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18.3521 · Interpellanza · 2018-06-13

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Recentemente il "Tages-Anzeiger" ha pubblicato un articolo (8 aprile 2018, "Jeder zweite Patient nimmt Psychopharmaka") in cui si dice che al 40 a 60 per cento dei pazienti in cura dal medico di famiglia sono prescritti psicofarmaci e che negli ultimi anni questo numero ha registrato un forte aumento.

Pongo pertanto le seguenti domande al Consiglio federale:

1. È a conoscenza delle quantità di psicofarmaci consumate o prescritte in Svizzera negli ultimi anni fino ad oggi?

2. Sono disponibili dati statistici sulle quantità dei diversi gruppi di psicofarmaci, quali i calmanti, i sonniferi, gli antidepressivi o i neurolettici?

3. Se consumati per un periodo prolungato molti psicofarmaci possono creare dipendenza. Quali misure può adottare per limitarne l'impiego?

4. Può fornire indicazioni sulle ripercussioni dell'aumento delle prescrizioni di psicofarmaci sui costi globali della salute?

5. Quali mezzi ha a disposizione per limitare in generale l'impiego di questi medicinali che alterano la coscienza?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2./4. Tramite il pool di dati forniti dalla SASIS SA, il Consiglio federale dispone dei fatturati dei medicamenti rimborsati dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) che danno informazioni sul comportamento dei fornitori di prestazioni (tra l'altro riguardo ai controlli sull'economicità). Non sono invece inclusi i dati provenienti dalle istituzioni ospedaliere. La Confederazione non tiene statistiche periodiche sul consumo di psicofarmaci in Svizzera.

Secondo i dati della SASIS la quota parte di psicofarmaci rispetto alla totalità dei medicamenti rimborsati dall'AOMS ammontava nel 2015 all'8,7 per cento (11,5 milioni di confezioni), nel 2016 all'8,4 per cento (10,7 milioni di confezioni) e nel 2017 all'8,1 per cento (11 milioni di confezioni). Quindi, negli ultimi anni vi è stata una leggera diminuzione. La Confederazione dispone anche di dati relativi a sottogruppi specifici: il 31 per cento degli psicofarmaci rimborsati sono antidepressivi, il 22 per cento neurolettici e il 40 per cento ansiolitici, sedativi o ipnotici. Rispetto ai costi complessivi dei medicamenti, quelli per gli psicofarmaci rappresentano l'8 per cento. Negli ultimi tre anni l'evoluzione dei costi per questo tipo di medicamenti è stata dell'1,5 per cento, quindi al di sotto della media rispetto all'evoluzione dei costi dei medicamenti in generale.

3./5. In considerazione del loro profilo di rischio, gli psicofarmaci sottostanno all'obbligo di prescrizione secondo il diritto degli agenti terapeutici e possono essere dispensati solo su prescrizione medica e sotto sorveglianza medica, anche perché possono generare dipendenza (cfr. parere del Consiglio federale dell'11 maggio 2016 in risposta alla mozione von Siebenthal 16.3152). Nel prescriverli, il medico deve attenersi alle regole delle scienze mediche e farmaceutiche riconosciute e rispettare gli obblighi deontologici di diligenza.

La vigilanza sulle attività mediche incombe all'autorità cantonale di vigilanza (art. 40 e 41 della legge sulle professioni mediche, LPMed; RS 811.11). È inoltre compito delle associazioni specialistiche (p. es. della Società svizzera di psichiatria e psicoterapia, ma anche delle associazioni internazionali), spiegare ai medici l'impiego corretto degli psicofarmaci mediante direttive e guide, fornire raccomandazioni ed eventualmente adottare misure.

Inoltre l'Ufficio federale della sanità pubblica ha limitato il rimborso degli psicofarmaci con potenziale di abuso. Una prescrizione eccessiva di questi medicamenti è solo limitatamente possibile, poiché il rimborso è consentito unicamente per le quantità definite nell'elenco delle specialità e per la posologia e la durata di terapia ammesse nell'informazione professionale. Per garantire un impiego appropriato degli psicofarmaci occorre in ultima analisi anche ottimizzare l'assistenza alle persone affette da malattie psichiche. Andrebbero apportati diversi miglioramenti alla struttura assistenziale di competenza dei Cantoni, come ha fatto presente il Consiglio federale nel suo rapporto sul futuro della psichiatria in adempimento al postulato Stähelin 10.3255. Tra l'altro i Cantoni devono rafforzare le offerte intermedie (cliniche diurne, ambulatori, servizi domiciliari) o coordinare meglio quelle già disponibili (tra cui la promozione della collaborazione interprofessionale e sovraistituzionale fra i diversi attori).

Risposta del Consiglio federale.