Analisi effettuate dai grandi laboratori. Tariffe secondo la LAMal e l'elenco delle analisi
18.3831 · Interpellanza · 2018-09-25
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il consueto ritornello dei premi delle casse malati riecheggia a tutto volume, sui media circolano anche proposte di risparmio del Consiglio federale. Tuttavia, finora un settore è stato lasciato quasi completamente all'ombra dei riflettori: i grandi laboratori che eseguono analisi mediche.
1. Il Consiglio federale è a conoscenza che le analisi, soprattutto quelle più care, sono eseguite sempre più spesso da filiali di grandi laboratori che operano all'estero, oltre confine ma anche in Paesi più lontani, e che i loro costi sono fatturati in base all'elenco svizzero delle analisi e secondo le tariffe vigenti in Svizzera? Se così fosse, i guadagni realizzati andrebbero a scapito della collettività.
2. Se sì, da quando il Consiglio federale ha conoscenza di queste manovre e perché non ha reagito?
3. Come giustifica la sua inerzia?
4. Queste pratiche sono compatibili con la LAMal?
5. Una soluzione non potrebbe essere quella di fissare i prezzi sulla base di una dichiarazione, come avviene per i generici nell'ambito dei medicamenti?
Stellungnahme des Bundesrates
Nell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) vige il principio della territorialità. L'assicurazione assume di norma soltanto i costi delle prestazioni fornite in Svizzera da fornitori di prestazioni autorizzati in Svizzera. Secondo le deroghe elencate nell'articolo 36 dell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102), le prestazioni fornite all'estero possono essere rimborsate in particolare se si tratta di urgenze o se in Svizzera non possono essere fornite prestazioni corrispondenti. L'articolo 36a OAMal consente inoltre un'apertura controllata del principio della territorialità: i Cantoni di frontiera e gli assicuratori malattie possono concludere con fornitori di prestazioni esteri programmi di cooperazione transfrontaliera che prevedono l'assunzione da parte degli assicuratori dei costi delle prestazioni fornite all'estero nelle zone di frontiera. Questi programmi, limitati esclusivamente alle regioni di frontiera, necessitano inoltre dell'autorizzazione della Confederazione.
Il principio della territorialità vige anche nel settore delle analisi mediche di laboratorio. I costi di un'analisi effettuata all'estero possono essere assunti soltanto se nell'elenco delle analisi figura la menzione che può essere eseguita all'estero. Questa menzione è prevista soltanto per un numero esiguo di analisi genetiche. Come precisato nel 2003 e nel 2013 in una circolare dell'UFSP inviata ai fornitori di prestazioni e agli assicuratori (19 dicembre 2003 e 24 luglio 2013; www.ufsp.admin.ch > Assicurazioni > Assicurazione malattie > Prestazioni e tariffe > Elenco delle analisi, EA) e confermato nel 2015 in una lettera informativa agli assicuratori (17 dicembre 2015, n. 4 sull'assunzione dei costi delle analisi di laboratorio effettuate nel Liechtenstein; www.ufsp.admin.ch > Assicurazioni > Assicurazione malattie > Assicuratori e vigilanza > Circolari e lettere d'informazione > Lettere d'informazione Svizzera), di norma non possono essere effettuate analisi di laboratorio all'estero allo scopo di ridurne i costi, indipendentemente dalla forma giuridica del laboratorio incaricato. Il controllo delle fatture compete agli assicuratori, che devono verificare se sono soddisfatti i presupposti per l'assunzione dei costi in ogni singolo caso. La Confederazione non ha alcuna competenza di vigilanza sui fornitori di prestazioni. La vigilanza sui laboratori rientra nella sfera di competenza dei Cantoni.
Poiché, a parte le eccezioni di cui sopra, le analisi effettuate all'estero non possono essere fatturate a carico dell'AOMS, non entrano in linea di conto né tariffe speciali né apposite dichiarazioni.
Il Consiglio federale non è a conoscenza di pratiche illegali. Qualora in futuro dovessero emergere prove in tal senso, l'UFSP esaminerà eventuali misure in collaborazione con gli attori.
Risposta del Consiglio federale.