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10.3563 · Postulato · 2010-06-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto sullo stato attuale della ricerca sul calcestruzzo ecologico in Svizzera, sui costi attuali e futuri della ricerca in questo campo e sugli effetti biologici che questo materiale può avere sull'uomo e sull'ambiente.

Begründung

All'estero, in particolare in Olanda, si stanno facendo importanti passi avanti nel settore del calcestruzzo ecologico. Si tratta di un materiale prodotto con l'aggiunta di speciali batteri e di granulato che ha proprietà autoriparanti.

Il calcestruzzo ecologico addizionato con batteri offre il vantaggio di una maggiore resistenza rispetto al calcestruzzo tradizionale e può contribuire in modo sostanziale a ridurre i costi di riparazione e di manutenzione di edifici e strade.

Secondo gli specialisti, i batteri addizionati resistono al calore e al freddo e possono sopravvivere nel calcestruzzo per circa 200 anni. Non appena si formano crepe e vi sono infiltrazioni di acqua, i batteri si attivano, cominciano a "divorare" il granulato aggiunto al calcestruzzo e producono carbonato di calcio (calcare). Questo riempie le fessure e ripristina l'impermeabilità del calcestruzzo. Alla luce dei vantaggi economici, è opportuno realizzare uno studio sugli effetti che questo nuovo materiale può avere sulla salute dell'uomo e sull'ambiente.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

In linea di principio, la ricerca nel settore del calcestruzzo ecologico si sta sviluppando in due settori: in primo luogo nel settore della biomedicina e, in misura minore, nel settore delle costruzioni.

Il calcestruzzo ecologico offre un grande potenziale nell'ottica dell'utilizzo sostenibile di organismi (batteri) o nell'ambito della protezione ambientale classica (ad es. allungamento del ciclo di vita dell'infrastruttura, riduzione delle emissioni di CO2 nella produzione di calcestruzzo). Tuttavia, il suo uso può comportare rischi per l'uomo e l'ambiente. La legislazione vigente prevede una valutazione di tali rischi (art. 29a segg. della legge del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell'ambiente; RS 814.01).

In linea di massima, lo sviluppo dei prodotti compete all'economia privata (che può attingere a fondi per la ricerca stanziati ad es. dalla CTI o dal FNS). In applicazione dei principi di autoresponsabilità e di autocontrollo, l'economia privata ha peraltro l'obbligo di esaminare attentamente le ripercussioni di un nuovo materiale.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.