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25.3557 · Interpellanza · 2025-06-04

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Si dice che passaporto e banconote svizzere siano tra i più belli e sicuri al mondo. Mentre l’estetica delle targhe di immatricolazione elvetiche è indiscussa, la loro sicurezza è rimasta ferma ai livelli del 1971. Secondo quanto riportato da ambienti svizzeri legati alla sicurezza, ai posti di frontiera nazionali vengono fermati sempre più spesso veicoli con targhe elvetiche contraffatte; e questo fenomeno sembra essere solo la punta dell’iceberg. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.

  1. Il Governo è a conoscenza del numero di casi di utilizzo di targhe svizzere falsificate (suddivisi in estero, confine e territorio nazionale)? In mancanza di dati precisi, può comunque descrivere la problematica in modo più dettagliato?

  2. Com’è noto, la maggior parte dei valichi di frontiera dispone di telecamere dotate di tecnologia AFV (ricerca automatica di veicoli e monitoraggio del traffico). Come si garantisce che non vengano impiegate targhe svizzere contraffatte in grado di eludere tale sistema?

  3. Il Consiglio federale ritiene che le caratteristiche di sicurezza delle targhe svizzere siano equiparabili a quelle di altri Stati? Come intende cambiare questa situazione?

  4. All’estero è possibile ordinare targhe che possono essere scambiate per quelle svizzere ufficiali. Come agisce il Consiglio federale per contrastare il fenomeno?

  5. Il Consiglio federale ritiene che tutti gli attuali produttori di targhe elvetiche siano in grado di tenere il passo con l’evoluzione tecnologica e di garantire tutte le moderne caratteristiche di sicurezza?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Non esistono statistiche svizzere sull’utilizzo di targhe di immatricolazione false. Secondo le rilevazioni eseguite dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) presente alla frontiera, dal 2024 sono stati riscontrati circa 20 casi di questo tipo. I gruppi criminali che commettono reati nel nostro Paese utilizzano frequentemente targhe estere falsificate oppure targhe svizzere o estere rubate. Queste ultime sono spesso prelevate da veicoli della stessa tipologia, in modo da renderne più difficile l’identificazione. In due dei casi rilevati le targhe erano trasportate a bordo e non montate sul mezzo. 2. Il sistema di ricerca automatica di veicoli e monitoraggio del traffico (AFV) registra mediante telecamere le targhe dei veicoli, ma non è in grado di individuare quelle contraffatte. 3. La caratteristica di sicurezza «segno identificativo indelebile» delle placche automobilistiche svizzere ha un elevato livello anticontraffazione. È costituita dalle lettere «CH» e dalle ultime due cifre dell’anno di produzione su pellicola riflettente. In sede di controlli fisici è possibile riconoscere con affidabilità le falsificazioni. Nel medio-lungo termine, l’introduzione di ulteriori caratteristiche di sicurezza o la digitalizzazione delle targhe potrebbero renderne più difficile la contraffazione. Il competente Ufficio federale delle strade USTRA segue le evoluzioni nel settore. 4. La problematica della fabbricazione all’estero di repliche confondibili con quelle autentiche è nota al Consiglio federale. Tuttavia, poiché ai sensi dell’articolo 87 capoverso 5 dell’ordinanza sull’ammissione alla circolazione (OAC; RS 741.51) le targhe sono di proprietà dei Cantoni, spetta in primis a questi ultimi reagire a tali situazioni e avviare, se del caso, un procedimento penale. La legge sulla protezione degli stemmi (RS 232.21) stabilisce infatti che anche la sola importazione di un oggetto munito di stemma cantonale protetto è perseguibile. L’UDSC può essere di supporto sequestrando le targhe contraffatte provenienti dall’estero e informando il competente ufficio cantonale della circolazione. 5. La produzione delle targhe è disciplinata da un lato dalle prescrizioni vincolanti di cui agli articoli 82 e seguenti OAC e dall’altro da istruzioni e direttive dell’USTRA; queste ultime risalgono al 1987. Tutti gli attuali produttori sono in grado di rispettare le disposizioni vigenti. Nel caso di un eventuale adeguamento occorrerebbe verificare che possano continuare a produrre le placche elvetiche in conformità con requisiti più stringenti.