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09.3178 · Mozione · 2009-03-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di versare un premio di rottamazione pari a 3000 franchi per le automobili in circolazione da oltre 13 anni. La premessa per l'ottenimento di tale premio è l'acquisto di una nuova autovettura appartenente alla categoria di efficienza energetica A o B. I fondi necessari al finanziamento del premio possono essere ricavati dagli introiti provenienti dall'imposta sugli autoveicoli del 4 per cento, ossia dai 300 milioni di franchi che tale imposta fa confluire ogni anno nelle casse della Confederazione. Hanno diritto al premio le persone private, ma non chi detiene autoveicoli a scopi commerciali. Per questo provvedimento va prevista una durata di due anni.

Begründung

Il premio di rottamazione è da intendersi come un provvedimento d'urgenza teso a fornire un contributo alla protezione dell'ambiente e - sullo sfondo di un marcato rallentamento della crescita economica - a promuovere la vendita di nuove autovetture sicure, energeticamente efficienti e poco inquinanti e, di conseguenza, a mantenere posti di lavoro. Inoltre, il premio di rottamazione rende più difficile il commercio e l'esportazione di veicoli di seconda mano particolarmente inquinanti.

È dimostrato che, grazie al progresso tecnologico, le automobili moderne appartenenti alle categorie di efficienza energetica A e B consumano meno e, di conseguenza, emettono meno CO2 e altri gas nocivi rispetto ai modelli precedenti.

In Svizzera sono attualmente in circolazione (stato al 30 settembre 2008) complessivamente 995 360 autovetture immatricolate per la prima volta nel 1996 o prima. Se a tale cifra si sottraggono le automobili immatricolate da oltre 30 anni (60 795 unità), che oggi sono già quasi delle auto d'epoca, rimane un potenziale di oltre 930 000 vecchie autovetture. Queste ultime sono conformi, nella migliore delle ipotesi, alla norma europea Euro 2, ma nella maggior parte dei casi soltanto alla norma Euro 1, entrambe comparabili alle vecchie norme svizzere sui gas di scarico. Rispetto alla norma Euro 1, le attuali automobili che rispettano lo standard Euro 5 emettono oltre l'85 per cento di idrocarburi e di ossidi d'azoto in meno e diminuiscono del 68 per cento le emissioni di monossido di carbonio. Nelle automobili diesel, le emissioni di particolato si riducono addirittura del 97 per cento.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Da tempo il Consiglio federale persegue l'obiettivo di ridurre l'inquinamento ambientale provocato dal traffico automobilistico. Dal momento che la produzione automobilistica non avviene in Svizzera, gli incentivi a favore di veicoli meno inquinanti devono essere indirizzati agli importatori e agli acquirenti di auto. Questo è l'obiettivo perseguito ad esempio dall'etichetta Energia, che informa l'acquirente sull'efficienza energetica delle varie auto, e che sarà sostituita dall'etichetta Ambiente, grazie alla quale il consumatore disporrà di tutte le informazioni relative all'impatto ambientale del veicolo.

Inoltre il Consiglio federale si sta attualmente occupando dell'attuazione della mozione 07.3004, trasmessa dal Parlamento, che richiede la creazione di basi legali per adeguare alle direttive europee (130 grammi di C02 per chilometro entro il 2015) la quantità media di emissioni prodotta dalle nuove auto immatricolate in Svizzera a partire dal 2012. Con l'attuazione della mozione cambierà la struttura del parco macchine svizzero: all'aumento del numero di veicoli ad elevata efficienza energetica e poco inquinanti si accompagnerà una diminuzione della vendita di auto con un'elevata emissione di CO2. Il modello attualmente in discussione in Parlamento prevede la creazione di un bonus per la prima omologazione di un autoveicolo particolarmente efficiente a livello energetico e poco inquinante.

Il Consiglio federale ritiene che l'etichetta Energia, l'attuazione della mozione 07.3004 e il modello "bonus" attualmente in discussione offrano già o prevedano strumenti importanti per favorire il passaggio ad auto più ecologiche. Si noti peraltro che saranno adottati numerosi provvedimenti i quali, pur non esplicando effetti diretti sul parco macchine, comporteranno una minore produzione di emissioni, quali ad esempio le agevolazioni per i biocarburanti, i corsi Eco-Drive e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria.

Il bilancio ecologico della rottamazione anticipata di autoveicoli non dà sempre risultati positivi, anche perché la produzione automobilistica è onerosa in termini di risorse. Inoltre il Consiglio federale ritiene che l'incentivo alla rottamazione abbia un effetto limitato sulle emissioni di CO2 prodotte dal traffico automobilistico, in quanto il consumo di carburante delle auto di nuova generazione è inferiore solo del 15 per cento rispetto a quello delle auto più vecchie. La riduzione delle emissioni avrebbe solo un effetto a breve termine, perché la rottamazione dei veicoli sarebbe comunque avvenuta, ma in un periodo successivo. Anche per quanto riguarda le emissioni di sostanze inquinanti, gli incentivi alla rottamazione non lasciano presagire una seria riduzione, soprattutto se si considera che con i 300 milioni di franchi all'anno previsti potrebbe essere sostituito soltanto il 10 per cento dei veicoli interessati dal provvedimento, il che richiederebbe un'equa distribuzione delle sovvenzioni.

Per quanto riguarda il mantenimento o la creazione di posti di lavoro, gli effetti degli incentivi alla rottamazione sono molto ridotti. I provvedimenti statali a sostegno del consumo comportano conseguenze positive sulla politica occupazionale solo se i servizi e i prodotti promossi vengono prodotti o offerti all'interno del Paese. Dal momento che la Svizzera non possiede una produzione automobilistica interna, soltanto l'industria dell'indotto potrebbe beneficiare in minima parte degli incentivi alla rottamazione svizzeri.

Poiché finora gli introiti provenienti dall'imposta sull'importazione di auto sono stati impiegati per altri scopi, il finanziamento di incentivi alla rottamazione graverebbe per due anni sul bilancio dello Stato con un ammontare fino a 300 milioni di franchi l'anno. Tenendo conto del freno all'indebitamento, questo denaro dovrebbe essere compensato in altro modo, cosa che farebbe svanire l'effetto del provvedimento sulla congiuntura. Inoltre si tiene a precisare che gli incentivi alla rottamazione richiederebbero in primo luogo la creazione di una base legale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.