21.321 · Iniziativa cantonale · 2021-10-11
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,
visto l'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999;
visto l'articolo 115 della legge federale del 13 dicembre 2002 sull'Assemblea federale;
visto l'articolo 156 della legge del 13 settembre 1985 concernente il regolamento del Gran Consiglio del Cantone di Ginevra; e
visto l'articolo 118 della Costituzione federale del 18 aprile 1999, considerato:
- che i fattori ambientali esercitano un impatto sempre più forte sulla nostra salute e che le cosiddette malattie emergenti aumentano;
- che, dopo anni di noncuranza, dobbiamo modificare i nostri stili di vita e le nostre abitudini di consumo;
- che i sali di alluminio e il loro potenziale effetto cancerogeno costituiscono da molti anni una tematica controversa;
- che un nuovo studio ginevrino include elementi a favore della tesi secondo cui i sali di alluminio presenti nei prodotti antitraspiranti aumenterebbero il rischio di cancro al seno;
- che appare sensato applicare il principio di precauzione e valutare la possibilità di introdurre un divieto al fine di proteggere la salute della popolazione;
- che la popolazione comincia a rendersi conto dei pericoli cui si espone e a optare per prodotti meno tossici;
- che i giganti della cosmesi devono ricercare altri prodotti altrettanto efficaci ma meno pericolosi per la nostra salute,
invita l'Assemblea federale a valutare, in considerazione delle recenti conoscenze scientifiche, la possibilità di vietare i sali di alluminio e i loro derivati nei prodotti cosmetici.
Begründung
In generale oggi si è consapevoli che i fattori ambientali esercitano un impatto sempre più forte sulla nostra salute. Pesticidi, inquinamento, polveri fini, amianto, perturbatori endocrini, metalli pesanti: tutto sta a indicare che, di fronte all'aumento delle cosiddette malattie emergenti e ai numerosi studi che dimostrano l'influsso di questi elementi sulla nostra salute, dopo anni di noncuranza dobbiamo cambiare i nostri stili di vita e le nostre abitudini di consumo.
Fra questi elementi figurano i sali di alluminio e il loro potenziale effetto cancerogeno, oggetto di controversia ormai da molti anni.
Nel 2012 il Comitato scientifico della sicurezza dei consumatori (Scientific Committee on Consumer Safety, CSSC) aveva affermato che l'alluminio contenuto nei cosmetici non sarebbe cancerogeno. Il dibattito è rilanciato da uno studio di due ricercatori ginevrini pubblicato nel settembre 2016 sull'International Journal of Cancer, contenente elementi a sostegno della tesi secondo cui i sali di alluminio presenti nei prodotti antitraspiranti aumenterebbero il rischio di cancro al seno. Un altro studio svolto a Innsbruck in Austria attesta un rischio raddoppiato di cancro al seno fra le donne che affermano di aver utilizzato regolarmente prodotti cosmetici contenenti sali di alluminio.
In un contesto epidemiologico caratterizzato da una crescente incidenza del cancro al seno anche in donne sempre più giovani (il 20 % dei tumori al seno diagnosticati riguarda donne di età inferiore ai 50 anni), appare sensato applicare il principio precauzionale e valutare l'introduzione di un divieto dei sali di alluminio nei prodotti cosmetici.
A tale riguardo va ricordato che i sali di alluminio provocano l'ostruzione dei pori cutanei ostacolando la traspirazione. È già dimostrato che, in caso di lesione (rasatura, graffi, depilazione, eczema), la quantità di sali di alluminio che penetra nell'organismo è sei volte superiore e che, in tali casi, il loro uso è pertanto vietato.
Un rapporto dell'agenzia francese di sicurezza sanitaria dei prodotti (Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé, ANSM) raccomanda addirittura una concentrazione massima dello 0,6 per cento. La concentrazione di sali di alluminio non viene tuttavia mai indicata sui prodotti e, in realtà, sarebbe quasi dieci volte superiore...
Lo stesso rapporto si concentra parimenti sulla neurotossicità riscontrata perlomeno negli animali. La difficoltà di dimostrare un'interdipendenza tra il cancro e i sali di alluminio è imputabile all'assenza di studi prospettici su vasta scala (con studi prospettici s'intendono gli studi aventi lo scopo di osservare e seguire un gruppo di soggetti esposti a fattori di rischio di una malattia durante un determinato periodo e di confrontarlo con un gruppo di controllo che non presenta tali caratteristiche).
Ciononostante, gli studi proseguono in modo approfondito e, per vedere confermati tutti gli attuali segnali d'allarme per la salute della nostra popolazione, è solo una questione di tempo.
Se le autorità politiche non intervengono ora in modo consapevole applicando il principio precauzionale, fra qualche anno potremmo rimpiangere di non averlo fatto. L'applicazione di tale principio stimolerebbe inoltre le grandi industrie cosmetiche a ricercare altre soluzioni altrettanto efficaci ma meno pericolose per la nostra salute. Del resto, il fatto che comincino a proporre nei supermercati un certo numero di prodotti antitraspiranti privi di sali di alluminio e di allunite (un loro derivato) indica che la popolazione si sta rendendo conto a poco a poco dei pericoli cui è esposta e opta di conseguenza per prodotti meno tossici.
È quindi giunto il momento per le autorità federali di assumere le proprie responsabilità in materia di politica sanitaria e di valutare rapidamente la possibilità di vietare sul nostro territorio queste "bombe tossiche" attualmente accessibili a tutti.