03.3134 · Interpellanza · 2003-03-20
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Ad 1
L'obbligo di fare appello a specialisti della sicurezza sul lavoro, volto a prevenire gli infortuni e le malattie professionali ai sensi della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF), si basa sull'articolo 83 capoverso 2 della stessa. L'ordinanza sulla prevenzione degli infortuni (OPI, art. 11d cpv. 1) stabilisce quali persone sono riconosciute come specialisti della sicurezza sul lavoro. Sono riconosciuti i medici del lavoro, gli igienisti del lavoro, gli ingegneri di sicurezza e gli esperti nell'ambito della sicurezza che adempiono i requisiti di formazione dell'ordinanza sulla qualifica degli specialisti della sicurezza sul lavoro.
Già al momento della preparazione della normativa sulla cooperazione dei medici del lavoro e di altri specialisti della sicurezza sul lavoro nelle aziende si era discusso dell'inclusione o meno delle infermiere delle aziende nell'obbligo di fare appello a specialisti. Il gruppo di esperti era giunto alla conclusione che il ruolo di queste infermiere non corrisponde a quello degli specialisti della sicurezza sul lavoro, che hanno soprattutto una funzione consultiva e non tanto una funzione esecutiva come le infermiere in questione.
Considerata la vasta gamma di disturbi della salute legati al lavoro, sebbene non vi sia alcun obbligo legale, si riconosce che, per avere posti di lavoro sicuri e non dannosi per la salute, a seconda della situazione sono necessarie le conoscenze e l'esperienza di ulteriori specialisti (ergonomi, psicologi del lavoro, infermiere e fisioterapisti aziendali). Questi specialisti hanno una grande importanza per la promozione della salute all'interno dell'azienda. Siccome però l'obbligo di fare appello ad essi andrebbe troppo lontano, il Consiglio federale conclude che per il momento non è opportuno aggiungere le infermiere delle aziende all'elenco degli specialisti della sicurezza sul lavoro contenuto nell'OPI.
Ad 2
Finora non è stato svolto alcuno studio che esamini se sia auspicabile fare appello a persone che si occupano della prevenzione di malattie legate al lavoro all'interno delle aziende. Tuttavia a questo proposito si può ricordare che l'INSAI e il seco stanno coordinando i loro sforzi per coprire anche questo settore.
Ad 3
Oltre alla sicurezza sul lavoro e alla protezione della salute in senso stretto (nocività chimiche, biologiche, fisiche) aumenta sempre più l'importanza dei disturbi della salute scheletro-muscolari (p.es. dolori di schiena cronici) o psichici (p.es. stress, mobbing, burn-out). I fattori lavorativi favorevoli e nocivi alla salute vanno pertanto analizzati maggiormente, preoccupandosi però di non fissarsi assolutamente su singoli elementi. Nel quadro del progetto Politica nazionale svizzera della sanità è stato condotto uno studio qualitativo (Illés, Abel: Psychische Gesundheit, Berna, 2002). La maggior parte dei 30 esperti interpellati hanno osservato che i profondi cambiamenti intervenuti in ambito sociale ed economico, accompagnati dall'accelerazione, intensificazione e flessibilizzazione dei processi lavorativi e dall'aumento del timore di perdere il posto, hanno portato ad un peggioramento delle condizioni di lavoro. Il seco ha commissionato nel 2001 uno studio sui costi dello stress e nel 2002 uno studio concernente la situazione del mobbing sul posto di lavoro in Svizzera. Un altro studio sul rapporto tra la salute e le condizioni lavorative è stato eseguito dai Cantoni Ginevra e Giura in collaborazione con la Promozione Salute Svizzera. Nonostante vi siano dati disponibili, finora sono mancati i fondi per finanziare una valutazione specifica delle ripercussioni sui costi dell'AI. Il superamento di tensioni psicosociali dipende fortemente dalle strategie personali. Con idee per la promozione della salute a livello aziendale, come quelle che stanno sviluppando il seco, l'INSAI e la Promozione Salute Svizzera, è tuttavia possibile creare condizioni lavorative favorevoli. La promozione della salute a livello aziendale richiede però una partecipazione attiva di tutti gli interessati e, poiché rafforza le risorse personali, è più di un semplice approccio basato sulla medicina preventiva. Un effetto supplementare da non trascurare è quindi il potenziale miglioramento della soddisfazione e dell'efficienza dei lavoratori.
La Confederazione ed i Cantoni hanno incaricato il progetto Politica nazionale svizzera della sanità di promuovere il dialogo tra le parti in causa sulle nuove questioni della sanità pubblica. In occasione delle giornate nazionali di lavoro del 2003 la direzione del progetto si premurerà quindi di indirizzare il dialogo politico verso una visione complessiva della salute e del lavoro.
Ad 4
Il disciplinamento della sicurezza sul lavoro (prevenzione di infortuni e malattie professionali) nella legge sull'assicurazione contro gli infortuni e la protezione della salute sul posto di lavoro in generale fissata nella legge sul lavoro danno vita ad un dualismo giuridico e ad una pluralità di applicazioni insoddisfacenti soprattutto dal punto di vista concettuale. Per questo motivo la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale ha inoltrato nel 1994 una mozione (94.3312) che è stata accolta da entrambe le Camere. Il Dipartimento federale dell'economia (DFE) è stato incaricato di realizzare la richiesta della mozione ed ha istituito allo scopo un gruppo di lavoro che alla fine del 1998 ha presentato un rapporto intitolato "Santé et sécurité au travail: législation et exécution" (d/f). Dal rapporto risulta che a causa delle posizioni in parte molto discordanti delle parti in causa (INSAI, seco, Cantoni, UFAS) non è stato trovato un accordo per un radicale cambiamento della situazione odierna. L'ulteriore elaborazione di questo progetto complesso e politicamente delicato è strettamente correlata alle discussioni attualmente in corso sul futuro orientamento dell'INSAI. Non appena vi saranno risultati concreti al riguardo verranno ripresi i lavori. Sul piano pratico sono state trovate soluzioni provvisorie ai problemi esistenti, di modo che non vi sono svantaggi di rilievo per quanto riguarda l'esecuzione.
Risposta del Consiglio federale.