Crisi da coronavirus. Adesso come non mai i soldi dei contribuenti svizzeri servono per le esigenze dei cittadini svizzeri
20.3272 · Mozione · 2020-05-05
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Con la seguente mozione si chiede al Consiglio federale di sottoporre al Legislativo proposte che prevedano:
1. La cancellazione del contributo di 1,3 miliardi all'UE;
2. Significativi risparmi nell'ambito dei contributi all'estero;
3. Significativa riduzione della spesa per l'asilo;
4. Significativa riduzione della spesa sociale generata da cittadini stranieri (compresi quelli di Stati membri dell'UE).
Begründung
La crisi economica generata dalla pandemia da coronavirus non mancherà di esplicare i propri effetti deleteri anche sulle finanze pubbliche.
E' evidente che i soldi dei contribuenti elvetici dovranno venire impiegati per le esigenze dei cittadini elvetici e dell'economia svizzera.
Di conseguenza, ci saranno dei cespiti di spesa che andranno drasticamente ridotti: segnatamente i contributi all'estero, ed in primis il contributo di coesione all'UE, la spesa per l'asilo, le prestazioni sociali a stranieri. A proposito di quest'ultimo punto, vale la pena ricordare che l'accordo quadro istituzionale, se sottoscritto, a non averne dubbio trascinerebbe con sé la direttiva UE sulla cittadinanza, con conseguente fattuale impossibilità di espulsione dalla Svizzera di cittadini dell'Unione europea anche se i diretti interessati sono a carico dell'assistenza sociale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Durante la sessione straordinaria il Parlamento ha stanziato crediti per un totale di circa 57 miliardi di franchi per il superamento della crisi di COVID-19 in Svizzera. Il contenimento duraturo della pandemia, la rapida ripresa dell'economia mondiale e un ordine internazionale stabile rientrano nell'interesse del nostro Paese, fortemente interconnesso e orientato alle esportazioni.
Nel 2019 il Parlamento ha approvato il secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell'UE stabilendo però che non potranno essere contratti impegni sulla base di questo credito quadro "se e fintanto che l'UE adotta provvedimenti discriminatori nei confronti della Svizzera" (FF 2020 719 e 721). Di conseguenza, i fondi previsti nel preventivo e nel piano finanziario sono bloccati. Il contributo concorrerebbe anche a rafforzare i sistemi sanitari nei Paesi partner e a creare posti di lavoro. Questi investimenti nella sicurezza, nella stabilità e nel benessere dell'Europa rientrano anche nell'interesse della Svizzera, specialmente in considerazione delle forti ripercussioni socioeconomiche della crisi.
Quest'anno il Parlamento discute il messaggio concernente la strategia di cooperazione internazionale 2021-2024. Tenuto conto della grave minaccia causata dalla crisi di COVID-19 alle popolazioni nei Paesi in via di sviluppo, una cooperazione internazionale (CI) forte e un sistema multilaterale efficace sono nell'interesse della Svizzera. Bisogna contribuire ad attenuare le ripercussioni sanitarie, economiche, sociali e politiche della crisi e a sostenere i presupposti fondamentali per la ripresa, la prevenzione di future epidemie, lo sviluppo sostenibile e la promozione della pace e dei diritti umani. In assenza di misure efficaci sul posto, aumenta il rischio di disordini, migrazione irregolare e fuga.
Per quanto riguarda il settore dell'asilo, la maggior parte dei sussidi federali - circa un miliardo di franchi all'anno - è destinata ai Cantoni per compensare i costi sostenuti per l'accoglienza e l'assistenza dei richiedenti l'asilo, delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati. Una riduzione di questi contributi si tradurrebbe solo in un trasferimento degli oneri dalla Confederazione ai Cantoni. L'esiguo numero di domande di asilo a seguito della COVID-19 ha portato automaticamente a sgravi nel settore dell'asilo. Nel preventivo 2021 il Consiglio federale prevede spese minori per circa 140 milioni di franchi, di cui solo una parte è direttamente riconducibile alla crisi sanitaria.
I diritti dei cittadini stranieri a prestazioni di sicurezza sociale si fondano per lo più su accordi e in parte su leggi federali e non dipendono dalle misure adottate in risposta alla COVID-19. Un cambiamento sostanziale sarebbe possibile solo attraverso una modifica degli accordi internazionali e andrebbe a svantaggio degli Svizzeri all'estero. Nell'ambito dell'attuazione dell'Accordo sulla libera circolazione, il ricorso all'aiuto sociale da parte di determinate categorie di persone comporta la perdita del diritto di soggiorno. Anche nel caso di cittadini di Stati non appartenenti all'UE/AELS il ricorso all'aiuto sociale può avere le stesse conseguenze.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.