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25.3038 · Interpellanza · 2025-03-03

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nel maggio 2017, la popolazione svizzera ha deciso a chiara maggioranza di sancire per legge il divieto di costruzione di nuovi reattori nucleari. Tale divieto rischia di essere aggirato. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Paul Scherrer (PSI) ha previsto di costruire e testare un «Onion Core Reactor».

A causa dei costi di investimento estremamente elevati, è improbabile che l’esercizio possa coprire i costi, anche dopo eventuali esiti positivi dei test. Oltre ai dubbi di natura economica, sorgono anche serie preoccupazioni sulla sicurezza. In passato vi sono già state esperienze negative con i reattori di ricerca. Nel 1969, ad esempio, è esploso l'impianto nucleare sotterraneo di Lucens. Le operazioni di sgombero a spese dello Stato si sono protratte per decenni e sono costate alla Svizzera 16 milioni di franchi. (Fonte: IP 11.3652).

Il PSI è finanziato essenzialmente attraverso fondi pubblici. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. A quanto ammonta il totale dei costi per l’esercizio di prova, inclusi i costi per il materiale radioattivo e lo smaltimento? Chi si assume tali costi? A quanto ammonta il contributo della Confederazione e degli altri partecipanti svizzeri? Il Consiglio federale come valuta, in generale, il rischio finanziario della Confederazione?

  2. La Copenhagen Atomics spiega in una relazione che ha rinunciato a un’elaborata documentazione di design per concentrarsi sulla «prassi» della costruzione dei componenti. Questi ultimi devono essere dapprima sottoposti a verifica dell’autorità di vigilanza e regolamentati, vale a dire che gli ingenti costi per la documentazione e i test rilevanti per la sicurezza sono addossati alle autorità svizzere. Quali oneri deve sostenere nel complesso lo Stato e quali il PSI o altri enti?

  3. L’IFSN riesce a mantenere una distanza critica e dispone di un numero sufficiente di specialisti per valutare in modo «indipendente» i rischi per la sicurezza, secondo la legge federale sull’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (LIFSN)? Il Collegio come valuta i provvedimenti quanto alla sicurezza tecnica e i rischi per la popolazione?

  4. Le attrezzature contaminate utilizzate per la costruzione, l’esercizio e lo smantellamento del reattore nucleare di prova rimangono in Svizzera? Qual è la copertura finanziaria dei costi causati dallo smaltimento? La Confederazione e/o gli organi responsabili devono affrontare dei rischi finanziari? In caso affermativo, a quanto ammontano questi ultimi?

Stellungnahme des Bundesrates

A titolo introduttivo, il Consiglio federale afferma che il divieto di rilascio di nuove autorizzazioni di massima per centrali nucleari, in vigore dal 2018, non si applica espressamente ai reattori di ricerca. La possibilità di costruire tali reattori viene mantenuta aperta (cfr. messaggio concernente il primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050 [Revisione della legge sull’energia] e iniziativa popolare «Per un abbandono pianificato dell’energia nucleare [Iniziativa per l’abbandono del nucleare]», FF 2013 6489, pag. 6641). In tal senso, il Consiglio federale vede con favore che in Svizzera si svolgano attività di ricerca nel settore nucleare. 1 e 2: Insieme a Copenhagen Atomics, l’Istituto Paul Scherrer (PSI) intende richiedere un’autorizzazione per un impianto sperimentale con esiguo potenziale di pericolo da realizzare sul proprio sito conformemente al’’articolo 22 dell’ordinanza sull’energia nucleare (OENu; RS 732.11). Al momento per tale impianto non è stata ancora presentata alcuna richiesta di autorizzazione. Non sono quindi disponibili dettagli né sulla documentazione né sui costi dell’impianto. Come già sostenuto nel parere all’interpellanza Nause 24.4603 «Autorizzazione di piccoli reattori nucleari di prova e come procedere in futuro», i costi per la procedura di autorizzazione, per i necessari interventi edili nonché per le risorse operative e di personale necessarie per l’autorizzazione, l’esercizio e lo smaltimento dell’impianto sperimentale saranno interamente a carico di Copenhagen Atomics. Copenaghen Atomics sosterrà quindi tutti i costi del progetto e in particolare rimborserà le spese di costruzione e di esercizio del PSI e quelle delle autorità federali per l’autorizzazione, inclusa la perizia dell’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Non è prevista alcuna partecipazione ai costi da parte della Confederazione o del PSI. 3: Il Consiglio federale non ha motivo di dubitare dell’indipendenza e della competenza specialistica dell’IFSN. Al contrario, è convinto che l’Ispettorato svolga il suo lavoro con un altissimo grado di professionalità e rigore scientifico. Poiché non sono ancora disponibili i documenti relativi alle domande e pertanto non è stato effettuato alcun controllo della sicurezza tecnica da parte dell’IFSN, al momento non è possibile valutare I provvedimenti quanto alla sicurezza tecnica e gli eventuali rischi per la popolazione. 4: Secondo le informazioni fornite dal PSI, il reattore di ricerca a sali liquidi (il reattore scelto per l’esperimento) sarà fornito da Copenhagen Atomics e installato in un impianto sperimentale. Dopo l’effettuazione di vari test, il reattore scelto per l’esperimento ripartirà dalla Svizzera. Nessun componente rimarrà nel nostro Paese. I dettagli dovranno essere indicati nei documenti relativi alle domande o stabiliti nella procedura di autorizzazione.