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09.1092 · Interrogazione · 2009-06-08

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

In Islanda è in corso il processo che porterà alla richiesta di adesione all'UE. Il governo islandese si è fortemente impegnato a questo scopo e dai sondaggi risulta che la maggioranza dei cittadini di quel Paese è favorevole alla presentazione della candidatura. Da parte UE la candidatura islandese non sembra porre alcun problema e la procedura di adesione potrebbe giungere rapidamente a termine: l'ammissione alla zona euro richiederebbe da 18 mesi a 4 anni.

Se l'Islanda realizzasse questa sua chiara volontà di adesione all'UE si renderebbe necessaria la sua uscita dall'AELS che, a quel punto, comprenderebbe soltanto Svizzera, Norvegia e Liechtenstein.

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Quale incisività avrebbe l'operato dell'AELS se i suoi membri fossero soltanto tre?

2. Sei Paesi hanno già lasciato l'AELS per aderire all'UE. L'Islanda sarebbe il settimo. La Svizzera non è destinata a restare sempre più isolata al centro dell'Europa?

3. Questo isolamento, sempre più evidente, non dovrebbe indurre la Svizzera a riconsiderare la questione dell'adesione all'Unione europea?

Stellungnahme des Bundesrates

Nel suo parere in merito al postulato Widmer 09.3415 il Consiglio federale ha precisato che continua a seguire con attenzione gli sviluppi della situazione in Islanda, soprattutto per quanto riguarda la domanda di adesione all'Unione europea. Le elezioni legislative del 25 aprile 2009 hanno assegnato la vittoria a una coalizione formata dall'Alleanza socialdemocratica (SDA) e dalla Sinistra-Movimento verde (LGM). All'interno della coalizione di governo il partito SDA sostiene l'adesione all'UE, mentre il LGM difende una posizione piuttosto contraria. Il 28 maggio 2009 il ministro degli affari esteri ha sottoposto al Parlamento una proposta relativa alla domanda di adesione all'UE. Il 16 luglio il Parlamento si è pronunciato con un'esigua maggioranza a favore dell'adesione: la domanda è stata depositata ufficialmente presso l'UE il 23 luglio. Il 27 luglio i ministri degli affari esteri dell'UE hanno invitato la commissione a esaminare, in una prima fase, l'idoneità dell'Islanda a diventare membro dell'Unione europea. Se il processo di adesione in corso dovesse concludersi con successo, l'adesione dell'Islanda sarebbe molto probabilmente definitiva dopo essere stata sottoposta a votazione popolare.

Nel caso in cui l'AELS dovesse effettivamente subire un restringimento, le ripercussioni possibili sull'AELS sarebbero esaminate sia all'interno che insieme ai partner dell'AELS. Il Consiglio federale ha già rilevato l'importanza dell'AELS quale strumento per il raggiungimento degli obiettivi in materia di politica economica estera ed europea della Svizzera, l'ultima volta nella sua risposta all'interpellanza de Buman 08.3947. Esso ha già espresso anche l'intenzione di voler procedere a un esame approfondito dei vantaggi e degli svantaggi di un'associazione all'AELS, tenendo conto delle prospettive e delle alternative per futuri sviluppi della stessa, nonché degli eventuali effetti da attendersi sul piano economico. Un'eventuale separazione dell'Islanda dall'AELS richiederà anche un riesame delle relazioni all'interno del SEE tra la Norvegia, il Liechtenstein e l'UE.

Nel rapporto Europa del 2006 il Consiglio federale era giunto alla conclusione che la via bilaterale fosse allora la più appropriata per difendere nel modo migliore gli interessi della Svizzera nei confronti dell'Unione europea. A tale scopo devono tuttavia essere soddisfatte le tre condizioni seguenti:

1. La Svizzera gode di un sufficiente grado di partecipazione al processo decisionale nel quadro degli Accordi bilaterali con l'Unione europea e di un margine di manovra ritenuto soddisfacente nella conduzione delle proprie politiche autonome (partecipazione alla presa di decisione).

2. L'Unione europea è disposta, nell'elaborare la sua politica nei confronti degli Stati terzi, a trovare con la Svizzera soluzioni adeguate sulla base di accordi bilaterali e settoriali (fattibilità dal punto di vista della politica estera).

3. Le condizioni quadro economiche, in particolare anche nel settore monetario, non cambiano a scapito della Svizzera (condizioni quadro economiche).

Nel rapporto Europa del 2006 il Consiglio federale aveva inoltre indicato che il riesame permanente e il miglioramento degli strumenti della nostra politica europea rappresentano una questione centrale. Anche la continua valutazione della via bilaterale, che finora si è rivelata una chiara garanzia di successo, fa parte di tale riesame.

Risposta del Consiglio federale.