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18.3045 · Interpellanza · 2018-02-28

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

La 48a edizione del Forum economico mondiale (World Economic Forum, WEF), che riunisce l'élite economica e politica del pianeta, si è svolta a fine gennaio 2018 a Davos. Più di 1000 imprese fanno parte del WEF, tra cui un centinaio delle più grandi società del mondo. A questa manifestazione privata si può partecipare solo su invito e pagando un'elevata quota di iscrizione. Quest'anno vi ha preso parte anche Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti.

Le massicce misure di sicurezza sono garantite dall'esercito svizzero e dalle forze di polizia; per l'organizzazione di questo evento privato sia la Confederazione che i Cantoni e il Comune interessati danno contributi milionari. Quest'anno le manifestazioni di protesta non sono state autorizzate. L'autorità competente, l'esecutivo del Comune di Davos, ha respinto una richiesta di organizzare una manifestazione sulla "Postplatz" adducendo come motivo la grande quantità di neve caduta. Alcune foto dimostrano però che il giorno in cui si sarebbe dovuta svolgere la manifestazione la piazza era stata sgomberata dalla neve.

Si riferisce inoltre che il numero dei controlli di polizia sia stato di molto superiore a quello degli anni precedenti. Le forze di polizia sono bersaglio di critiche per aver effettuato controlli sproporzionati senza motivo particolare.

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Il 12 gennaio 2018 sul sito del Consiglio federale si leggeva che le autorità della Confederazione e del Cantone dei Grigioni considerano il Forum economico mondiale un luogo di dialogo. In quale misura questo principio è conciliabile con il fatto che le richieste di organizzare manifestazioni durante il WEF sono state respinte e con la libertà di riunione?

2. Come risponde alla critica secondo la quale gli organizzatori del Forum o gli inviati del governo degli USA avrebbero fatto pressione sull'esecutivo di Davos per fare in modo che la manifestazione non fosse autorizzata?

3. Qual è la mole di lavoro svolto dalla Confederazione (ore/salari/spese) per il WEF? Si sa già se i costi rientreranno nel budget fissato dalla Confederazione o se sarà necessario chiedere di nuovo un credito supplementare, come nel 2017?

4. La protezione dell'ambiente (denuncia dell'accordo di Parigi) e le questioni di genere hanno una notevole influenza sull'economia. Per quale motivo durante il Forum e in particolare durante l'incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump il Consiglio federale non ha dato a questi temi la stessa rilevanza riservata alle relazioni commerciali?

Stellungnahme des Bundesrates

L'incontro annuale del World Economic Forum (WEF) costituisce per il nostro Paese una piattaforma che gli consente di difendere gli interessi svizzeri e quelli multilaterali. La forte presenza internazionale a Davos permette molti incontri e colloqui di rilievo che in certi casi non avverrebbero mai senza il WEF perché la Svizzera non figura sull'elenco delle priorità di certi decisori economici e politici a livello internazionale. Il Consiglio federale ha già precisato nel suo parere alla mozione Leutenegger-Oberholzer 08.3866 i principali argomenti a favore della partecipazione al WEF, che sono tuttora validi.

1./2. La libertà di riunione, che è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione federale (art. 22 Cost., RS 101) comprende anche le manifestazioni. Nel quadro della Costituzione sono ammesse delle restrizioni. Tali restrizioni devono avere una base legale, essere giustificate da un interesse pubblico e essere proporzionate allo scopo (art. 36 Cost.). Spetta alle autorità competenti in base al diritto cantonale e comunale autorizzare le manifestazioni. Il Consiglio federale parte dal presupposto che le autorità di Davos abbiano fondato la loro decisione - contro la quale era possibile presentare ricorso - tenendo conto della situazione del momento. Non si esprime in merito a supposizioni riguardanti presunte pressioni.

3. Il sostegno fornito dalla Confederazione è illustrato nel messaggio 15.026 "concernente il decreto federale sull'impiego dell'esercito in servizio d'appoggio a favore del Cantone dei Grigioni nell'ambito delle misure di sicurezza per gli incontri annuali del World Economic Forum 2016-2018 di Davos e di altre misure di sicurezza". A causa dell'aumentato livello di minaccia degli ultimi anni, i limiti di spesa previsti in esso per la partecipazione della Confederazione alle misure di sicurezza sono risultati insufficienti per gli incontri del 2016 e del 2017. I costi dell'edizione del 2018 non sono ancora noti, ma il Consiglio federale si aspetta anche per quest'anno un superamento del limite di spesa.

Dal punto di vista della Confederazione è improbabile che i costi per la sicurezza diminuiranno in un prossimo futuro. Per questo motivo il Consiglio federale ha proposto al Parlamento (18.023, FF 2018 817) di aumentare, per il periodo 2019-2021, da 8 a 9 milioni di franchi il limite di spesa per la sicurezza per ogni incontro annuale, a cui i partner partecipano con le quote seguenti: Confederazione (invariato) 3/8, Cantone dei Grigioni 2/8, Comune di Davos 1/8 e WEF 2/8. Dai calcoli relativi all'incontro del 2017 risulta che oltre i 4/5 dei costi sono da attribuire all'impiego di personale esterno, ossia di effettivi della polizia di altri Cantoni. Questi impieghi vengono indennizzati in base all'Accordo sugli interventi intercantonali di polizia (IKAPOL). Per quanto riguarda l'esercito, si tratta dell'impiego di militari che svolgono il loro servizio a titolo di servizio di appoggio. Rispetto a un servizio di istruzione o di volo ordinario, l'impiego dell'esercito al WEF non causa costi supplementari. I costi causati dall'impiego al WEF rientrano nel quadro del budget ordinario del DDPS. Le altre attività della Confederazione avvengono in gran parte nel quadro delle normali attività amministrative e delle risorse disponibili.

4. I temi ufficiali di discussione affrontati durante il WEF non sono stabiliti dal Consiglio federale. Consultando il programma del WEF (http://www3.weforum.org/docs/WEF_AM18_Overview.pdf) si può notare che la protezione dell'ambiente e le questioni di genere figuravano nell'agenda. Nelle discussioni bilaterali condotte dai rappresentanti della Confederazione con i loro omologhi vengono discussi i temi ritenuti prioritari nel contesto del momento, per esempio l'ambiente, l'acqua e la salute. Non vi sono restrizioni al riguardo.

Risposta del Consiglio federale.