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11.3665 · Mozione · 2011-06-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di introdurre una nuova tassa, il "centesimo per la formazione", per finanziare il settore della formazione in generale e in particolare le misure di reinserimento professionale e di fomazione continua dei cantoni.

Il Consiglio federale è libero di elaborare la lista degli oggetti a cui applicare questa tassa, che potrà riguardare soprattutto gli articoli per ufficio (ad es. la cancelleria).

Begründung

La Svizzera può vantarsi di avere un tasso di disoccupazione relativamente basso rispetto ad altri Paesi. Gli ultimi dati pubblicati mostrano tuttavia un'evoluzione inquietante della disoccupazione di lunga durata. La riforma della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione ha inoltre evidenziato i problemi causati da una politica basata su indennità a lungo termine, che impedisce un rapido reinserimento nel mondo del lavoro. D'altronde, le persone rimaste a casa che desiderano trovare un nuovo impiego sono fortemente penalizzate dal lungo allontanamento dalla realtà aziendale.

Queste constatazioni sottolineano l'importanza di attuare una politica di formazione coraggiosa nel contrasto alla disoccupazione. Nel settore della formazione universitaria e delle scuole universitarie le Camere federali hanno agito con buon senso, aumentando notevolmente il tetto massimo di spesa. Tuttavia, nel settore della formazione continua e del reinserimento professionale i fondi disponibili sono ancora largamente insufficienti.

Con l'introduzione di una nuova tassa sul modello del centesimo per il clima, la Confederazione riuscirà a sensibilizzare la popolazione su questi temi e aiuterà i cantoni a reinserire i lavoratori. Sono infine indispensabili nuovi finanziamenti per le misure di formazione definite "di reinserimento", al fine di raggiungere il famoso modello di "flessicurità", che permette una maggiore mobilità del personale tra le imprese e da un settore all'altro, aumentando così la competitività del nostro Paese.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Per lo sviluppo sociale ed economico della Svizzera la formazione, la ricerca e l'innovazione rivestono un ruolo centrale. Secondo i dati della statistica finanziaria federale, nel 2008 l'ente pubblico ha speso circa 29 miliardi di franchi per la formazione. Inoltre, anche il settore privato partecipa in misura rilevante a questi costi - soprattutto nell'ambito professionale - allo scopo di soddisfare il proprio bisogno di nuove leve di personale specializzato. Da ultimo, anche i singoli investono nella loro crescita professionale.

Il finanziamento pubblico della formazione è oggetto di regolamentazione. Qualora vi fosse la necessità di un'ulteriore raccolta di fondi, si dovrebbe procedere ricorrendo agli attuali e consolidati sistemi di finanziamento:

- il contributo della Confederazione destinato alla formazione professionale viene definito dal Parlamento nel quadro del messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione. Negli ultimi anni la formazione è stato uno degli ambiti di attività della Confederazione in cui si è registrato il maggiore sviluppo;

- secondo la legge su l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza (LADI, RS 837.0), i provvedimenti diretti al reinserimento professionale vengono attuati congiuntamente dai cantoni e dall'assicurazione contro la disoccupazione. In considerazione delle esperienze più recenti si può ritenere che i mezzi finanziari messi a disposizione a questo scopo siano sufficienti. Nel caso di una carenza di finanziamenti, dovuta ad oscillazioni congiunturali, la Confederazione ha la possibilità di concedere mutui all'AD.

Alla luce di quanto precede una nuova imposta diretta alla raccolta di fondi da destinare alla formazione non appare necessaria. Inoltre il Consiglio federale ritiene che in linea di principio sia inopportuno vincolare le entrate a determinate finalità. Ciò comporterebbe sia una riduzione dei margini operativi sia un incentivo agli sprechi. Senza una parallela riduzione del prelievo fiscale in altri ambiti (imposta sul valore aggiunto, ecc.), il finanziamento dell'intera offerta formativa mediante la riscossione di un "centesimo per la formazione" comporterebbe un aumento sensibile della quota fiscale. Per lasciare invariata quest'ultima occorrerebbe ridefinire radicalmente il sistema fiscale. Oltre a ciò, non sarebbe da sottovalutare l'onere amministrativo causato dalla riscossione del "centesimo per la formazione" e dalla distribuzione delle risorse che ne deriverebbero. Si pone inoltre la questione relativa all'efficacia, sotto il profilo della sensibilizzazione dei cittadini, che tale imposta potrebbe avere.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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