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Promuovere l'onestà fiscale. Rapporto sulle ripercussioni finanziarie dello scambio automatico di informazioni con l'estero e su una possibile introduzione in Svizzera

24.3690 · Postulato · 2024-06-13

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto che esamini l’efficacia dello scambio automatico di informazioni con l’estero e indichi, in particolare, l’entità delle entrate supplementari. L’Esecutivo deve inoltre illustrare quali sarebbero le ripercussioni dello scambio automatico di informazioni in Svizzera sulle finanze federali e come potrebbe essere realizzato nel nostro Paese.

Begründung

La Svizzera ha concluso un accordo sullo scambio automatico di informazioni con circa 100 Stati. Da quando, nel 2018, sono stati scambiati i primi dati, sono affluite agli enti pubblici ingenti somme di entrate supplementari. Inoltre, sono stati avviati numerosi procedimenti e puniti molti casi di sottrazione d’imposta. Le elevate entrate supplementari indicano che ingenti somme di denaro, depositate su conti esteri, non sono state dichiarate nella dichiarazione d’imposta. Considerato il volume, si deve presumere che anche conti in Svizzera non vengano dichiarati. Se si sottraggono le imposte, si causa un danno alla collettività e le finanze pubbliche vengono ulteriormente messe sotto pressione.

Recentemente Marius Brülhart, professore di economia a Losanna, sulla piattaforma X ha stimato la sostanza non dichiarata in Svizzera. Secondo la sua stima prudente e conservatrice, la sostanza non dichiarata ammonterebbe a 425 miliardi di franchi. In tal modo, ogni anno lo Stato perderebbe quindi almeno 2,5 miliardi di franchi di entrate fiscali.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Lo standard globale per lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari è uno strumento volto a combattere l’evasione fiscale. È utilizzato soprattutto dalle amministrazioni fiscali cantonali come fonte di informazione per avanzare pretese fiscali nei confronti dei contribuenti che non hanno dichiarato i loro conti all’estero. Lo scambio automatico di informazioni ha inoltre un effetto preventivo, come indica l’aumento delle autodenunce esenti da pena presentate immediatamente prima e dopo la sua introduzione nel 2018 https://www.estv.admin.ch/estv/it/home/afc/statistiche-fiscali/indicatori-afc/indicatori-divisione-affari-penali-inchieste.html):

Anno20102011201220132014201520162017201820192020202120222023N. autodenunceesenti da pena3901456032783866650765857302123832152124798165351476984986540

Anche se i dati statistici non consentono di dimostrare in modo irrefutabile in quale misura l’aumento delle autodenunce sia dovuto all’introduzione dello scambio automatico di informazioni, si può comunque supporre che esista un nesso diretto e che, di conseguenza, tale strumento sia efficace.

La Confederazione stessa non dispone di dati concernenti le entrate aggiuntive derivanti dallo scambio automatico di informazioni con l’estero. Dovrebbe quindi presentare una richiesta ai Cantoni per poi raccogliere, elaborare e presentare in un rapporto tutte le informazioni ottenute. Tuttavia, attualmente non è noto in quale forma i Cantoni dispongano delle informazioni necessarie.

L’11 marzo 2024 la consigliera nazionale Andrea Zryd ha presentato un’iniziativa parlamentare (Iv. Pa. 24.403), con la quale ha richiesto l’introduzione di uno scambio automatico di informazioni relativo ai conti finanziari nazionali, come già esiste nei rapporti con l’estero. Le possibili ripercussioni (fiscali, finanziarie, economiche ecc.) di tale misura, comprese le interazioni con l’imposta preventiva, saranno illustrate in fase d’esame di questa iniziativa parlamentare. In questo contesto, sarà valutata anche la possibile attuazione di uno scambio automatico di informazioni a livello nazionale. Ad ogni modo, non sarà possibile effettuare una stima attendibile delle entrate potenziali che seguirebbero l’introduzione di uno scambio automatico di informazioni relative a conti nazionali, in quanto non è noto a quanto ammontino i redditi e i patrimoni non dichiarati delle economie domestiche private. I redditi e i patrimoni non dichiarati sono infatti per definizione non osservabili o misurabili in modo «immediato». Nella determinazione delle entrate potenziali, le interazioni con le autodenunce sono inoltre fonte di grandi incertezze. Il maggior numero di autodenunce dovute allo scambio automatico di informazioni con l’estero potrebbe infatti aver portato a un aumento delle dichiarazioni di redditi e patrimoni non solo esteri ma anche nazionali. Se così fosse, ciò potrebbe influenzare l’ammontare dei redditi e dei patrimoni nazionali non ancora dichiarati e ridurre le entrate potenziali derivanti dall’introduzione di uno scambio automatico di informazioni a livello nazionale.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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