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25.3704 · Interpellanza · 2025-06-19

Cancelleria federale

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

Strategia per una maggiore sovranità digitale della Svizzera

  1. Il Consiglio federale ritiene necessario intervenire nell’ambito della sovranità digitale della Svizzera, in particolare per quanto riguarda la dipendenza da importanti fornitori di cloud e software extraeuropei?

  2. Quali sono i temi prioritari da affrontare nell’ambito della sovranità digitale?

  3. Quali sono gli interessi nazionali che il Consiglio federale persegue nell’ambito della sovranità digitale e quali sono i mandati politici necessari affinché tali interessi siano perseguiti in tutta l’Amministrazione federale?

  4. Quali sono le infrastrutture di base nazionali di cui la Svizzera ha urgentemente bisogno e quale servizio dovrebbe assumersene la responsabilità complessiva?

Appalti pubblici

  1. Oggi gran parte degli appalti pubblici per prestazioni di servizi digitali è aggiudicata ad aziende tecnologiche extraeuropee. Il Consiglio federale intende considerare la possibilità di appalti pubblici mirati («Buy European/Swiss») al fine di sostenere l’ecosistema digitale svizzero?

  2. Quali modifiche del diritto sugli appalti pubblici (p. es. clausole d’eccezione, ridefinizione dei valori soglia, trasparenza invece di procedure formali) sono necessarie per accelerare e flessibilizzare l'acquisto di beni e servizi digitali?

  3. Secondo il Consiglio federale, quali misure si potrebbero adottare per sostenere le PMI e le start-up svizzere nell’accesso a grandi progetti digitali del settore pubblico (p. es. requisiti di interoperabilità, standard aperti od obblighi di multisourcing)?

Ecosistema dell’innovazione

  1. Qual è il possibile ruolo delle casse pensioni svizzere, dei fondi per l’innovazione o dei partenariati pubblico-privati nel finanziamento della crescita di tecnologie chiave sulla base di uno «Swiss Digital Stack»?

Amministrazione federale

  1. Il Consiglio federale è d’accordo sul fatto che nei settori sensibili (p. es. sanità, giustizia, amministrazione) andrebbero stabiliti requisiti particolarmente elevati in termini di sovranità dei dati e infrastrutture, e in che modo garantisce che si ricorra a soluzioni svizzere esistenti anziché allo sviluppo di dispendiose soluzioni interne?

Stellungnahme des Bundesrates

Strategia per una maggiore sovranità digitale della Svizzera1. La sovranità digitale si trova costantemente a un crocevia tra interessi contrapposti. Sovranità digitale significa in particolare che lo Stato svizzero dispone degli strumenti di controllo e d’intervento necessari nello spazio digitale. Attualmente è in primo luogo un concetto politico–strategico che può essere reso ulteriormente operativo attraverso una serie di principi.L’elemento cruciale è il grado di sovranità necessario per l’adempimento dei rispettivi compiti. Questa ponderazione viene effettuata contrapponendo fattori quali la scalabilità, il livello di maturità tecnologica, la disponibilità e i costi. La Confederazione ne tiene per esempio conto grazie al modello dei livelli di cloud e all’elaborazione di scenari di uscita dal cloud. Sono inoltre previste direttive sulla sovranità digitale per lo sviluppo dello Swiss Government Cloud all’articolo 1 capoverso 4 del decreto federale che stanzia un credito d’impegno per lo sviluppo di uno Swiss Government Cloud (FF 2025 1334). Anche le strategie multi-fornitore e i principi di «second sourcing» rafforzano la sovranità digitale.2. I temi prioritari sono il controllo sui dati, l’interoperabilità, le dipendenze tecnologiche e l’autonomia strategica. Al riguardo, gli standard aperti forniscono un contributo importante in diversi settori. Questi temi sono affrontati in progetti strategici come lo Swiss Government Cloud, nella gestione delle dipendenze critiche dai software o nel funzionamento dei registri centrali.3. La sovranità digitale è un importante tema strategico per il Consiglio federale. I compiti statali devono essere garantiti durevolmente. Nel rapporto in adempimento del postulato Z’graggen 22.4411, il Consiglio federale dovrà definire il concetto di sovranità digitale per la Svizzera, valutare lo stato della sovranità digitale nel nostro Paese e indicare quale strategia intende adottare per consolidarne la sovranità digitale. Il 27 maggio 2025 si è inoltre tenuta una discussione in seno alla delegazione del Consiglio federale «Digitalizzazione e TIC», a seguito della quale la Cancelleria federale (in particolare il settore TDT) elaborerà i parametri strategici per l’orientamento della sovranità digitale dell’Amministrazione federale per poi sottoporli al Consiglio federale. 4. Ai fini della sovranità digitale è fondamentale che le infrastrutture di base (quali i servizi standard, le «data room», i registri, le soluzioni d’identità), le infrastrutture cloud come pure le infrastrutture energetiche e di telecomunicazione siano solide e controllate. Analogamente alle infrastrutture tradizionali, la responsabilità in questo ambito è ripartita a livello federale tra Confederazione, Cantoni, Comuni e attori privati. I lavori dell’Amministrazione federale in relazione al rapporto in adempimento del postulato Z’graggen 22.4411 e quelli della Cancelleria federale (settore TDT) relativi ai parametri strategici per l’orientamento dell’Amministrazione federale possono avere anche un effetto orientativo nei settori per i quali non è prevista alcuna competenza a livello federale.
Appalti pubblici1. Nel 2024, l’87 per cento dei pagamenti per acquisti nel settore delle TIC è stato effettuato a favore di aziende con sede in Svizzera. L’interpellanza si riferisce pertanto soltanto a una parte limitata degli acquisti TIC, in particolare a quella riguardante il settore delle licenze. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la dipendenza da determinati fornitori non è una situazione auspicabile, motivo per cui uno degli obiettivi formulati nella Strategia Amministrazione federale digitale è quello di affrontare le dipendenze.Ciò avviene nei limiti previsti dalla legge: la Svizzera è infatti uno dei Paesi firmatari dell’Accordo OMC, il cui obiettivo principale è, tra gli altri, la parità di trattamento di tutti i fornitori. Tale principio è sancito anche nella legge federale sugli appalti pubblici (LAPub; RS 172.056.1).2. Conformemente alla LAPub, nell’ambito degli appalti pubblici l’Amministrazione federale è tenuta a prendere in considerazione una serie di parametri, ad esempio la sostenibilità. Allo stesso modo, la sicurezza dei dati e delle informazioni nel settore della digitalizzazione ha una priorità elevata. Sebbene questi aspetti da considerare accrescano la complessità delle procedure, la LAPub offre già alcuni strumenti per accelerare e rendere flessibili gli appalti (p. es. messa a concorso di contratti quadro o riduzioni dei termini alle condizioni previste nell’art. 47 LAPub).3. Già nell’autunno del 2020 il Consiglio federale ha adottato la strategia dell’Amministrazione federale in materia di appalti pubblici, tra i cui obiettivi figura la promozione della partecipazione delle PMI. Nel rispetto dei principi generali del settore degli appalti pubblici, la struttura dei bandi di concorso offre ai servizi federali molteplici possibilità, in particolare quelle di costituire lotti, istituire consorzi o ammettere la partecipazione di subappaltatori; tenuto conto della situazione di mercato, l’Amministrazione utilizza questi strumenti per un approccio ottimale al mercato. Nell’ambito di uno studio settoriale secondo la legge sullo sgravio delle imprese (RS 930.31) e del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Gobet 24.3953 si stanno inoltre esaminando possibili misure volte a sgravare le imprese in caso di appalti pubblici. La pubblicazione dei due rapporti è prevista entro la fine del 2026.
Ecosistema dell’innovazione1. Il Consiglio federale riconosce che è fondamentale disporre di un panorama di finanziamento diversificato per le tecnologie digitali chiave. Punta su investitori istituzionali quali le casse pensioni, i fondi d’innovazione e i partenariati pubblico–privati. A tale scopo istituisce condizioni quadro adeguate per promuovere il trasferimento del sapere tra ricerca e mondo economico. A livello federale esiste un ampio ventaglio di strumenti per promuovere le tecnologie. Nel quadro della politica ERI, la politica d’innovazione della Confederazione promuove, attraverso l’agenzia per la promozione dell’innovazione Innosuisse, lo sviluppo – basato sulla ricerca – di nuovi prodotti, procedure, processi e servizi a favore del mondo economico e della società. Vi sono poi numerosi altri attori del settore ERI finanziati o sostenuti dalla Confederazione che promuovono nuove tecnologie e start up. Tra questi figurano ad esempio il settore dei politecnici federali o il parco svizzero dell’innovazione che, gestito sotto forma di partenariato pubblico–privato tra Confederazione, Cantoni, mondo scientifico ed economia privata, contribuisce con le sue sei sedi principali ed altre dieci ubicazioni al trasferimento del sapere e delle tecnologie tra ricerca e industria. Sono inoltre importanti i programmi di promozione dell’UE. Nel suo parere del 30 agosto 2023 sulla mozione Gapany 23.3845 il Consiglio federale ha affermato che per il momento non vi è alcun margine di manovra a livello di politica finanziaria per istituire un fondo federale per l’innovazione. Tuttavia, grazie a due modifiche di ordinanza relative alla previdenza professionale, dal 1° gennaio 2022 le Casse pensioni possono, nell’ambito dei loro obblighi fiduciari, investire con più semplicità in tecnologie innovative e promettenti in Svizzera.
Amministrazione federale1. I requisiti relativi alla gestione di dati e infrastrutture sono parte integrante della legge sulla protezione dei dati (LPD) e dell’ordinanza sulla sicurezza delle informazioni (OSIn). In esse sono disciplinate le misure di sicurezza necessarie, la loro attuazione e l’identificazione dei rischi residui nel trattamento dei dati sensibili e nella gestione delle infrastrutture critiche. Gli acquisti che ne derivano vengono effettuati in conformità con il diritto vigente in materia. In tale contesto viene effettuata un’attenta ponderazione tra lo sviluppo di soluzioni proprie e l’utilizzo di soluzioni esistenti, tenendo conto di aspetti quali la funzionalità, l’efficienza, la fattibilità, l’adeguatezza e l’economicità.