Incaricare gli URC di integrare e coordinare i richiedenti l'asilo riconosciuti e le persone con statuto di protezione S nel processo lavorativo
24.4017 · Mozione · 2024-09-25
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di creare le condizioni quadro e i presupposti necessari affinché gli uffici regionali di collocamento (URC) provvedano al coordinamento e all’integrazione nel processo lavorativo dei richiedenti l’asilo ammessi e delle persone con statuto di protezione S. Gli URC dovrebbero inoltre trattare i permessi di lavoro con gli uffici cantonali del lavoro e coordinarsi con la SEM. Con sgravi amministrativi e un sistema di incentivi interessante, come periodi di prova meno costosi, i datori di lavoro sarebbero incentivati a integrare i richiedenti l’asilo in un processo lavorativo, anche se questi ultimi dispongono di scarse conoscenze linguistiche e tecniche.
Begründung
Sono troppo pochi i richiedenti l’asilo ammessi e le persone con statuto di protezione S che lavorano. Questa situazione è dovuta a un’eccessiva burocrazia e alla mancanza di coordinamento nel processo di asilo. I requisiti amministrativi per i potenziali datori di lavoro sono troppo elevati, soprattutto se si considera che in questo caso le persone da integrare spesso non hanno le competenze linguistiche e tecniche necessarie per svolgere adeguatamente un impiego. Rendendo meno oneroso un periodo di introduzione al lavoro già impegnativo sarebbe più facile integrare in un processo lavorativo persone disposte a lavorare. Occorre trovare subito nuovi incentivi e nuove idee, che potrebbero ad esempio essere definite congiuntamente dai datori di lavoro e dai sindacati. Durante il periodo di prova non è possibile versare i salari minimi usuali nel ramo a persone che non hanno ancora dimostrato le proprie capacità né la propria affidabilità e volontà di lavorare. I richiedenti l’asilo non hanno in genere né un certificato di capacità valido né un certificato di lavoro appropriato. È proprio questa situazione che attualmente scoraggia i datori di lavoro dall’investire in persone che potrebbero non superare il periodo di prova e che, eventualmente, potrebbero non presentarsi più al lavoro dopo poche settimane.Nelle industrie e aziende attive in Svizzera, nei Comuni, nel settore della ristorazione, nell’agricoltura, nell’economia forestale e nell’economia alpestre dovrebbe pertanto essere possibile svolgere periodi di prova a condizioni molto più flessibili. Questi settori potrebbero così trovare nuovi lavoratori in modo rapido e poco burocratico, con la possibilità, nell’interesse di entrambe le parti, di stipulare un contratto di lavoro a lungo termine se il periodo di prova dovesse concludersi con successo.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Le autorità di assistenza sociale sono già tenute ad annunciare al servizio pubblico di collocamento i rifugiati e le persone ammesse temporaneamente che sono in cerca d’impiego e collocabili (art. 53 cpv. 5 LStrI; RS 142.20). Il 20 settembre 2024 il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di estendere questo obbligo legale alle persone con statuto di protezione S. Inoltre, i rifugiati riconosciuti, le persone ammesse provvisoriamente e le persone con statuto di protezione S possono usufruire delle prestazioni del servizio pubblico di collocamento e beneficiare dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, a condizione che soddisfino i presupposti del diritto di cui all’articolo 8 LADI (RS 837.0) o i criteri dell’articolo 59d LADI.Il Consiglio federale sostiene la richiesta della mozione di inserire il più rapidamente possibile nel mercato del lavoro i rifugiati riconosciuti, le persone ammesse temporaneamente e le persone con statuto di protezione S. Per rafforzare questo obiettivo, l’8 maggio 2024 ha adottato misure nazionali volte a completare i dispositivi di integrazione cantonali e incentrate in particolare sulla collaborazione tra l’assistenza sociale in materia di asilo, la promozione dell’integrazione e il servizio pubblico di collocamento. Con decisione del 1° novembre 2023, il Consiglio federale si è inoltre posto l’obiettivo di raggiungere un tasso di occupazione del 40 per cento per le persone con statuto di protezione S entro la fine del 2024. Si prefigge inoltre un ulteriore aumento di tale tasso al 45 per cento entro la fine del 2025.Il Consiglio federale attribuisce grande importanza al sostegno dei datori di lavoro nel quadro dell’integrazione professionale dei rifugiati riconosciuti, delle persone ammesse temporaneamente e delle persone con statuto di protezione S. Ad esempio, in caso di oneri particolari d’introduzione al lavoro, i datori di lavoro possono già beneficiare del tipo di sostegno richiesto dall’autore della mozione, soprattutto nell’ambito dei programmi federali «Contributi finanziari» o «Pretirocinio d’integrazione». Inoltre, gli oneri amministrativi che i datori di lavoro devono sostenere sono ridotti dal fatto che per i rifugiati ammessi temporaneamente il datore di lavoro deve solo notificare l’inizio dell’attività lucrativa e non è più tenuto a chiedere un’autorizzazione per l’esercizio di tale attività. La notifica può essere elaborata in modo rapido ed efficiente tramite il portale online EasyGov. In virtù dell’articolo 65 OAASA (SR 142.210, per le offerte di preparazione alla professione e i pretirocini d’integrazione la notifica non è ora più necessaria. Le persone con statuto di protezione S sono attualmente ancora soggette all’obbligo di autorizzazione. Tuttavia, il 20 settembre 2024 il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di presentare entro febbraio 2025 un progetto da sottoporre a consultazione per sostituire l’obbligo di autorizzazione con un semplice obbligo di notifica (attuazione della mozione 23.3968). Infine, con il decreto del Consiglio federale dell’8 maggio 2024, il DFGP ha nominato un incaricato per l’integrazione nel mercato del lavoro dei rifugiati riconosciuti, delle persone ammesse temporaneamente e delle persone con statuto di protezione S con il compito di rafforzare la collaborazione con i Cantoni e le imprese.Considerate le numerose misure in corso, le condizioni quadro esistenti e l’intensa collaborazione interistituzionale tra i servizi preposti all’integrazione, le autorità di assistenza sociale e il servizio pubblico di collocamento, il Consiglio federale raccomanda di respingere la mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.