. Le cinghie di salvataggio di classe C sono adatte principalmente per interventi di salvataggio in corrispondenza di aperture strette come pozzi, tubi e gallerie.

31 Imbracature di salvataggio (SN EN 1497)

Dispositivi di discesa per il salvataggio (SN EN 341) I dispositivi di discesa per salvataggio possono essere automatici (tipo 1) o ad azionamento manuale (tipo 2) e comprendono un mezzo di supporto (ad es. fune metallica o tessile). In questo modo, a velocità ridotta, una persona può mettersi autonomamente al sicuro in una posizione situata più in basso o fare lo stesso con altre persone.

I dispositivi ad azionamento manuale del tipo 2 devono essere dotati di un blocco antipanico. Questo impedisce una discesa incontrollata o una caduta e assicura che non venga superata la velocità di discesa di 2 m/s quando il dispositivo di comando viene rilasciato o il blocco antipanico viene azionato.

32 Cinghia di salvataggio di classe A

34 Dispositivi di discesa per il salvataggio (SN EN 341): di tipo 1 (a sinistra), di tipo 2 (a destra)

Dispositivi di sollevamento per salvataggio (SN EN 1496) I dispositivi di sollevamento per salvataggio vengono suddivisi in due classi. • I dispositivi di classe A consentono a una persona di sollevarsi esclusivamente verso una posizione situata più in alto o di farlo con l’aiuto di un’altra persona. 33 Cinghia di salvataggio di classe B • I dispositivi di classe B possono essere utilizzati come quelli di classe A, con l’aggiunta di una funzione Le cinghie di salvataggio di classe A non sono adatte di discesa della persona soccorsa per una distanza nei casi di autosalvataggio. Quando un corpo resta limitata, ad esempio per impedire che la persona resti sospeso nel vuoto a causa della mancanza di un sup­ agganciata a eventuali ostacoli. Se sotto la persona porto, già dopo due minuti può avere difficoltà di respi­ soccorsa si trovano materiali liquidi o sfusi, con conserazione e perdere funzioni motorie (ad es. mancanza guente rischio di sprofondamento, i dispositivi di di forza nella mano per manipolare una fune). ­sollevamento per salvataggio di classe B non devono essere impiegati.

Per il salvataggio verso il basso devono essere utilizzati 4.5 Altri dispositivi di protezione individuale dispositivi di discesa. I caschi sono considerati dispositivi di protezione indi­ Le funzioni di sollevamento a scopo di salvataggio pos­ viduale. Quando si eseguono lavori con dispositivi sono essere integrate anche nei dispositivi di protezione di protezione individuale anticaduta, occorre sempre individuale anticaduta, come quelli di tipo retrattile con­ indossare un casco con sottogola. Non sono adatti formi alla norma SN EN 360, con il vantaggio di poterli ­sottogola a due punti e quelli in materiale elastico. utilizzare immediatamente dopo una caduta. Poiché non esiste alcuna norma specifica per i caschi di protezione da utilizzare per i lavori in quota, tali caschi devono essere scelti in base alle loro caratteristiche e ai pericoli principali di ogni posto di lavoro.

Elmetto per l’industria a Casco per Elmetto per elevate Caratteristiche alpinisti l’industria prestazioni Norma SN EN 12492 SN EN 397 SN EN 14052 Resistenza del (+) (-) (-) sottogola (1) ≥ 50 daN 15–25 daN 15–25 daN Ventilazione (+) (+/-) (-) Isolamento ­elettrico (2) (-) (+) (+) Metallo fuso (3) (-) (+) (+)

Per lavorare con sistemi di protezione individuale anticaduta, un sottogola (1) con resistenza pari ad almeno 50 daN garantisce la migliore protezione, mantenendo il casco sulla testa in caso di caduta. Un sottogola con resistenza massima di 25 daN offre invece la migliore protezione se vi è un pericolo di strangolamento, ad esempio quando si lavora in spazi ristretti. Se la postazione di lavoro è esposta a temperature elevate, è prefe­ 35 Dispositivo di sollevamento per salvataggio di classe B su treppiede ribile usare caschi di protezione con ampi fori di ventilaper il soccorso dal basso zione. Sul mercato sono disponibili prodotti con varie combinazioni di caratteristiche di resistenza del sottogola e dei fori di ventilazione.

La gran parte degli elmetti di protezione per l’industria (SN EN 397) soddisfa anche le caratteristiche opzionali relative all’isolamento elettrico (2) o al metallo fuso (3), rilevanti in presenza di tali pericoli, sebbene questo tipo di caschi presenti fori di ventilazione più piccoli.

5 Dispositivi e soluzioni di

ancoraggio

5.1 Requisiti generali 5.2 Dispositivi di ancoraggio mobili

(SN EN 795) I dispositivi di ancoraggio impiegati nei sistemi di protezione individuale anticaduta possono essere immessi I dispositivi di ancoraggio previsti per i sistemi di protein commercio o utilizzati solo se provvisti di marcatura e zione individuale anticaduta, rimovibili dalla struttura, documentazione, nonché di un’attestazione di esame sono disciplinati anche dalla norma SN EN 795. Al pari del tipo (certificati) secondo le regole riconosciute. Pos­ degli altri sistemi di protezione individuale anticaduta, sono essere un componente del sistema di fissaggio dei devono essere provvisti di un’attestazione di esame del DPI o costituire il collegamento portante con la struttura tipo (certificati), di documentazione e marcatura. o altri oggetti. Esempi di dispositivi di ancoraggio mobili con funzione La forza minima applicata conformemente alle istruzioni di dispositivo di protezione individuale anticaduta sono: di uso e montaggio deve poter essere convogliata nella • dispositivi di ancoraggio fissati a edifici e strutture in struttura portante e da questa deve poter essere assor­ modo provvisorio bita. A seconda del sistema (statica), i dispositivi di • fettucce, anello di corda ancoraggio fissati a sistemi a fune, carrucole, paranchi • ancoraggi per porte, morsetti per travi o sistemi di salvataggio devono poter assorbire forze • sistemi a fune mobili (linea di vita) costituiti da corda notevolmente più elevate (all’occorrenza agendo in più con guaina, nastro di tessuto o fune metallica direzioni) rispetto ai singoli dispositivi di ancoraggio uti­ • treppiede lizzati da una sola persona. Le relative indicazioni pos­ • braccio Davit (libero o con contrappeso) sono essere contenute nel manuale d’uso del sistema a • dispositivo di ancoraggio a peso morto / tenuto fune o richieste al fabbricante. Per lavori in sospensione mediante carico a corde portanti (APF) si devono utilizzare i dispositivi di ancoraggio previsti a tale scopo nel manuale d’uso. Gli accessori di imbracatura o di sollevamento destinati esclusivamente dal fabbricante al sollevamento di Per pianificare e realizzare dispositivi di ancoraggio su ­carichi non devono essere utilizzati per l’ancoraggio di tetti, fare riferimento alle seguenti pubblicazioni della sistemi di protezione individuale anticaduta. Suva: • opuscolo «Energia dal tetto in sicurezza. Montaggio e

manutenzione di impianti solari», www.suva.ch/44095.i • opuscolo «Progettare i dispositivi di ancoraggio sui tetti», www.suva.ch/44096.i

36 Fettucce di ancoraggio (SN EN 795) costituite da fune metallica, fibre

ad alta resistenza, nastro di tessuto

39 Sistema a fune mobile costituito da corda con guaina, linea di vita

orizzontale (SN EN 795)

37 Anelli di ancoraggio (SN EN 795) smontabili con elemento di fissaggio 40 Dispositivo di ancoraggio treppiede (SN EN 795)

38 Morsetto per trave (SN EN 795) 41 Dispositivo di ancoraggio a corpo morto (SN EN 795)

5.3 Dispositivi di ancoraggio permanenti

(SN EN 17235)

I dispositivi di ancoraggio per sistemi di protezione anticaduta, fissati in modo permanente a un’opera o a una struttura, ad esempio una roccia, non sono considerati dispositivi di protezione individuale anticaduta. Questi prodotti devono essere sottoposti a un esame del tipo e certificati da parte di un organismo accreditato ­sulla base di regole riconosciute. La norma SN EN 17235 disciplina i dispositivi di ancoraggio e i ganci di sicurezza fissati in modo permanente a edifici e opere. Un sistema di ancoraggio comprende un dispositivo permanente o un gancio di sicurezza con relativo kit di fissaggio per 42 Dispositivi di ancoraggio singoli fissati alla struttura l’installazione sulla struttura portante.

Esempi di dispositivi di ancoraggio fissati in modo permanente a opere o strutture portanti sono:

  • dispositivo di ancoraggio singolo (kit A)

  • gancio di sicurezza (kit B)

  • dispositivo di ancoraggio con guidacorda (kit C)

  • dispositivo di ancoraggio con guida a binario (kit D)

I dispositivi di ancoraggio permanenti e i ganci di sicurezza devono essere corredati della seguente documentazione:

  • etichettatura conforme alla norma applicata / base di valutazione

  • istruzioni di montaggio e d’uso

  • dichiarazione di prestazione in caso di riferimento a una norma / base di valutazione armonizzata o dichiara­ 43 Gancio di sicurezza per moschettoni e scale mobili da tetto zione di conformità

  • attestato di esame del tipo

L’installazione deve avvenire secondo le istruzioni di montaggio e d’uso e deve essere verbalizzata a scopo di future verifiche.

I dispositivi di ancoraggio permanenti di cui alla norma SN EN 795 possono continuare a essere utilizzati se il loro montaggio e la loro manutenzione sono avvenuti conformemente alle regole.

44 Dispositivo di ancoraggio permanente con guidacorda e guida

­scorrevole

5.4 Soluzioni di ancoraggio

Le soluzioni di ancoraggio sono componenti di opere portanti o costruzioni con capacità di carico adeguata, ai quali possono essere agganciati DPI anticaduta come fettucce di ancoraggio o moschettoni di sicurezza (ad es. puntelli, travi, telai). La soluzione di ancoraggio deve essere specificata nel piano di sicurezza e protezione della salute relativo ai lavori da eseguire. La portata deve essere valutata e, in caso di dubbio, comprovata da un punto di vista tecnico.

Anelli, funi o binari che, secondo le indicazioni del 45 Dispositivo di ancoraggio permanente con guida a binario e guida fabbricante, non sono stati previsti né testati come scorrevole soluzione di ancoraggio, da un punto di vista legale non sono considerati idonei come tali.

La resistenza meccanica che una soluzione di ancoraggio per DPI anticaduta deve avere è stabilita come segue sulla base della norma SN EN 17235 (dispositivi di ancoraggio permanenti e ganci di sicurezza):

Valore di misurazione Classe Prova dinamica della forza (Fd)

1 Per 1 persona 9 kN

2 Per 2 persone 10,5 kN

3 Per 3 persone 12,0 kN

4 Per 4 persone 13,5 kN

In caso di soluzioni di ancoraggio per sistemi a fune temporanei o conformi a requisiti di norme di prodotto, possono essere stabiliti altri valori. Per il montaggio di dispositivi di ancoraggio permanenti e ganci di sicurezza è necessario attenersi ai valori riportati nelle indicazioni del fabbricante.

46 Targhetta del tipo di un dispositivo di ancoraggio permanente con

etichetta di controllo

6 Manutenzione

6.1 Responsabilità 6.2 Controllo visivo e manutenzione

La sicurezza dei dispositivi di protezione individuale Prima di ogni utilizzo, occorre verificare l’idoneità all’uso anticaduta (DPI anticaduta) e dei dispositivi di ancorag­ dei componenti dei sistemi di protezione individuale antigio è strettamente legata alle modalità di manutenzione. caduta, sottoponendoli a un controllo visivo e funzionale nonché pulendoli se necessario. Se si constatano danni Il datore di lavoro o i superiori competenti sono respon­ rilevanti, il DPI anticaduta non deve essere utilizzato. sabili della messa a disposizione, della manutenzione e dell’utilizzo di idonei dispositivi di sicurezza. A tale In particolare, i dispositivi di protezione personale scopo occorre fare riferimento in particolare alle indica­ ­realizzati in tessuto non dovrebbero essere esposti ad zioni del fabbricante contenute nel manuale d’uso e di agenti dannosi quali intenso irraggiamento solare o manutenzione. Chi utilizza un dispositivo di protezione sostanze aggressive (acidi, liscive, acidi per saldatura, individuale anticaduta è tenuto a segnalare i difetti oli, detergenti, scintille). ­constatati.

6.3 Ispezione 6.4 Riparazione

Oltre al controllo visivo prima dell’utilizzo, i DPI antica­ In seguito a una caduta, cinture, funi, cordini e connetduta devono essere controllati periodicamente da una tori devono essere sostituiti. persona competente che ne verifichi lo stato di usura e il danneggiamento. Queste ispezioni, che vanno docu­ I dispositivi anticaduta di tipo retrattile, i dispositivi mentate, secondo le indicazioni del fabbricante devono di sollevamento per salvataggio nonché alcuni comunque avvenire almeno una volta l’anno, in seguito dispositivi anticaduta devono essere sottoposti a una a un utilizzo particolarmente intensivo o dopo un evento. revisione completa a intervalli che vanno da 1 a 3 anni, secondo la frequenza di utilizzo, il luogo di impiego, le modalità di conservazione e il tipo di dispositivi. Controlli e revisioni devono essere eseguiti solo da persone autorizzate dal fabbricante. I requisiti specifici dei dispositivi sono contenuti nelle indicazioni del fabbricante.

47 Etichetta di controllo con indicazione della data della successiva

­ispezione

È considerata competente una persona qualificata secondo le regole riconosciute, che, grazie alla sua formazione specialistica e all’esperienza, sia in possesso di conoscenze adeguate nel settore dei DPI anticaduta e delle loro condizioni d’uso previste. Tale persona deve inoltre avere familiarità con le regole riconosciute della sicurezza sul lavoro e con le regole tecniche (norme EN, dottrina delle associazioni di categoria, informazioni dei fabbricanti), in modo tale da poter controllare e valutare il regolare stato dei DPI in questione.

La relativa qualificazione può essere ottenuta con la frequenza di un corso di almeno due giorni presso un centro di formazione. L’attestato conseguito deve contenere informazioni sui contenuti della formazione e una nota riguardante i prodotti o gruppi di prodotti trattati.

7 Requisiti di legge

7.1 Disposizioni per i datori di lavoro e i I lavori eseguiti con dispositivi di protezione individuale lavoratori anticaduta (DPI anticaduta) sono considerati lavori connessi con pericoli particolari e quindi rientrano nel campo Gli obblighi dei datori di lavoro e dei lavoratori sono di applicazione dell’art. 8 dell’Ordinanza sulla prevendefiniti come segue nell’art. 82 della Legge federale zione degli infortuni e delle malattie professionali sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF): (OPI, RS 832.30):

Per prevenire gli infortuni professionali e le malat­ Il datore di lavoro può affidare lavori implicanti tie professionali, il datore di lavoro deve prendere pericoli particolari soltanto a lavoratori adeguatatutte le misure necessarie per esperienza, tecnica­ mente formati al riguardo. mente applicabili e adatte alle circostanze.

Il datore di lavoro deve avvalersi a tale scopo I requisiti minimi di formazione per acquisire le conodella collaborazione dei dipendenti. scenze di base sono disponibili su questa pagina: www.suva.ch/dpi-anticaduta I lavoratori devono assecondare il datore di lavoro nell’applicazione delle relative prescrizioni. Essi sono in particolare obbligati a utilizzare gli equipaggiamenti personali di protezione, usare correttamente i dispositivi di sicurezza e astenersi dal rimuoverli o modificarli senza il permesso del datore di lavoro.

Conformemente agli articoli 32a e 32b OPI, i dispositivi I dispositivi di protezione individuale anticaduta sono di protezione individuale devono essere utilizzati e precisati in ulteriori ordinanze e direttive: ­sottoposti a manutenzione secondo le indicazioni del fabbricante: Ordinanza sulla sicurezza e la protezione della ­s alute dei lavoratori nei lavori di costruzione ­(OLCostr, RS 832.311.141): Le attrezzature di lavoro devono essere impiegate solo secondo le condizioni d’uso previste. È consentito segnatamente usarle solo per i lavori e nei 1 Quando tecnicamente non è possibile o è troppo luoghi per i quali sono idonee. Devono essere pericoloso installare una protezione laterale conosservate le indicazioni del fabbricante in merito formemente all’articolo 22, un ponteggio di facciata al loro uso. conformemente all’articolo 26 oppure una rete di sicurezza o un ponteggio di ritenuta conformemen­ Le attrezzature di lavoro devono essere collocate te all’articolo 27, devono essere adottate misure e integrate nell’ambiente di lavoro in modo da di protezione equivalenti. garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. In merito vanno soddisfatte le esigenze relative alla 2 Le misure di protezione devono essere definite tutela della salute conformemente all’OLL 3, per iscritto previa consultazione di uno specialista segnatamente per quanto concerne l’ergonomia. della sicurezza sul lavoro di cui all’articolo 11a dell’Ordinanza del 19 dicembre 1983 sulla preven­ Dopo ogni montaggio occorre controllare che le zione degli infortuni (OPI). attrezzature di lavoro impiegabili in luoghi diversi siano state montate correttamente, funzionino perfettamente e possano essere utilizzate nelle Direttiva lavori forestali (Direttiva CFSL 2134): condizioni d’uso previste. Il controllo deve essere documentato. I lavoratori, quando sono tenuti a lavorare in luoghi con pericolo di caduta e nel caso non sia possibile attuare delle misure tecniche come una protezione laterale o una rete di sicurezza, devono utilizzare i dispositivi di protezione individuale anticaduta.

Se la rottura della corda impiegata durante i lavori su pendii ripidi dovesse provocare immancabilmente la caduta, per esempio durante la discesa, ­queste attività valgono come lavori in sospensione a funi portanti. Pertanto, secondo l’art. 118 OLCostr [5] per lo svolgimento di questi lavori sono necessarie due corde.

7.2 Indicazioni per chi fabbrica o immette in

commercio DPI

Secondo la Legge federale sulla sicurezza dei prodotti (LSPro) e la relativa ordinanza (OSPro), le persone responsabili dell’immissione in commercio di DPI (ossia della loro fabbricazione, vendita e del noleggio) devono poter dimostrare che tali dispositivi soddisfano i requisiti essenziali di sicurezza. Inoltre, chi immette in commercio DPI deve firmare una dichiarazione di conformità ­giuridicamente vincolante e mettere a disposizione un manuale d’uso. Il prodotto deve essere provvisto di un’etichettatura (etichetta del tipo) conforme alle regole riconosciute.

Chi fabbrica o immette in commercio DPI deve attenersi alle seguenti disposizioni di legge:

  • Legge federale sulla sicurezza dei prodotti (LSPro, RS 930.11)

  • Ordinanza sulla sicurezza dei prodotti (OSPro, RS 930.111)

  • Ordinanza sulla sicurezza dei dispositivi di protezione individuale (ODPI, RS 930.115)

  • Regolamento sui dispositivi di protezione individuale

Per l’adempimento dei requisiti di legge relativi ai prodotti, possono essere applicate le norme EN di pertinenza.

8 Altre pubblicazioni

Ordinanze e direttive Liste di controllo

  • Ordinanza sui lavori di costruzione, OLCostr • Piccoli lavori sui tetti (RS 832.311.141), (Lavori fino a 2 giorni per una persona), www.fedlex.admin.ch o www.suva.ch/1796.i www.suva.ch/67018.i

  • Ordinanza sulla sicurezza dei prodotti • Scale fisse a pioli, (OSPro, RS 930.111), www.suva.ch/67055.i www.fedlex.admin.ch • Piattaforme di lavoro elevabili, Parte 1:

  • Ordinanza sulla sicurezza dei dispositivi di protezione pianificazione dei lavori, individuale (Ordinanza sui DPI, ODPI, RS 930.115), www.suva.ch/67064/1.i www.fedlex.admin.ch • Piattaforme di lavoro elevabili. Parte 2:

  • Direttiva CFSL 2134, Lavori forestali, verifica sul posto,

  • Direttiva CFSL 6512, Attrezzature di lavoro, www.suva.ch/6512.i

Opuscoli

  • Sicurezza nei lavori all’interno di pozzi, fosse e ­canalizzazioni, www.suva.ch/44062.i

  • Ponteggi per facciate: sicurezza nel montaggio e smontaggio, www.suva.ch/44078.i

  • Energia dal tetto in sicurezza. Montaggio e manutenzione di impianti solari, www.suva.ch/44095.i

  • Progettare i dispositivi di ancoraggio sui tetti, www.suva.ch/44096.i

  • Otto regole vitali per chi lavora con le imbracature di sicurezza – Vademecum, www.suva.ch/88816.i

  • Otto regole vitali per chi lavora con i DPI anticaduta – Pieghevole, www.suva.ch/84044.i

Schede tematiche Pagine web

  • Rigging nell’allestimento di eventi. • www.suva.ch/ancoraggio No all’improvvisazione, • www.suva.ch/aziende-forestali

  • Lavori in sospensione a corde portanti, • www.suva.ch/dpi-anticaduta

  • Dispositivi di protezione individuale anticaduta • www.suva.ch/impianti-solari ­nell’installazione di ponteggi di facciata, www.suva.ch/33029.i.

  • Sistema di lancio con fionda industriale, www.suva.ch/33032.i

  • Lavorare con i DPI anticaduta su terreni scoscesi, www.suva.ch/33070.i

  • Lavorare in sicurezza sugli alberi, www.suva.ch/33071.i

  • Lavori sugli alberi con la scala a pioli, www.suva.ch/33072.i

  • Scale fisse a pioli in pozzi (scale per pozzetti di i­spezione), www.suva.ch/33102.i

  • Scale fisse a pioli su edifici, www.suva.ch/33103.i

  • Scale fisse a pioli su impianti industriali, www.suva.ch/33104.i

Le pubblicazioni si possono ordinare cliccando sul rispettivo link oppure su: www.suva.ch

9 Norme vigenti

SN EN 341 Dispositivi individuali per la protezione SN EN 360 Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute – Dispositivi di discesa contro le cadute – Dispositivi anticaduta per il salvataggio di tipo retrattile

SN EN 353-1 Dispositivi individuali per la protezione SN EN 361 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute – Dispositivi anticaduta contro le cadute dall’alto – Imbracature di tipo guidato comprendenti una linea per il corpo di ancoraggio SN EN 362 Dispositivi di protezione individuale SN EN 353-2 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto – Connettori contro le cadute – Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea SN EN 363 Dispositivi individuali per la protezione di ancoraggio flessibile contro le cadute – Sistemi individuali per la protezione contro le cadute SN EN 354 Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute – Cordini SN EN 364 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto. Metodi di SN EN 355 Dispositivi di protezione individuale prova contro le cadute dall’alto – Assorbitori di energia SN EN 365 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto – Requisiti SN EN 358 Dispositivi di protezione individuale per generali per le istruzioni per l’uso, la il posizionamento sul lavoro e la pre­ manutenzione, l’ispezione periodica, la venzione delle cadute dall’alto – Cinture riparazione, la marcatura e l’imballaggio e cordini di posizionamento sul lavoro o trattenuta SN EN 397 Elmetti di protezione per l’industria

SN EN 517 Ganci di sicurezza da tetto SN EN 12492 Attrezzatura per alpinismo – Caschi per alpinisti – Requisiti di sicurezza e metodi SN EN 795 Dispositivi individuali per la protezione di prova contro le cadute – Dispositivi di ancoraggio SN EN 12841 Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute – Sistemi di accesso SN EN 813 Dispositivi individuali per la protezione con fune – Dispositivi di regolazione contro le cadute – Cinture con cosciali della fune

SN EN 1496 Dispositivi individuali per la protezione SN EN 14052 Elmetti ad elevate prestazioni per contro le cadute – Dispositivi di solleva­ ­l’industria mento per salvataggio SN EN 17235 Dispositivi di ancoraggio permanenti e SN EN 1497 Dispositivi individuali per la protezione ganci di sicurezza contro le cadute – Imbracature di salvataggio CEN/TS 16415 Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute – Dispositivi di anco­ SN EN 1498 Dispositivi individuali per la protezione raggio – Raccomandazioni per disposicontro le cadute – Cinghie di salvataggio tivi di ancoraggio per l’uso da parte di più persone contemporaneamente SN EN 1891 Dispositivi di protezione individuale per la prevenzione delle cadute dall’alto – Corde con guaina a basso coefficiente di allungamento

Il modello Suva I quattro pilastri

La Suva è più che un’assi­ Le eccedenze della Suva curazione perché coniuga ritornano agli assicurati sotto prevenzione, assicurazione forma di riduzioni di premio. e riabilitazione.

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Titolo Sicurezza contro le cadute: dispositivi e sistemi di protezione individuale ­contro le cadute

Stampato in Svizzera. Riproduzione autorizzata, salvo a fini commerciali, con citazione della fonte. Prima edizione: marzo 1989 Edizione rivista e aggiornata: ottobre 2025

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