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L'UE revoca alla Svizzera l'accesso privilegiato ai vaccini. È intenzione del Consiglio federale bloccare il contributo di coesione?

21.3504 · Interpellanza · 2021-05-04

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Dal 31 marzo scorso l'UE ha modificato le regole di esportazione dei vaccini anti-covid. A 17 paesi è pertanto stato revocato l'accesso privilegiato ai vaccini. La Svizzera è tra questi.

La Svizzera ha deciso di legare la propria campagna di vaccinazione a quella dell'UE. Una scelta chiaramente e perdente. Perfino l'OMS ha infatti denunciato la lentezza con cui procede la campagna di immunizzazione in Europa, ed anche nel nostro Paese.

Chiedo al Consiglio federale:

- Alla luce della decisione europea del 31 marzo, oltre che della presa di posizione dell'OMS ed in considerazione del numero esiguo di persone vaccinate in Svizzera, il Consiglio federale ritiene che associare la campagna di vaccinazione elvetica a quella UE sia stata una scelta adeguata?

- Il Consiglio federale intende adottare misure di ritorsione nei confronti dell'UE a seguito della decisione del 31 marzo? E' intenzione del Consiglio federale bloccare il versamento del contributo di coesione all'UE?

- Come valuta il Consiglio federale il fatto che la Gran Bretagna, grazie alla Brexit, sia oggi uno dei paesi con la campagna di immunizzazione più avanzata?

- Corrisponde al vero che il Consiglio federale ha rinunciato ad investire 60 milioni di franchi svizzeri in una linea di produzione del vaccino Moderna in Svizzera, investimento che avrebbe permesso al nostro paese di assicurarsi 100 milioni di dosi del preparato in questione?

- Quali contatti ha preso il Consiglio federale con i manager dell'industria farmaceutica alfine di garantire alla Svizzera un numero sufficiente di vaccini? E' consapevole il Consiglio federale che il successo della campagna di vaccinazione israeliana è in gran parte dovuto ai contatti privilegiati del premier Netanyahu con il CEO della Pfizer? Oppure al Consiglio federale questo tipo di contatti non interessano?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La Svizzera svolge la propria campagna vaccinale indipendentemente dagli altri Paesi e dall'Unione europea. In alcuni Cantoni questa campagna è iniziata già alla fine di dicembre del 2020 e a livello nazionale il 4 gennaio 2021, con una forte accelerazione a partire dall'inizio di aprile. Nella maggior parte dei Cantoni, dalla metà di maggio del 2021 tutte le fasce della popolazione possono prendere appuntamento per la vaccinazione. Per i primi due vaccini omologati per il mercato svizzero (Pfizer/BioNTech e Moderna) il nostro Paese ha stipulato contratti bilaterali direttamente con i fabbricanti. La Svizzera collabora con i suoi partner europei soltanto per l'acquisto dei vaccini di AstraZeneca e Curevac, che tuttavia al momento non sono ancora omologati nel nostro Paese.

2. Il commercio aperto e senza ostacoli dei principi attivi e dei preparati per i vaccini è di grande importanza a causa del fitto intreccio delle catene di produzione. Da parte svizzera non è prevista l'eventualità di adottare provvedimenti come l'obbligo di autorizzazione di esportazione. Secondo il Consiglio federale non c'è nessun nesso con il secondo contributo della Svizzera destinato a determinati Stati membri dell'UE. Il 26 maggio 2021 il Consiglio federale aveva già deciso di impegnarsi per uno sblocco rapido del contributo da parte del Parlamento, allo scopo di stabilizzare la collaborazione bilaterale con l'UE dopo la mancata conclusione dell'Accordo istituzionale.

3. La velocità della campagna vaccinale britannica è riconducibile a diversi fattori. Secondo il Consiglio federale non è possibile creare paralleli automatici con la Brexit.

4. Con lettera del 14 aprile 2020, Lonza aveva informato che Moderna intendeva collaborare con lei per fabbricare una parte del suo vaccino anti-COVID-19 in Svizzera. Nella lettera si accennava, in modo generale e non vincolante, alla possibilità di un investimento. Non è mai entrato in linea di conto che la Confederazione gestisse una propria linea di fabbricazione. Moderna detiene tutti i diritti del suo vaccino anti-COVID-19. L'azienda ha comunicato, anche all'opinione pubblica, di non essere mai stata interessata alla vendita di vie di produzione e di non esserlo neppure in futuro. Lonza non era in grado, da sé, né di vendere alla Svizzera un proprio vaccino, né di svilupparne uno, né di fabbricarne uno già sviluppato da destinare al nostro Paese. Nel maggio del 2021 la Confederazione ha stipulato un contratto supplementare con Moderna per l'acquisto di 7 milioni di dosi di vaccino durante i primi mesi del 2022. Inoltre, il contratto prevede un diritto di opzione per 7 milioni di dosi supplementari durante il 2022. Moderna prevede infine di ampliare ulteriormente la capacità di produzione di vaccini da parte di Lonza a Visp, tanto che entro l'inizio del 2022 dovrebbero entrare in funzione tre ulteriori linee di produzione.

5. La Confederazione ha attuato una strategia di acquisto diversificata. Dall'inizio della pandemia sono stati esaminati diversi vaccini nonché stabiliti e mantenuti contatti con vari fabbricanti di vaccini. I contratti d'acquisto per i vaccini di Moderna e Pfizer/BioNTech, fondamentali nel quadro della campagna vaccinale attualmente in corso, si basano su negoziati bilaterali con i rispettivi fabbricanti. Per quanto riguarda Israele, bisogna considerare che un accordo con Pfizer prevede, come contropartita alla fornitura di una quantità sufficiente di vaccini, che il governo fornisca a Pfizer i dati di vaccinazione. In Svizzera, in particolare i diritti della personalità e della protezione dei dati delle persone interessate non permettono di prevedere una partecipazione obbligatoria della totalità della popolazione a un simile studio post marketing.

Risposta del Consiglio federale.

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