09.3728 · Interpellanza · 2009-08-10
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Come valuta il drammatico aggravarsi della situazione degli abitanti di Achraf da una decina di giorni?
2. Non sarebbe il momento per il nostro Paese di intervenire per suscitare una reazione internazionale adeguata alla nuova e assai preoccupante situazione umanitaria in cui versano le popolazioni civili?
Begründung
Nella risposta del 6 maggio scorso all'interpellanza 09.3353, "Rischi incorsi in Iraq dagli abitanti di Achraf, oppositori del regime iraniano attuale", il Consiglio federale afferma che avrebbe seguito con attenzione l'evolversi della situazione e sottolinea che le 3200 persone in questione sono sotto la protezione del diritto internazionale, insistendo sul rispetto dei diritti dell'uomo e del principio del non respingimento degli abitanti di Achraf da parte delle autorità responsabili. Alla fine del mese di luglio le forze irachene hanno lanciato attacchi molto violenti contro la popolazione della città; sembra che vi siano stati numerosi morti a causa di pallottole o di altri atti di violenza. Certe reazioni estreme ricordano ciò che è successo a Srebrenica. Senza volersi spingere così lontano, bisogna però esprimere la grande inquietudine con la quale si assiste a una grave violazione dei diritti umani contro persone già duramente provate, che dovrebbero beneficiare della sicurezza offerta da truppe straniere in Iraq e dall'UNHCR, oltre che dal governo iracheno, il quale invece le aggredisce. Indubbiamente una reazione vigorosa e immediata della comunità internazionale, in particolare dell'ONU, deve portare senza indugio a far cessare atti del genere e a prevenirne di nuovi.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Alla fine del mese di luglio del 2009 l'esercito iracheno ha assunto il controllo del campo d'Achraf, dove si sono istallati alcuni membri della Mojahedin-e Khalq Organisation (MKO), una forza di opposizione costituita da profughi iraniani che vivono in Iraq da vari anni. L'intervento dell'esercito è stato provocato dal fatto che la MKO si è opposta all'istallazione di un posto di polizia nel campo e, secondo informazioni non ufficiali, ha provocato la morte e il ferimento di decine di persone da ambo le parti. Il Consiglio federale deplora questi violenti scontri. Il DFAE dal canto suo attraverso la propria rappresentanza a Damasco è intervenuto presso le autorità irachene esprimendo la propria preoccupazione e lanciando un appello alle parti in causa affinché la crisi possa essere risolta in breve tempo. In un contesto più generale, il Consiglio federale esprime la propria inquietudine nei confronti degli atti di violenza perpetrati in Iraq che negli ultimi anni hanno causato migliaia di vittime all'interno di gruppi, etnie e comunità religiose diverse.
2. Negli ultimi mesi l'ambasciatore di Svizzera a Damasco si è recato più volte in Iraq in particolare per tenersi informato sulla situazione vigente nel campo. Le autorità irachene hanno fornito garanzie ufficiali in merito al rispetto degli standard umanitari minimi e all'applicazione del principio di non-refoulement.
Risposta del Consiglio federale.